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Movimento popolare, Formigoni risponde a Socci: «Proposte che scaldano il cuore»

giugno 11, 2011 Redazione

Il presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni ha risposto oggi all’appello del giornalista Antonio Socci, pubblicato su Tempi.it, di rifare il Movimento popolare: «A me, che l’ho fondato e mi sono battuto e ci ho lavorato con grandissimo entusiasmo per 12 anni, queste proposte scaldano il cuore. Valuteremo se ci sono veramente le condizioni e le opportunità»

«A me, che ho fondato il movimento popolare e mi sono battuto e ci ho lavorato con grandissimo entusiasmo per 12 anni, queste proposte scaldano il cuore». Parla così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, a margine della conferenza stampa su “Unexpected Israel” al Pirellone, riferendosi alla proposta lanciata dal giornalista Antonio Socci su Tempi.it di rifare il Movimento popolare.

Scrive Socci: “Mi pare invece che la Chiesa ci inviti a far sì che l’intelligenza della fede diventi intelligenza della realtà. In questo senso il Movimento popolare potrebbe essere uno strumento oggi adeguato: potrebbe infatti aiutare le più diverse esperienze ecclesiali (e anche tanti singoli cristiani) a far crescere uno sguardo cattolico sulla vita pubblica. E anche a far diventare la dottrina sociale della Chiesa una realtà sociale e culturale su cui possano convenire anche dei non cattolici”.

E ancora: “Da mesi e anche in questi giorni (tanto più oggi, nell’attuale sommovimento politico) Benedetto XVI e il cardinale Bagnasco hanno chiamato i cattolici alla necessità di un impegno politico diretto”. Che sia un “movimento laico, di popolo, di padri e madri, di italiani che pagano le tasse e che votano, che in forza della Costituzione italiana chiedono il rispetto della libertà di educazione e del valore sociale della famiglia“.

Il presidente Formigoni ha commentato la proposta affermando: «Valuteremo se ci sono veramente le condizioni e le opportunità, ma mi fa piacere che qualcuno esalti quell’avventura che è stata straordinaria per la mia generazione».

Leggi l’appello integrale di Antonio Socci: «Rifare il Movimento popolare».

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9 Commenti

  1. ACHILLE LISSONI scrive:

    Io spero ardentemente che rinasca MP.
    L’ho subito nella DC.
    Tessere a vagonate.
    Si facevano vedere solo a votare ai congressi e poi sparivano.
    Un bel movimento integralista, organizzato, ciecamente fedele ai suoi capi e disciplinato, ci starebbe proprio bene nel PdL.
    Purtroppo credo che nel PdL non ci saranno mai tessere, non ci saranno mai congressi, non ci saranno mai vere primarie.
    Mica è scemo Bunga Bunga e tutti i suoi leccapiedi. E quando non ci sarà più Bunga Bunga non ci sarà più nemmeno il PdL. Dopo di che mi piacerebbe proprio vedere con chi si accaserà MP, o meglio, chi avrà lo stomaco di accogliere gente che per vent’anni ha leccato il fondo schiena di Bunga Bunga per averne in cambio soldi e potere.
    Il vento sta cambiando ………
    Dimenticavo.
    Parlo per MIlano.
    A quei tempi MP era il braccio politico di CL dentro la DC e contava prchè aveva le tessere. Come le aveva Prada per l’ATM, o Mongini per la SEA, o Frigerio un pò per tutti, con l’astro nascente Robertino Formigoni ma, ad esempio, con il consolidato ed esperto Baruffi.
    Ma, lo ripeto, nella DC c’erano le tessere. In un congresso dissi una volta che una tessera della DC oramai valeva più di 100 bot o CCT.
    Nel PdL le tessere non contano nulla, purtroppo per Formigoni. Quindi dovrà aspettare cosa deciderà Bunga Bunga per il suo immediato futuro. Per il futuro remoto, quando avrà passato i 70 anni, affidiamoci alla Provvidenza.

  2. gmtubini scrive:

    Aspettano un Suo commento al video di Bersani. Non li deluda!

  3. Tito Livio scrive:

    Come mai tanto livore verso un movimento che si è impegnato notevolmente nella politica e ha contribuito alla vittoria della Dc in molte elezioni? Mi risulta che i nostri candidati venissero sempre eletti con un altro numero di preferenze… Ma certo, se gli elettori votano in un certo modo, che dà fastidio al potere costituito, sono stupidi o comprati. Sento ritornare, dopo tanti anni, il pregiudizio degli snob “puri” con la puzza sotto il naso.

  4. ACHILLE LISSONI scrive:

    Di quale video parli?

  5. ACHILLE LISSONI scrive:

    Dimenticavo. Non ho nessun guru.
    Se Bersani, o chiunque altro, dioesse quello che a mio parere è una cavolata, direi e scriverei che, a mio parere, ha detto una cavolata. E cercherei di spiegare anche perchè per me è una cavolata.
    Ad esempio alle ultime elezioni politiche non sono andato a votare. Ed ho spiegato ad amcici e compagni perchè. Da anni, più di dieci, non ho in tasca nessuna tessera di partito, quindi sono assolutamente libero di esprimere le mie opinioni. Scrivere ad esempio che non credo affatto che Berlusconi credesse che Ruby fosse la nipote di Mubarak ma che l’ha fatta “liberare” dalla questura perchè temeva che potesse “cantare”. Poi ognuno è libero di pensare anche che gli asini volano.

  6. ACHILLE LISSONI scrive:

    Fatto. Da qualche altra parte di Tempi.

  7. calamaro scrive:

    snob puri con la puzza sotto il naso?

  8. Tito Livio scrive:

    Gli snob “puri” con la puzza sotto il naso sono i cosiddetti “cattolici adulti”, che si credono tanto migliori di noi poveri peccatori e considerano la loro coscienza la misura di tutte le cose. Questi giacobini non potranno mai risolvere alcun problema, perché volano talmente alto da perdere ogni contatto con la realtà.

  9. ACHILLE LISSONI scrive:

    Ma quale livore !!!!!
    Ho dovuto sempre sopportarli con cristiana rassegnazione, perchè quelle erano le regole del gioco. Vincevano non le idee ma chi aveva più tessere. Anzi, meglio, chi aveva più soldi per comprare più tessere. Prada, il capo dei tramvieri, MOngini, il capo della SEA, Frigerio, passato dalla galera al PdL con condanna defintiva.
    Consentimi una sola battuta: sono (siete) passati senza battere ciglio da De Gasperi a Berlusconi.
    Io ho terminata la mia esperienza politica attiva con il PPI, quello degli Sturzo, Dossetti e, per quanto riguarda Milano, di Luigi Granelli. Non ho più nessuna tessera di partito in tasca. Altri, che allora si incaricavano unicamente di far intervenire le truppe cammellate ai congressi a votare e poi sparivano, si sono disinteressati completamente della città che dicevano di voler far progredire, e da anni mangiano alla greppia di Formigoni.

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