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Moggi: «La Nazionale più forte dal dopoguerra a oggi? Complimenti, ma non scherziamo»

luglio 2, 2012 Daniele Guarneri

L’ex-dg della Juventus legge con tempi.it la sconfitta di ieri contro la Spagna: «Sicuramente sono stati fatti alcuni errori, ma siamo stati anche sfortunati. È giunta l’ora di trovare dei sostituti per Pirlo e Buffon»

«Ci avete fatto sognare», ha detto il premier Monti agli Azzurri dopo la finale persa contro la Spagna. Un sogno che è durato più di ogni pronostico, ma che si è interrotto sul più bello. E il risveglio è stato terribile: Spagna-Italia 4-0. Sono stati infranti tanti record: Casillas ha battuto il record di imbattibilità detenuto da Dino Zoff. L’unico gol incassato dal numero uno spagnolo l’ha fatto Di Natale alla prima giornata del girone di qualificazione. Record di gol in una finale: mai si era segnato così tanto. Altro record per la Roja: mai nessuno aveva vinto Europeo-Mondiale-Europeo. Dal 2008 al 2010 la Spagna ha vinto tutto quello che c’era sul piatto. E quest’anno l’ha fatto giocando senza una punta di ruolo, gli è bastato il solito, estenuante, irritante e a volte noioso tichitaca. «A Prandelli bisogna fare solo i complimenti», dice Luciano Moggi. «Abbiamo fatto un buonissimo Europeo, siamo andati oltre ogni aspettativa. Bisogna riconoscerlo e fare i complimenti a tutti, anche se abbiamo perso una finale per 4 a 0».

Però qualcosa il cittì lo ha sbagliato. Poteva fare meglio?
Sicuramente avrebbe potuto fare meglio, lui come i giocatori. Magari Prandelli avrebbe dovuto aspettare a fare la seconda sostituzione. Ma siamo stati anche sfortunati. Chiellini fuori dopo 20 minuti e poi Thiago Motta. Comunque agli azzurri vanno tutti i miei complimenti. Noi siamo un popolo strano: se vinciamo siamo i più forti di tutti, se perdiamo siamo i più scarsi. Invece, bisogna sapere leggere le partite con onestà e intelligenza.

Cioè?
Cioè bisogna riconoscere che i primi 15 minuti della semifinale la Germania ci ha messo sotto, siamo stati fortunati su qualche rimpallo e Buffon ha salvato un gol già fatto. Poi abbiamo trovato il gol con Balotelli alla prima occasione e a quel punto gli schemi sono saltati. Bella partita è vero. Ma non possiamo illudere i tifosi. Sul Corriere della Sera hanno scritto che è la nazionale più forte dal dopoguerra a oggi. Non scherziamo dai!

Qual è stata la nostra forza?
L’orgoglio, la forza di volontà. Prandelli ha preso in mano una squadra uscita distrutta dopo i Mondiali in Sudafrica e l’ha portata alla finale dell’Europeo. Ha dato gli stimoli giusti, ha creato una coesione importante tra tutti i giocatori, ha dimostrato che l’Italia è più forte delle scommesse. È riuscito a sopperire alle carenze tecniche di tanti con quelle atletiche. Spero che rimanga alla guida della nazionale, se lo merita per quello che ha fatto.

In vista dei Mondiali cosa la preoccupa?
La carta d’identità dei nostri campioni: Pirlo e Buffon. Non so se ci saranno in Brasile e questo non mi fa stare tranquillo. È giunta l’ora di trovare realmente i loro sostituti e una volta individuati si può iniziare a parlare realmente di progetto.

Ma Prandelli deve essere aiutato dai club.
È vero. Purtroppo il rapporto tra club e nazionale in Italia non è mai stato idilliaco. Bisogna sperare che le società abbiano il coraggio di puntare davvero sui giovani, perché in Italia ci sono, sono forti, vanno solo individuati e fatti crescere.

Vede già dei possibili campioni su cui puntare per il cammino verso i Mondiali in Brasile?
Bisogna progredire con calma, senza illudere nessuno. C’è il tempo necessario perché qualche ragazzo che si è messo in luce quest’anno cresca e prenda in mano la nazionale. Verratti e Immobile per citare due che conosciamo bene. Ma ce ne sono tanti altri. Guardiamo la nazionale under-21 di Ferrara. È piena di giovani talenti che in serie B hanno fatto benissimo. Partiamo da loro.

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