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Moggi: «Juventus? Ora gli scudetti sono 30»

maggio 7, 2012 Daniele Guarneri

Luciano Moggi commenta a tempi.it lo scudetto vinto dalla Juventus: «Conte, Agnelli e Marotta si meritano un bel 10».

Finalmente lo scudetto del “ciapa no” ha un suo vincitore. È la Juventus che dopo il disastro di Calciopoli, l’incubo della serie B e la fatica dei primi anni dopo il ritorno nella massima serie ha vinto meritatamente questo campionato. Dopo 6 anni i bianconeri hanno riconquistato la massima competizione italiana. «Uno scudetto meritato, anche se il campionato è stato mediocre. La Juventus è la squadra che ci ha creduto più di tutti e ora è giusto che festeggi». Luciano Moggi è contento del risultato finale. Non vuole dare voti ai singoli giocatori, ma ne assegna alla rosa uno tra l’8 e il 9. «Conte però si merita un bel 10 per come ha condotto la stagione, perché ha tenuto sempre alte le motivazioni, perché ha preparato i giocatori in modo eccellente. E insieme a Conte il 10 lo merita anche Agnelli perché ha creduto nel suo allenatore, un scommessa che ha vinto lui. E poi anche a Marotta. L’anno scorso aveva sbagliato gli acquisti, quest’anno non ha fatto un errore, ha portato a Torino Pirlo, che è il giocatore che ha consentito di fare il salto di qualità alla squadra, e poi ha azzeccato anche lui qualche scommessa: prima fra tutte Arturo Vidal, determinante».

Ma quanti sono questi scudetti: 30 o 28?
Senza dubbio 30, lo dice anche la motivazione del processo sportivo: il campionato era regolare. E proprio per questo non ho ancora capito perché hanno condannato me e Giraudo, ma credo che questo non lo potranno mai spiegare.

Il Milan ci ha messo del suo nel perdere questo scudetto.
È una squadra che ha perso la condizione, fisica e mentale. Non aveva più lo spirito della squadra superiore, una convinzione che si è affievolita nel finale di stagione proprio sul più bello.

Crede che Allegri si sia giocato il posto?
Non lo so, io credo che Allegri non abbia fatto male. È stato più volte costretto a fare giocare calciatori al limite della condizione o che stavano rientrando da infortuni seri. Io non lo cambierei, al massimo cambierei qualche medico del club.

L’Inter ha dominato il derby.
Sì, senza dubbio. E mi ha sorpreso. Però non dimentichiamo che oggi è a 23 punti dalla Juventus. La società ha gestito malissimo la stagione e i tre allenatori ne sono un esempio lampante. Comunque Moratti in tribuna mi sembrava molto felice, spero che lo fosse perché ha già in mente come costruire la prossima stagione.

Oggi è stata l’ultima partita di Di Vaio. Lei lo ha voluto alla Juventus nel 2002. Chi è marco Di Vaio?
Una persona straordinaria. Marco è come il vino: più invecchia e più diventa buono. Ha trovato il posto giusto dove maturare e credo che si meriti tutto l’affetto che Bologna gli ha mostrato all’inizio e alla fine della partita col Napoli. Da quando è arrivato a Bologna ha disputato una stagione migliore dell’altra e credo che dopo l’avventura in Canada potrà tornare per un ruolo dirigenziale, lo spero per lui.

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2 Commenti

  1. Carlo Candiani scrive:

    Può darsi che la richiesta della terza stella sulla maglia da parte dei dirigenti juventini sia legittima ( lo dico da interista, anti morattiano, quindi tendenzialmente perplesso di fronte alla tesi del complotto ordito tra la juve e gli arbitri a scapito delle altre squadre: l’inter, per esempio, perdeva di suo, sul campo).
    Mi lascia, invece, molto in disaccordo, sul fatto che questa richiesta, diventi slogan per aizzare vieppiù, la piazza bianconera esaltata dalla vittoria tricolore. Un pò di prudenza sarebbe consigliata: altrimenti il prossimo derby pro juve potremmo anche perderlo!

  2. Enrico scrive:

    Sono stati promossi in educazione fisica ma rimandati, ancora, in matematica. Provaci ancora gobbo.

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