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Moggi: «Il Milan vincerà. Juve, occhio alle spalle. L’Inter richiami Oriali»

marzo 12, 2012 Daniele Guarneri

«Il Milan vincerà lo scudetto. La Juve sta facendo un buon campionato, ma gli manca il campione. L’Inter gioca con dei nobili decaduti, è da metà classifica. Il progetto Enrique? Non è un progetto». Luciano Moggi commenta per tempi.it la 26esima giornata di campionato

Luciano Moggi inizia la sua collaborazione con tempi.it. Ogni turno di campionato lo commenteremo con lui.

Si è conclusa con il pareggio dell’Inter la 26esima giornata di campionato. Un pareggio che è arrivato dopo che i nerazzurri hanno subìto i catanesi per 75 minuti e sotto di due reti, grazie ai gol di Gomez e Izco (in fuori gioco) nel primo tempo. La riscossa è cominciata con l’ingresso in campo dei giovani centrocampisti Poli e Obi al posto degli opachi Cambiasso e Palombo. «Ho visto la partita e l’impressione è stata assolutamente negativa», dice Luciano Moggi a tempi.it. L’ex dirigente juventino analizza la giornata di campionato e comincia proprio dalla posticipo Inter-Catania. «Quando vedi un portiere fare il libero vuol dire che le cose non vanno: significa che la difesa non c’è. I nerazzurri sono dei nobili decaduti, c’è poco da dire. Appena sono entrati Poli e Obi la partita è cambiata. Comunque se si vuole invertiere la tendenza l’unica cosa da fare, anzi, la prima cosa da fare è richiamare in società Lele Oriali e ridargli tutti i poteri che aveva prima».

È stato un pareggio importante per la formazione di Ranieri.
«Se si considera importante questo pareggio vuol dire che l’Inter è una squadra da metà classifica. Se sono contenti così…».

Parliamo di Juventus. Nelle ultime 5 partite ne ha vinta una e pareggiate 4. È crisi?
«Iniziamo col dire che il campionato della Juventus è fino a questo momento ottimo. A inizio stagione non era ipotizzabile vederla lottare con il Milan per la prima posizione. Ha un buon centrocampo, difetta nelle verticalizzazione. E l’altro problema è negli attaccanti. Segnano poco: se i bianconeri vogliono tornare competitivi in Italia e in Europa devono acquistare un centravanti forte, un campionissimo. Uno come Ibra, insomma».

Del Piero, ancora acclamato dai tifosi, potrebbe risolvere l’astinenza di gol che ha colpito l’attacco juventino? E Giovinco è un giocatore da Juve?
«Ci si lamenta sempre per le persone che mancano. È troppo semplice. Comunque credo che l’esperienza di Del Piero può fare sempre miracoli. Il discorso per Giovinco è semplice. È in comproprietà col Parma. Questi contratti si risolvono o in modo consensuale o alle buste. Finirà alle buste perché la Juve non rinuncerà alla Formica atomica. Giovinco è un ottimo giocatore. Non può risolvere tutti i problemi dei bianconeri ma uno come lui adesso manca a Conte. Potrebbe fare bene».

Ibrahimovic è tornato dopo le tre giornate di squalifica ed è stato subito determinante. Tre gol e pratica Palermo liquidata in scioltezza.
«Con lui in campo tutto è più semplice. È troppo forte. Quando l’ho portato in Italia mi hanno criticato perché dicevano che era un attaccante che non tira mai in porta. Adesso segna anche da trenta metri. Comunque il Milan è superiore alla squadra di Torino. E adesso sono anche in grande forma: Robinho è imprendibile, Emanuelson imprevedibile, Nocerino un metronomo. Vinceranno il campionato».

Per il terzo posto sarà lotta Udinese-Napoli-Lazio?
«Intanto dico che la Juventus deve stare attenta a non perdere il secondo posto. Detto questo vedo più attrezzate per il terzo posto Udinese e Napoli. Comunque, non scarto la Lazio, sarà un campionato a parte, aperto a tutti i finali».

Parlando di Napoli, non è stata una bella partita quella col Parma.
«Direi proprio di no, sono stati anche fortunati visti gli errori arbitrali a loro favore. Comunque stanno facendo bene, soprattutto in coppa. Li vedo in crescita».

A proprosito di Champions, il Chelsea ha esonerato Villas Boas.
«E questo è un problema in più per Mazzarri. Perché quello del Chelsea era uno spogliatoio disunito, ma ora che il portoghese non c’è più mi aspetto una reazione di carattare da parte dei blues. Faranno loro la partita, il Napoli dovrà difendersi con i denti e dovrà sfruttare le ripartenze. I partenopei sono bravi in questo, sarà una partita bellissima».

La Roma ha perso il derby in casa. Non succedeva da 14 anni. Che idea si è fatto del progetto di Enrique?
«Che non è un progetto. Non scherziamo! L’unico che salvo è Pjanic. Lamela è buono tecnicamente ma non sarà mai un campione. Bojan è un flop: Immobile, in Serie B col Pescara, vale tre volte lo spagnolo. José Angel è un terzino qualsiasi, in Italia ce ne sono di migliori. Ed Enrique è arrivato qui a insegnare il gioco del calcio, ma secondo me deve ancora impararlo. Anche la società è carente: il caso De Rossi di settimana scorsa è un esempio. Problemi di questo tipo si risolvono nello spogliatoio, i giornalisti non dovevano nemmeno venirlo a sapere. Invece è finito tutto sulle prime pagine dei giornali».

In questa ultima giornata alcuni giovani si sono messi in mostra e sono stati determinanti per le proprie formazioni. Chi vede sul podio di giornata?
«Se non posso inserire in classifica Immobile e Insigne del Pescara dico: Muriel e Cuadrado (Lecce), Borini (Roma). Giù dal podio inserisco Dramé (Chievo), Poli (Inter) e Destro (Siena)».

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