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Modello Cud. Tutto quello che bisogna sapere lo trovate qui

luglio 24, 2013 Massimiliano Casto

“Sono stato licenziato e il mio datore di lavoro non ha versato i contributi, come faccio per il Cud?”. Qui la risposta

Massimiliano Casto, autore di questo articolo, è Tributarista e Consulente del Lavoro. Chi avesse interrogativi particolari o volesse sottoporre domande su questioni riguardanti la fiscalità può scrivere a studiocasto@virgilio.it, specificando nell’oggetto: “Fisco semplice”. Altri quesiti li potete trovare qui.

Salve, avrei una domanda da porvi, sono stato licenziato nel marzo 2012, ho chiesto al mio ex datore di lavoro il Cud per il modello 730, mi ha risposto che il mio Cud era pari a zero perché a causa di problemi finanziari non ha versato i miei contributi dal settembre 2011, quindi adesso non posso recuperare quelle spese che la legge mi consente di recuperare, ho letto che forse ci sarà una legge che permetterebbe ai licenziati o agli esodati di poter  “scaricare” le spese. Prego risposta grazie,
Saluti, Giovanni.

Risposta
Il Cud è la certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, assimilati e di pensione che il datore di lavoro, o l’ente pensionistico, rilascia ai propri dipendenti o pensionati per attestare le somme erogate e le relative ritenute effettuate e versate all’Erario. In linea generale, nel Cud sono riportati:

  1. l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente, equiparati (come ad esempio le pensioni) e assimilati corrisposti nell’anno precedente e assoggettati a tassazione ordinaria, a tassazione separata, a ritenuta a titolo d’imposta e a imposta sostitutiva;
  2. le relative ritenute di acconto operate dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico;
  3. le detrazioni effettuate.

Inoltre, il Cud è utilizzato per attestare l’ammontare complessivo dei redditi corrisposti nell’anno precedente che non hanno concorso alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi, dei dati previdenziali e assistenziali relativi alla contribuzione versata o dovuta all’Inps, comprensivo delle gestioni ex Inpdap. La struttura del Cud, oltre a una sezione dedicata ai dati del datore di lavoro e del contribuente, si compone di altre due distinte sezioni:

  • Parte A: dati fiscali;
  • Parte B: dati previdenziali.

Nella parte previdenziale del Cud sono sostanzialmente riportati:

  • i dati previdenziali e assistenziali relativi alla contribuzione versata o dovuta all’Inps;
  • l’importo dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore versati e/o dovuti agli stessi enti previdenziali.

Il Cud deve essere consegnato, in duplice copia, al contribuente (dipendente, pensionato, percettore di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente) dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono stati conseguiti i redditi certificati, oppure entro 12 giorni dalla richiesta del dipendente in caso di cessazione del rapporto di lavoro. E’ utile evidenziare che il Cud deve essere consegnato anche quando non sono stati versati i contributi Inps in modo da mettere il contribuente in condizione di presentare la dichiarazione dei redditi e poter usufruire delle detrazioni per oneri e spese. Se il datore di lavoro non ha potuto versare i contributi Inps, può tuttavia compilare la parte “C” del Cud sui dati previdenziale ed indicare di non aver presentato i modelli Uniemens.

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