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Ministro francese Cahuzac indagato, si dimette. Occhio però, ogni paese ha i suoi Del Turco

marzo 20, 2013 Leone Grotti

Il ministro delle Finanze è indagato per evasione fiscale. Repubblica già scrive che è colpevole, ma un’indagine storica del Le Monde rivela che spesso in Francia chi si dimette si rivela poi innocente.

Ogni paese ha i suoi Ottaviano Del Turco, i suoi John Henry Woodcock e i suoi Travaglio. La Francia non fa eccezione. Anche Oltralpe un avviso di garanzia o un’indagine della magistratura non equivalgono, una volta che si va a processo, a colpevolezza. Intanto però i ministri si dimettono tra le accuse della stampa. Ieri in Francia si è dimesso in piena crisi economica il ministro francese delle finanze con delega al Budget Jerome Cahuzac, sotto indagine della magistratura francese perché accusato di avere evaso le tasse per 20 anni grazie a un conto in Svizzera presso la banca Ubs. Lui si dichiara innocente ma una presunta intercettazioni lo inchioderebbe.

INDAGATO NON SIGNIFICA COLPEVOLE. Ancora mancano le prove, ma le continue pressioni culminate in una vera e propria inchiesta hanno fatto dimettere un importante ministro del governo del presidente socialista Francois Hollande. In attesa che l’indagine si traduca almeno in un avviso di garanzia, il giornale di sinistra Le Monde ricorda che da almeno 20 anni in Francia indagine della magistratura non significa colpevolezza e che dei tanti ministri che si sono dimessi dal 1992 a oggi per problemi giudiziari (nove, senza contare quelli dimessi senza indagine), solo due sono stati trovati colpevoli. Negli altri casi, il fatto non sussisteva.

DOPPIO STRAUSS-KAHN. Il 23 maggio 1992 Bernard Tapie si è dimesso da ministro per un affare legato a Toshiba France. È stato poi assolto. Il 17 luglio 1994 Alain Carignon, ministro delle Comunicazioni, si è dimesso dopo le accuse di «complicità in abuso di beni sociali». Colpevole, passò 29 mesi in prigione. Il 14 ottobre 1994, Gérard Longuet, ministro dell’Industria, si è dimesso dopo l’apertura di un’inchiesta sul finanziamento del partito repubblicano. È stato riconosciuto che il fatto non sussisteva. Il 12 novembre 1994 Michel Roussin, ministro della cooperazione, si è dimesso per l’accusa di «abuso di beni sociali». Assolto. Il 2 novembre 1999 Dominique Strauss-Kahn, ministro dell’Economia, si dimette perché indagato nell’affare Mnef. Assolto. Il 17 luglio 2002, Renaud Donnedieu de Vabres, ministro degli Affari europei, fa un passo indietro per finanziamenti illegali al Partito repubblicano, ormai scomparso. Assolto. Il 21 gennaio 2004 Pierre Bédier, segretario di Stato, lascia il suo posto per le accuse di «corruzione passiva». Condannato a 18 mesi con pena sospesa. Il 29 maggio 2011, il segretario di Stato alle funzioni pubbliche Georges Tron si dimette per un’inchiesta su una presunta aggressione sessuale. Ad oggi ancora non è stato rinviato a giudizio. Aggiungiamo ancora il 19 maggio 2011 Strauss-Kahn, che si è dimesso da presidente del Fmi perché accusato di aggressioni sessuali nel caso Sofitel. Assolto.

LA SENTENZA DI REPUBBLICA. Ecco perché, come ricorda il Le Monde, i giornali dovrebbero aspettare prima di vedere nelle dimissioni di Cahuzac un indice della sua colpevolezza. Un monito non ascoltato da Repubblica, che tuona: «L’ormai ex ministro Cahuzac è stato inchiodato da una intercettazione». Staremo a vedere, per ora la storia è dalla parte di Cahuzac.

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