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In arrivo i minibond, sperando che non lascino feriti

luglio 29, 2013 Massimo Giardina

Pronti all’emissione diversi minibond: uno strumento finanziario per colmare le incapacità delle banche nel concedere prestiti, ma con qualche pericolo dietro l’angolo

Il prossimo autunno si preannuncia carico di iniziative per l’economia e in particolare si intravvedono numerose emissioni dei cosiddetti minibond. Con tale denominazione si intende uno strumento finanziario capace di dar liquidità per importi limitati alle pmi senza passare dal canale bancario. Ciò che prima veniva finanziato dalle banche, ora viene chiesto al mercato.

BANCHE, NON PIU’ BANCHE. Il sistema del credito non è più capace di coprire totalmente la domanda per due ragioni: non ha più le caratteristiche tali da concedere prestiti a chiunque ne faccia richiesta a causa di più stringenti requisiti patrimoniali e, in secondo luogo, non è più in grado reggere dei livelli medio-alti di rischio credito per effetto di potenziali insolvenze presenti nei bilanci delle banche. Se prima le imprese finanziavano quasi interamente le proprie attività grazie alle banche, ora i rubinetti sono chiusi e le pmi si sono trovate senza fondi in periodo di crisi.

COSE GIA’ VISTE? Con i minibond si cerca di andare incontro a tali necessità, ma in che modo? Distribuendo sul mercato i rischi che il sistema bancario non è più in grado di accollarsi. Se le emissioni di minibond si dovessero trasformare in un evento con delle patologie, queste si espanderebbero nel mercato e i soliti risparmiatori si troverebbero con il cerino in mano, un po’ come è accaduto per i mutui subprime: strumenti spezzettati e distribuiti nel mercato con l’esito che in Italia un risparmiatore si trovava inconsapevolmente in mano un credito ceduto da più mani che conteneva il mutuo non pagato da Mr. Smith residente in California.
I minibond sono uno strumento di debito e come tale ha delle conseguenze; la sua emissione deve essere associata al finanziamento di progetti di investimento e dovrebbe essere consentito solo alle imprese che manifestano certi criteri di solvibilità, perché se così non fosse, una leggera folata di vento renderebbe inadempienti gli emettitori e il risparmiatore inconsapevole ci rimetterebbe.

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