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Alla Milano di Pisapia mancava solo la Stasi comunale. Adesso ce l’ha

giugno 19, 2013 Redazione

Il Consiglio ha approvato una mozione del Pd per dare ai dipendenti del Comune la possibilità di denunciare reati anche in forma anonima (whistleblowing). Per il Corriere della Sera è «delazione legalizzata», «logica del sospetto»

Il 17 giugno il Consiglio comunale di Milano ha approvato la mozione proposta dal presidente della locale commissione antimafia David Gentili (Pd) che chiede alla giunta Pisapia di includere nel Piano Anticorruzione la creazione di uno strumento informatico che consenta ai dipendenti dell’ente il cosiddetto “whistleblowing”, in pratica una denuncia, anche anonima, di reati o irregolarità da parte della pubblica amministrazione. Oggi sul Corriere della Sera Milano Claudio Schirinzi, in un editoriale significativamente intitolato “Delatori per legge”, esprime qualche importante perplessità su questa «sorta di buca delle lettere informatica nella quale raccogliere le denunce anonime».

BUONAFEDE ANONIMA? «I rischi di questa operazione sono fin troppo evidenti», scrive Schirinzi. E il primo rischio riguarda sicuramente il diffondersi di calunnie. «Come evitare che l’impiegato frustrato scateni questo “venticello” per colpire il capufficio severo o per mettere fuori gioco il collega che gli contende una promozione?». Certo, riflette il commentatore del Corriere, bisogna sempre presupporre la buonafede delle persone, ma si può attribuire buona fede a un “delatore” che non ci mette nome e cognome? «Chi deciderà sulla buonafede delle denunce anonime? Chi valuterà la loro consistenza?». Nella mozione si parla di un “Organismo di vigilanza autonomo e indipendente”. «Ma non è forse la magistratura l’unica istituzione titolata a valutare la fondatezza di una notizia di reato?», obietta Schirinzi. «E allora questo organismo che cosa potrà fare se non trasmettere a Palazzo di giustizia tutte le segnalazioni?».

UNA RETE PER PESCI PICCOLI. L’editoriale del Corriere azzarda addirittura un paragonare con la Stasi della Germania dell’Est. Nemmeno l’esasperato controllo del servizio segreto della Ddr, però, «riuscì a prevedere e tantomeno a evitare l’abbattimento del Muro di Berlino», precisa Schirinzi. «Riuscirà il “whistleblowing” a combattere corruzione, concussione, peculato e turbative d’asta?». Magari si riuscirà a incastrare «qualche piccolo furfante (di quelli, per intenderci, che pretendono una bustarella per un’insegna di negozio o per la ristrutturazione di un appartamento)»; tuttavia sarà «difficile che vengano messi sotto accusa i veri centri di potere, quelli che hanno rapporti diretti con la politica e si muovono sopra il livello amministrativo alimentando la grande corruzione». Di certo, però, il prezzo che pagherebbero il Comune e i suoi dipendenti in cambio di questo magro bottino sarebbe altissimo. Innanzitutto in termini di “clima” lavorativo. Perché, avverte il Corriere, «quando si entra nella logica del sospetto tutto finisce per essere messo in discussione».

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7 Commenti

  1. giuliano says:

    alla Moratti, che non alzava neanche il prezzo del biglietto del tram, non risparmiavano nessun grido di “dittatura contro i cittadini”. Questo signore, oltre a triplicare il prezzo del biglietto metro, oltre ad avere creato le barriere doganali di ingresso auto, oltre ad aver aumentato le tasse comunali, oltre ad aver permesso le scorrerie di rom e centri sociali, questo signore vive indisturbato e osannato anche se emette leggi interne sullo stile di regime nazista o comunista. Milanesi siete un ammasso di cialtroni e godetevi questo comunista

    • pse says:

      Da milanese le posso solo dire che il cialtrone se lo tenga per lei. E si informi meglio prima di sparare menzogne e baggianate. L’aumento del biglietto era stato deliberato dalla giunta Moratti (e per inciso il biglietto non è triplicato: la corsa singola è passata da 1,00 a 1,50 – gli abbonamenti annuali e mensili sono rimasti inalterati: o lei è disinformato, o è un ignorante in matematica, o è in malafede e probabilmente tutte e tre le cose assieme). Le tasse comunali sono aumentate perchè la giunta Moratti aveva portato il comune sull’orlo del fallimento e il governo centrale ha ridotto i trasferimenti. Le scorrerie di rom e centri sociali le vede lei, probabilmente in incubi notturni e/o deliri etilici: Milano è nel complesso una città sicura (lo era con la Moratti e lo è con Pisapia). Quelle che lei chiama barriere doganali all’ingresso auto nel mondo civile si chiama il sacrosanto principio che in una città con una rete di mezzi pubblici efficienti è normale disincentivare l’uso dell’auto … e peraltro tra i vari motivi per cui i milanesi hanno votato Pisapia vi era esattamente il desiderio di veder affrontato il problema del traffico (che in area C è calato del 30 // 40%).

      • Alberto says:

        La giunta Moratti, anche se avesse deliberato un tempo, ora non c’è più e la responsabilità del prezzo attuale è proprio tutta (ma tutta eh?) di sua eccellenza Pisapippa.
        O forse a casa tua la macchina la guida il passeggero?

        • pse says:

          Certo che la responsabilità è di questa giunta. E in realtà ha messo una pezza agli errori della giunta precedente. Infatti:
          1) Un aumento del prezzo del biglietto si era reso necessario già a partire dal 2010 (giunta Moratti, che lo aveva deliberato, per renderlo esecutivo nel settembre 2011).
          2) La giunta Pisapia ha deciso di incentivare e favorire il sistema degli abbonamenti (che invece la Moratti penalizzava).
          3) Se la giunta Pisapia non avesse fatto nulla nel settembre 2011 il biglietto ordinario sarebbe passato a 1.20 e l’abbonamento annuale aumentato del 30% (se non ricordo male, ma qui potrei sbagliarmi).
          4) La scelta della giunta è stata di non toccare gli abbonamenti per favorire il più possibile l’uso sistematico dei mezzi pubblici (ossia attuare esattamente il programma per cui si erano fatti eleggere).

          Il paragone con la macchina è improprio, ma non mi illudo che lei sia in grado di capirlo

  2. Mappo says:

    Il bello è che i maestrini dalla penna rossa ci hanno sempre fatto la morale sull’immoralità dell’anonimato, ma come sempre quando c’è di mezzo la sinistra tutto ciò che viene toccato dalla bacchetta magica degli ubermenschen della sinistra italica si trasforma senza dubbio e senza fallo in cosa buona e giusta.

  3. Buongiorno, vi invito a leggere la lettera aperta di Transparency International Italia al Corriere della Sera in risposta all’articolo sulla “delazione legalizzata”.
    http://whistleblowingitalia.wordpress.com/2013/06/19/lettera-al-corriere-della-sera-2/

    Davide Del Monte
    TI-Italia

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