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Milano. «Nel 2016 il Seveso non esonderà più ad ogni acquazzone. Nel frattempo possiamo solo sperare bene»

novembre 18, 2014 Chiara Rizzo

Intervista a Mauro Grassi, direttore di Italiasicura, la task force del governo per la messa in sicurezza del territorio: «Le vasche di laminazione saranno efficaci»

Lo scopo è sempre lo stesso: impedire che il Seveso esondi e allaghi ancora Milano, come successo due volte solo nell’ultima settimana, sei dall’inizio dell’anno, più altre 100 dal 1875. Per questo Italiasicura, la task force del governo per la messa in sicurezza del territorio, ha annunciato il 20 ottobre che sarà realizzato il progetto delle vasche di laminazione. L’idea è creare vasche di esondazione che impediscano alle acque del fiume di tracimare gli argini. Un progetto sinora bloccato perché uno dei Comuni brianzoli in cui dovrebbero sorgere queste vasche “salva-Milano”, Senago (21 mila abitanti), si è sempre opposto, presentando anche un ricorso alla Corte dei conti.
Il governo ha neutralizzato il rischio che l’opera fosse bloccata dalla magistratura con la clausola dello Sblocca Italia, che consente di proseguire i cantieri anche in caso di contenzioso. «I lavori partiranno nel 2015 e si concluderanno nel 2016, come da programma. Nel frattempo possiamo solo pregare Dio e confidare nella Protezione civile, sperando che il Seveso non esondi ancora», afferma a tempi.it Mauro Grassi, direttore generale di Italiasicura, che aggiunge: «Quando saranno operative non ci saranno più esondazioni ad ogni banale acquazzone».

A che punto siete con la realizzazione delle vasche?
Il decreto Sblocca Italia ci ha aiutato perché il progetto era bloccato già da un paio di anni. Inoltre il 20 ottobre il governo si è fatto carico della parte di fondi mancanti, 80 milioni, per la prima vasca. Questi si vanno a sommare ai 20 milioni messi dal Comune di Milano e ai 20 della Regione. I lavori dovranno partire a giugno 2015 e concludersi a giugno 2016. Tutte le altre opere, come le altre vasche di laminazione (che saranno altre tre nell’hinterland milanese e in Brianza, a Paderno Dugnano, Lentate sul Seveso e Varedo) dovranno essere fatte anche con i fondi legati al nuovo piano nazionale. Dovrebbero partire nel dicembre 2015, ma potrebbero anche cominciare a settembre.

E fino al 2016?
Con la Protezione civile bisogna cercare di lavorare al meglio sulla gestione dell’alluvione. In mancanza di interventi strutturali, non ci sono altre soluzioni. Molto probabilmente, se i lavori fossero partiti in tempo, non ci troveremmo alle porte di Expo in queste condizioni. Adesso c’è poco da fare.

Ma è sicuro che le vasche si faranno? Senago ha ribadito il suo no, spiegando che il loro territorio è stato scelto solo perché è l’unico Comune a non aver favorito un’urbanizzazione selvaggia.
Questa è l’unica cosa vera che dice il Comune di Senago. Sfortunatamente gli altri Comuni hanno urbanizzato troppo i loro territori, rendendo impossibili interventi in altri punti. Tutti hanno dato merito di questo al Comune di Senago.

Senago ritiene poi che sia inutile una vasca sul proprio territorio, a diversi chilometri dal fiume. Sono certi che il progetto tecnico non funzionerà, proprio come è fallito il progetto del canale di scolo.
E chi l’ha detto che il canale di scolo è un progetto fallito? Anzitutto verranno ampliati proprio gli scolmatori. Basta mettersi a fare chiacchiere da bar sul funzionamento delle vasche. È un progetto tecnico e come tale è stato accuratamente preparato e studiato a fondo dai tecnici dell’autorità di bacino (l’Aipo, ndr), delegati a verificare che l’opera serva pienamente al suo scopo. Hanno verificato che quelle vasche permetteranno di non fare esondare il Seveso. Prima di arrivare a questo progetto sono state vagliate dalla stessa Autorità di bacino i progetti dell’università di Pavia o del Comune di Senago. Il Comune ha ragione quando afferma che nelle vasche non dovrà esserci acqua sporca e che le vasche non si dovranno trasformare in acquitrini, tant’è che noi abbiamo avviato un progetto di depurazione delle acque che sarà realizzato prima delle vasche. Poi è stato previsto un fondo della Regione ad hoc per mantenere puliti vasca e fiume. Poiché non basta una vasca, ne saranno realizzate quattro: quando tutte saranno attive e lo scolmatore allargato, il rischio sarà mitigato. A fine 2016 il Seveso non esonderà più ogni volta che piove, quanto meno non per un normale acquazzone.

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