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Milan a Torino, Allegri spera nella Coppa Italia. Sognando Balotelli

gennaio 9, 2013 Emmanuele Michela

Stasera il quarto di finale più atteso, «ma il Milan non si è preparato al meglio». Tra le quotazioni del tecnico in calo e il calcio mercato, Cristiano Ruiu spiega perché per i rossoneri è importante la Tim Cup: «Abituarsi a vincere».

È vero, è solo un quarto di finale di Coppa Italia. Ma Juve-Milan non è mai una partita banale. Specie quella di stasera, in programma a Torino alle 20.45: da una parte la Juve cerca la reazione d’orgoglio dopo il clamoroso ko interno contro la Samp, dall’altra il Milan prova a focalizzare l’unico obbiettivo realistico della sua stagione, la Tim Cup. Non sarà facile per la squadra di Allegri tapparsi le orecchie dalle tante voci di mercato e dalle ipotesi che vogliono il tecnico toscano lontano da Milanello, dopo la mezza sfiducia di due giorni fa del presidente Berlusconi. Come si prepara l’ambiente rossonero alla sfida di stasera? Lo abbiamo chiesto a Cristiano Ruiu, giornalista voce di Tele Lombardia e grande tifoso del diavolo.

Stasera si gioca Juve-Milan, Conte non vuole perdere ma manda in campo tante seconde linee, mentre Allegri punta su diversi titolari. Quanto conta per il Milan il match di stasera?
La Coppa Italia dovrebbe contare tantissimo per il Milan, dato che l’unico trofeo realisticamente raggiungibile dai rossoneri quest’anno. Oltretutto darebbe una via d’accesso diretto all’Europa League, risultato che non sarebbe per nulla male per come era iniziata la stagione del Milan. Ma soprattutto la partita di stasera è importante per l’avversario, la Juve, da sfidare in gara secca. Sarà la possibilità per dimostrare un’altra volta che lo scorso anno i rossoneri probabilmente meritavano qualcosa di più di quello che hanno ottenuto, scendendo in campo contro una grande rivale. Loro quest’anno sono un po’ nelle condizioni del Milan di un anno fa: è difficile riuscire ad essere competitivi su tutti e tre i fronti. L’anno scorso i rossoneri con la Coppa Italia hanno perso tutto: per ribaltare il 2-1 con cui avevano perso contro la Juve s’infortunò Thiago Silva, che poi saltò la Champions e il finale di campionato. Devo dire però che dal punto di vista psicologico il Milan non si è preparato nel migliore dei modi: doveva essere l’occasione per riproporre Muntari che invece si è fatto male ancora, mancherà Robinho, fondamentale contro la Juve in campionato, il presidente ha screditato Allegri. E poi saranno in campo due o tre giocatori che effettivamente sono in odore di partenza: Abate, Antonini, Flamini, Acerbi…

E la Juve?
Conte schiera le seconde linee, ma le tratta tutte come una prima scelta. Non dimentichiamoci che lo scorso anno il Milan uscì per una doppietta di Caceres. E poi ci si aspetta una reazione d’orgoglio dopo la sconfitta incredibile con la Samp. A mio avviso hanno grandi possibilità di passare il turno.

Vincere la Coppa Italia genererebbe un volano economico interessante. Nulla a che vedere certo con le coppe europee, ma per un Milan che cerca di monetizzare il più possibile, la crescita dei premi partita di questo trofeo è una componente non da poco.
Sì è vero, anche se credo che l’importanza di questa Coppa per il Milan stia nella crescita. Questa squadra è giovane, alcuni giocatori si affacciano per la prima volta in Serie A, e tanti non sono proprio abituati a vincere. Ecco, credo che il valore di questo trofeo per i rossoneri stia qui, abituarsi alla vittoria. Un po’ come fu per l’Inter di Mancini qualche anno fa.

La posizione di Berlusconi sulla conferma di Allegri sembra farsi più dubbia, e se qualche mese fa era stato lo stesso presidente a metterci la faccia per difenderlo, l’altro giorno ha preferito tagliare corto. Possibilità di vedere nuove facce in panchina? Si continua a ripetere l’idea di restituire il Milan ai rossoneri…
L’ipotesi Guardiola non è affatto tramontata, e l’ha confermato Berlusconi stesso: ci sono poche possibilità, ma non zero. Altrimenti la soluzione “interna” è sempre quella più cara al Milan: tra tutti credo che l’ex-rossonero più facilmente accostabile alla panchina rossonera è Van Basten. Altrimenti, l’unico vero allenatore resta Roberto Donadoni, che ha fatto bene più o meno ovunque sia stato, anche con la Nazionale. Però non so se a livello di immagine solletichi molto la simpatia del presidente: è uno che è rimasto legato a Milanello, ma non a doppio filo, legandosi più alla federazione. Dio ci scampi invece da Costacurta!

Come consideri il comportamento di Berlusconi rispetto alla squadra? Tempo fa si riavvicinava andando a Milanello e facendosi vedere vicino, con le ultime uscite (Allegri e Pirlo) non rischia di destabilizzare l’ambiente?
Anche quando andava a Milanello tutte le settimane rilasciava dichiarazioni non sempre scontate: le parole d’interesse per Guardiola arrivarono proprio in una di quelle occasioni, appena prima di Milan-Juve. Questa non-dichiarazione sulla conferma di Allegri è nel suo stile, ma forse non ci voleva. Tutti gli allenatori e i giocatori del Milan sanno come il presidente si relaziona con gli organi di informazione: in questo momento la priorità è la campagna elettorale, quindi Berlusconi parla tanto e dice quasi tutto quello che pensa.

Parliamo di mercato: si parla di Zaccardo e Santon, scommesse concrete su cui vale la pena rischiare. Per l’attacco si fanno tanti nomi, da Balotelli a Destro, ma davvero al Milan urge rinforzare quel reparto? Robinho alla fine non è partito: non vale la pena dargli un’altra possibilità almeno fino a giugno, dando priorità ad investimenti su altri settori più fragili?
Robinho mi fa impazzire, da quando è tornato lui il Milan ha ripreso a vincere. Però è lui che vuole tornare in Brasile: la sua testa è là da tempo, vuole chiudere la carriera dove è nato e dove sta la sua famiglia, in un anno particolare per il Santos, che è disposto a fare sacrifici economici pazzeschi come il rinnovo di Neymar. Penso che il brasiliano vada lasciato andare, e così perdendo due attaccanti bisogna investire in quel settore, con una prima punta. E il primo e unico nome rimane Balotelli, che credo che alla fine arriverà. Le dichiarazioni di ieri di Berlusconi vanno prese con le pinze: anni fa diceva che Ibra avrebbe sfasciato lo spogliatoio, eppure lo comprò; prima aveva detto che Ronaldinho non aveva un comportamento irreprensibile, eppure è arrivato. Tutto può accadere.

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