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«Davanti alla paura di islamizzazione dell’Europa, constato una mancanza di identità dei cristiani»

settembre 8, 2015 Redazione

Monsignor Dominique Rey, vescovo di Fréjus-Toulon, sul tema dell’ondata migratoria: «Bisogna trovare un punto di equilibrio: cuore e ragione devono parlare insieme»

dominique-rey-diocèse-fréjus-toulon

Ieri mattina il presidente francese François Hollande ha promesso che la République accoglierà nei prossimi due anni 24 mila rifugiati in fuga da guerre e regimi. Molti in Francia hanno protestato, temendo che «l’arrivo di nuovi migranti acceleri l’islamizzazione della Francia» o comunque la perdita della sua identità, altri hanno invocato l’accoglienza a tutti i costi.

«CUORE E RAGIONE INSIEME». Per monsignor Dominique Rey, vescovo della diocesi di Fréjus-Toulon, bisogna fare delle distinzioni: «L’urgenza umanitaria esige di mobilitare la nostra compassione ma anche la nostra determinazione nell’agire», ha dichiarato in un’intervista al Le Figaro. «Bisogna trovare un punto di equilibrio: cuore e ragione devono parlare insieme. Il cuore ci deve spingere a rispondere all’urgenza umanitaria. La ragione ci obbliga a trovare delle soluzioni a lungo termine. Il nostro dovere morale, soprattutto in quanto cristiani, è di accogliere tutti», ma «le frontiere territoriali devono restare essenziali per proteggere l’identità di un paese. I flussi devono essere regolati. Non si possono accogliere tutti a qualunque condizione».

CRISTIANI E IDENTITÀ. Continua il vescovo: «Molti si inquietano per l’islamizzazione della Francia. L’alterità dovuta all’arrivo di persone provenienti da altri universi culturali interroga la nostra propria identità e ci spinge a riappropriarci della nostra eredità nazionale. Davanti a questa paura di islamizzazione dell’Europa, io constato spesso una mancanza di identità dei cristiani: non dobbiamo aver paura di affermare con convinzione la testimonianza di fede in Gesù Cristo, anche tra i musulmani. Questa è la lezione che ho imparato in Siria».

«USCIAMO DAL LETARGO». Monsignor Rey, infatti, è il primo vescovo francese ad aver compiuto una visita pastorale in Siria ai cristiani perseguitati, molti dei quali sono scappati per poi imbarcarsi tra i migranti verso l’Europa. «Sono sottoposti a un doppio martirio: quello della pietra e quello della carne. Il martirio della pietra, per i quartieri saccheggiati, le vie impraticabili, le chiese distrutte. Martirio della carne, per le migliaia di drammi umani, le persecuzioni esplicite, gli esodi forzati, le famiglie che hanno visto i propri cari massacrati. (…) Dobbiamo uscire dal nostro letargo, non possiamo più restare nell’inazione, in quell’inerzia confortevole che è la nostra sola politica da mesi Lo status quo in Siria e Iraq non è più sopportabile».

Foto Dominique Rey, diocèse Fréjus-Toulon
Foto migranti Ansa/Ap


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6 Commenti

  1. SUSANNA ROLLI says:

    Grazie, monsignore, tuttavia vorrei dire: la constatazione della scristianizzazione dei cristiani europei lei la vede solo ora?!?. Soprattutto in Francia?

  2. Raider says:

    Proprio così, Susanna Rolli: i monsignori constatano la fine del Cristianesimo per tirare, di fatto, la volata all’ “Islam, religione naturale dell’umanità” che colmerebe un vuoto spirituale, ché una pezza vale l’altra. Questo, con un occhio piangente lacrime di coccodrillo. Con l’altro però, sorridono al ‘mondo nuovo’, come ha fatto nell’omelia per i funerali dei coniugi Solano il vescovo di Caltagirone: un bello spot pro-immigrazione senza limiti né misura né equlibrio, anche se il Papa parla di una – famiglia – per parrocchia, monastero, seminari vuoti. Se fossero di più? Vorrei vedere! Non c’è posto per tutti: ma l’episcopato della mia terra non vuole sser secondo a nessuno, in fatto di retorica, ipocrisia istituzionale demagogia da piazzisti di immigrati – Renzi e Alfano metterano le quote condominiali di immigrati e quelle pro-capite.
    Non credete, però, alle balle che scrivono i giornali e dicono gli uomini e donne ‘rappresentativi’ della Siclia, da Crocetta a CastIglione all’ineffabile nullità Alfano alla irridente e risibile damina Gea Schirò del Pd: i siciliani non vogliamo immigrati, non li vogliamo! E le interviste a Palagonia – non censurate, per una volta -, lo dimostrano: come le statistiche mostrate ieri a Ballarò, che dicono come il 70% degli italiani è contro le ‘aperture’ merkeliane. Il 70%!
    W VIKTOR ORBAN!
    W LA LEGA!

    • SUSANNA ROLLI says:

      Non capiscono che la maggioranza degli italiani da qualche tempo a questa parte si sono sentiti maltrattati -per così dire- dallo stato..Schifati dalla politica (basta guardare come aumenta il partito dei non votanti ad ogni elezione) che vedono più come peso inutile anzichè come tutela (alla faccia de “lo Stato sono io”…e le tasse aumentano!), messi alle strette con la crisi che ha fatto e sta facendo tuttora dei danni (con tanto di suicidi, che ce voi fa) e da immigrazione mal gestita, mettici pure la poca Fede che regna in tante anime che hanno abbandonato il vero Dio per inventarsene uno di comodo che si piega alle voglie del cristiano fai-da-te (con la complicità di tanti, e purtroppo), siamo diventati così…E nonostante l’ IItaly (anche se nell’articolo si parla di Francia, ma ci discostiamo di poco) sia ormai lo zimbello d’Europa, continuano a darci dei RAZZISTI (l’ho sentito con le mie orecchie!). Per grazia ricevuta.

      • Alessandro2 says:

        E’ bello leggere queste considerazioni, alle quali, da ennesimo italiano esasperato, mi associo: ma come, anni di austerità a dirci che i soldi erano finiti, finiti per casa sanità scuola servizi, e adesso magicamente saltano fuori MILIARDI di euro per i “migranti”? Sono cose da pazzi, ci sarebbe da ridere se non mi venisse da piangere.
        Fino a poco tempo fa scrivevo queste stesse cose su Tempi, magari osservando che pure il Santo Padre ci mette del suo, e venivo tacciato di “rassisimo”, come dicono le care risorse. Vedo che finalmente l’aria sta cambiando: forse non moriremo democristiani. E nemmeno comunisti.

  3. Sebastiano says:

    “…Dobbiamo uscire dal nostro letargo, non possiamo più restare nell’inazione, in quell’inerzia confortevole che è la nostra sola politica da mesi…”
    Caro monsignore, sarebbe bello se usasse la cortesia di inviare queste parole a tanti (ma proprio tanti, sa?) suoi “colleghi”. En passant, fossi in lei, lo invierei anche a parecchi preti, troppo occupati a comparire (e sproloquiare) in tv o convinti che la Chiesa di Cristo sia una onlus solo più efficiente.

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