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Michelle Obama difende la sua campagna salutista Let’s Move dai repubblicani golosi di junk food

giugno 4, 2014 Elisabetta Longo

La campagna ideata dalla First Lady nel 2010 è in crisi. Il Congresso ha appena approvato un emendamento che non obbliga le scuole a scegliere menù salutisti. Così Michelle ha scritto al New York Times

Michelle Obama contro tutti per difendere la sua creatura, la campagna Let’s move, per la quale sta spendendo la sua immagine dal 2010. Da quattro anni Michelle gira per le scuole americane senza sosta per convincere i bambini che le carote sono più gustose delle patatine. Ha anche coinvolto personaggi celebri come Beyoncé e Oprah Winfrey per sponsorizzare la sua campagna. Ha perfino costretto il marito Barack a dire che il suo cibo preferito sono i broccoli, nonostante il presidente conosca tutti i migliori chioschi di hot dog degli States.

LA LOBBY DELLE PATATINE. La First Lady è impegnata nella promozione di uno stile di vita sano e di un cambiamento dell’alimentazione dei bambini, ma adesso è convinta che ci sia un complotto contro di lei orchestrato dalla lobby del cibo spazzatura, così fortemente radicato nella tradizione americana. La commissione bilancio del Congresso americano ha infatti approvato un emendamento alla legge sui fondi per l’alimentazione dei bambini nelle scuole che permette agli istituti di scegliere dei menù alternativi a quelli preparati in base alle linee guida nutrizioniste approvate dalla Casa Bianca nel 2012. Quelli, appunto, redatti in base a quanto voluto da Michelle Obama, in prima linea con Let’s move.

DATI CONTRASTANTI. Dopo aver appreso la notizia che i suoi menù salutisti sono stati accantonati, la First Lady non ha esitato e ha scritto subito al New York Times. «Quando abbiamo iniziato la campagna quattro anni fa, avevamo fissato un semplice ma ambizioso obiettivo: porre fine all’epidemia di obesità infantile. (…) Le iniziative che proponiamo si basano su studi attuali, che ci indicano che i bambini hanno bisogno di meno zuccheri, sali e grassi nella loro dieta. I dati hanno anche evidenziato che se nelle vicinanze dell’abitazione non ci sono negozi alimentari, con prodotti freschi, le abitudini alimentari ne risentono. Per questo abbiamo lavorato per ottenere più rivenditori di alimenti freschi anche nelle aree svantaggiate». Michelle nel suo editoriale scrive anche che finalmente il tasso di obesità sta scendendo, soprattutto tra i bambini più piccoli. Esattamente il contrario di quello che sostiene il Lancet, una delle riviste mediche più famose, secondo cui l’obesità è in aumento in tutto il mondo. Su un totale di 671 milioni di obesi, 87 milioni vivono negli Usa.

FRUTTA E VERDURA. «Alcuni membri del Congresso vogliono fare un passo indietro e abbassare la qualità dei cibi che i nostri bambini ricevono in mensa. Vogliono rendere facoltativo per le scuole, e non obbligatorio, servire frutta e verdura per i nostri bambini. Vogliono anche aumentare la dose di sodio quotidiana nei cibi e utilizzare meno cibi integrali, rispetto a quanto raccomandato», continua Michelle. Quello che forse non si ricorda la First Lady è che già molte scuole avevano abbandonato la sua linea alimentare, perché i bambini si lamentavano che i cibi proposti non erano di loro gusto e lo lasciavano nei piatti, oppure perché dopo poche ore dai pasti avevano già troppa fame. Una scuola di New York aveva raccontato pentita di aver speso ben 100 mila dollari per rispettare le linee guida dettate da Michelle.

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