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Metti un giorno in Italia il primo governo Rousseau

aprile 11, 2017 Maurizio Tortorella

Come amministrerebbe il paese un “non partito” pilotato da un comico attraverso una piattaforma web? Pagella (con voti) al programma del M5S, tra qualche proposta sensata e molte idee bislacche

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – I sondaggi, ogni giorno più favorevoli, suonano come un mantra positivo ma nascondono anche una preoccupazione crescente. Oggi sono quasi al 35 per cento dei voti, quasi sicuramente superano il Pd, e rischiano di arrivare al 40, malgrado il disastro del Comune di Roma. Che fare, se dovessero vincere alle elezioni politiche del 2018? Beppe Grillo e il suo “non partito” sono in fibrillazione. Urgono tecnici capaci, urge soprattutto un programma. Così hanno reclutato l’immaginifico sociologo Domenico De Masi: che a denti stretti ammette che non li voterà («neanche loro mi danno la sicurezza che vorrei»), però intanto mette la sua firma sulla proposta del reddito di cittadinanza: «Meglio dare a tutti 600 o 700 euro o quello che è, senza creare carrozzoni per scegliere come e a chi darli. Perché quei carrozzoni costano talmente tanto da vanificare l’impresa. Si dia anche ai ricchi, con la speranza che non lo prendano». Però, dato che i grillini non sono poi così sprovveduti come li si dipinge, lo stesso De Masi sottolinea che dal loro reddito minimo saranno esclusi gli immigrati: «Be’, devono pur tenersi buoni gli anti-immigrati».

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Ecco. Il programma del M5S è proprio questo: un complesso tira-e-molla. È un insieme d’idee a volte più che condivisibili e di fragorose cavolate propagandistiche; un mix di proposte velleitarie e di furbi ammiccamenti elettoralistici; un cocktail di boutade economicamente insostenibili e di azzardi moralisteggianti. Tempi ha letto il programma di Grillo, suddiviso in 5 temi, e ne ha selezionato le 25 principali proposte. Ognuna ha ricevuto un voto da 0 a 10.

Scuola
L’abolizione del valore legale dei titoli di studio è una vecchia tesi einaudiana: un’idea liberale, intelligente e più che onesta. 10

Sostenere che le risorse finanziarie dello Stato devono essere erogate solo alla scuola pubblica, al contrario, è profondamente ingiusto: non solo in nome della pluralità culturale della formazione, ma anche per quanto diceva lo stesso Einaudi, e cioè che il cittadino che paga le tasse e sceglie di affidare il figlio a una scuola privata ha il diritto a vedersene pagato almeno parte del costo dallo Stato. 3

La valutazione dei docenti universitari da parte degli studenti è un’idiozia pupulistica, che inavvertitamente configura il “voto di scambio”: caro prof, ti do un bel voto se mi dai un bel voto. 0

Sanità
La parola d’ordine è garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio sanitario nazionale universale e gratuito. Come no: 115 miliardi di euro versati all’universo indistinto di pazienti, senza alcuna contropartita. Geniale. 0

Informazione
Si sa, giornali e giornalisti sono la bestia nera del Movimento. Ma stabilire che nessun quotidiano con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l’azionariato diffuso con proprietà massima del 10 per cento non è una proposta, è un’idea velleitaria e sconclusionata. 3

L’abolizione dell’Ordine dei giornalisti, invece, è idea più che seria: non serve a nulla, non fa nulla. Buttiamolo. 9

Altrettanto difficile pare la vendita ad azionariato diffuso, con proprietà massima del 10 per cento, di due canali tv pubblici: chi se li comprerebbe? E perché fare un simile regalo a Mediaset? 5

L’obiettivo grillino è un solo canale tv pubblico, senza pubblicità, informativo e culturale, indipendente dai partiti. Bello, bravi, bis. Ma è teoria, fumo negli occhi. La Rai andrebbe privatizzata integralmente: tanto, che sia una o trina, sarà comunque il regno della partitocrazia. 4

Più serio pare il divieto della partecipazione azionaria da parte delle banche e di enti pubblici o para-pubblici a società editoriali. S’intravvede qualche difficoltà, soprattutto su certi grandi quotidiani, ma è condivisibile. 8

Trasporti
In omaggio ai No-Tav, Grillo chiede il blocco immediato dell’alta velocità in Val di Susa. Idea retrograda e impraticabile, anche per via degli accordi internazionali. I grillini (e i loro compagni di strada con le molotov) si rassegnino. 2

Una delle idee più bislacche è quella di proibire la costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane. Vabbè, il M5s s’impanca quale alfiere delle bici e del trasporto pubblico urbano. Ma delle nostre povere auto che cosa facciamo, le spediamo tutte in periferia? Bluff da scemi. 0

Più intelligente e avveniristica pare l’idea della copertura dell’intero paese con la banda larga e dell’incentivazione per le imprese che utilizzano il telelavoro: più internet, meno traffico. Potrebbe anche funzionare. 7

Stato e istituzioni
Qui i grillini giocano a fare i pierini del qualunquismo. Per esempio, l’idea di ridurre a due i mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica è una vera stupidaggine. Per capirlo basta la pochezza di certi parlamentari improvvisati (scie chimiche, chip subepidermici…) e di certe loro proposte di legge. 0

Lo stesso qualunquismo traspare dalla proposta di uno stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali: in base alle dichiarazioni dei redditi 2015, sono 28.977 euro lordi all’anno, 1.560 euro netti al mese. Nemmeno i grillini disoccupati si candiderebbero più. 0

Più sensate altre proposte, come il divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (per esempio: sindaco e deputato). Mentre ri-scivoliamo nel vieto qualunquismo con la non eleggibilità per i cittadini condannati: lo prevede già il Codice penale, si chiama interdizione dai pubblici uffici. Basta e avanza. Perché titillare la voglia di ghigliottina degli italiani? 2

Demenziale è anche la voglia di streaming: il M5S propugna la partecipazione diretta dei cittadini via web a ogni incontro pubblico. Alcuni suoi parlamentari chiedono che sia così per tutte le trattative tra partiti, per la formazione dei governi, per le nomine. Una bufala ingenua (e insensata) come lo slogan «intercettateci tutti». Perché allora Beppe e lo “staff” non si piazzano davanti a una webcam ogni volta che si riuniscono? Basta bubbole. 0

Più serie sono altre due proposte, e cioè l’abolizione delle Authority e la contemporanea introduzione di una vera class-action: va detto però che se alcune Autorità è come se non esistessero, altre funzionano bene; e che se la class-action per gli ultimi sei anni non ha funzionato forse la colpa è delle Corti d’appello che tirano troppo il freno. 6+ (di stima)

L’idea di referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum, invece, be’, quella è davvero demenziale. Si vota su un qualsiasi tema e alle urne va soltanto il 25 per cento: vi pare giusto che una minoranza risicata prevalga? No. 0

Economia
Grillo vuole l’abolizione della legge Biagi, ma non si capisce perché: è stato l’unico efficace tentativo di rendere flessibile un mercato del lavoro ingessato. Va bene occhieggiare a sinistra, ma perché sinistrare l’occupazione? 0
Nel programma si legge la frase «impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno», ma non si capisce di quali imprese si tratti. Certo non Barilla, o Rana. E poi come si dovrebbe operare? Con i dazi, danneggiando le nostre imprese esportatrici? Misteri. 0

Più che grillina pare poi “grullina” l’idea di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato, per di più con l’abolizione delle stock-option: già l’Italia soffre di retribuzioni medie inferiori a quelle di mezza Europa. Perché imporre a tutti manager di scarto? 2

Siamo alle belle parole, invece, con la tesi di un’abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom, Autostrade, Eni, Enel, Mediaset, Fs: chi dovrebbe sostituirli, vista la cronica carenza di capitali? Qualche monopolista straniero? 2

Inevitabilmente condivisibile, invece, l’obiettivo della riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato e con il taglio degli sprechi. 10

Però non si comprende come possa conciliarsi il buon governo con la proposta di un sussidio di disoccupazione garantito e diffuso: anche nella severa Francia l’hanno praticamente abrogato, dopo decenni di abusi miliardari. 2

Può sembrare velleitario puntare alla riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziarie per gli inadempienti, ma l’idea è comunque corretta. 6

Giudizio conclusivo
La media di questa pagella? Movimento bocciato con una votazione finale fra 3 e 4. Ma se a questo coacervo informe d’idee si aggiungono le proposte pubblicate sulla piattaforma grillina Rousseau, la mente rischia di perdersi definitivamente. C’è chi vuole «impedire la perdita di sovranità nazionale sulle terre acquistate da compagnie o società straniere», chi propone «il divieto di utilizzo di stoviglie non biodegradabili in esercizi pubblici e manifestazioni», chi chiede sia reso obbligatorio «il referendum consultivo in caso di realizzazione di una discarica sul territorio comunale», una vera ossessione grillina. Si vagheggia anche di spostare «l’ora legale un’ora avanti anziché un’ora indietro». Perché? Ma è ovvio: le imprese «funzionano giorno e notte, non ha più senso spostare le lancette un’ora indietro per il risparmio energetico». Spostandole un’ora avanti ne gioverebbero invece le famiglie, «e gli individui godrebbero di un’ora in più di luce il pomeriggio da dedicare al tempo libero e agli affetti». Ecco, mettiamo gli orologi avanti e aspettiamo il 2018. E che Dio ce la mandi buona.

Foto Ansa

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