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Se le Metamorfosi di Ovidio sono troppo violente per essere spiegate all’università

giugno 2, 2015 Emanuele Boffi

Alcuni studenti della Columbia University hanno chiesto di “marchiare” l’opera, colpevole di indugiare in descrizioni esplicite di stupri e atrocità

Rubens-Death-of-SemeleArticolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) –Lo chiamano “trigger warning” ed è un termine che è stato coniato per indicare quelle immagini che possono suscitare reazioni indesiderate in soggetti che hanno subìto delle violenze. Alcune università statunitensi hanno così deciso di segnalare delle opere letterarie o cinematografiche, esplicitando che in esse sono affrontati temi “sensibili”. Si vuole evitare, ad esempio, che a un universitario che ha subìto un abuso, la visione di un film provochi uno shock.

Così alcuni studenti della Columbia University hanno chiesto di “marchiare” Le Metamorfosi di Ovidio, colpevoli di indugiare in descrizioni esplicite di stupri e atrocità. Secondo il comitato che si occupa di «vigilare sul multiculturalismo dell’università» (sic), il testo contiene, «al pari di molti libri del “canone” occidentale, materiale offensivo e violento che marginalizza le identità degli studenti nella classe».

Il fatto ha generato un certo dibattito in America, dove gli eccessi del politicamente corretto hanno ormai raggiunto vette grottesche. Verrebbe da chiedersi allora come dovremmo comportarci con certe pagine della Bibbia, della Divina Commedia e delle tragedie di Shakespeare. Soprattutto viene da chiedersi cosa ci stiano a fare i professori in classe durante le lezioni, che di quelle opere sono il “filtro” vivente e attuale attraverso cui quegli studenti le apprendono e comprendono. Le idiozie del politicamente corretto prosperano sempre laddove i rapporti umani ed educativi sono ridotti a regole di buon decoro.


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7 Commenti

  1. To_NI says:

    E’ un mio più grande timore: che le bestie mettono mano a sterilizzare l’arte ( l’Isis la demolisce… ma i nostri sono più “civili”) . Togliere qualche canto dalla Commedia, cancellare il Maometto di Giovanni da Modena, epurare il Coriolano o il Mercante di Shakespeare spingendosi alle quote rosa e, ovviamente, arcobaleno. A costo di ripetermi: Tauriel nel film Hobbit è la quota rosa…. in futuro, in una riedizione del “Signore degli anelli”, Frodo e Sam potrebbero sposarsi.. I film altrimenti sono troppo sessisti (per l’ineffabile Svezia lo sono pure Star War e Pulp Fiction e a Pippi Calzelunghe hanno quasi tagliato le trecce)

  2. sganarello says:

    vivete solo di timori. Il buon bardo lo ammazzano già tutti i giorni nella maggiorparte dei teatri. La Commedia …è sempre stata un pò lunghetta…giovanni da modena e i film che ha menzionato…beh possono tranquillamente non esistere. Sono inutile sperpero….

    • EquesFidus says:

      Anche i vari Sganarello, veri e pericolosi iconoclasti moderni portanti una non-cultura furiosa e blasfema, possono non esistere; e quindi? Perché il bello deve essere rifiutato e sostituito dal brutto e dall’osceno?

    • To_Ni says:

      Che fortuna che esisti. Certo che tante cose possono essere eliminate. E scommetto che per te anche gran parte della materia grigia dentro la scatola cranica è “sperpero”. Ne basta molto di meno per apprezzare un “buco nero”. E a te questo basta.

  3. tomis says:

    Ovidio è stato bandito anche dalla Roma antica e probabilmente non a caso. E vero che le Metamorfosi sono un romanzo pornografico e non a tutti piace.

    • To_Ni says:

      Ma e i novelli censori il problema non è la pornografia. Anzi, questa l’adotterebbero come libri di testo nella scuola pubblica.

  4. Sebastiano says:

    Dopo i libri passeranno alle pitture, e dopo le pitture passeranno alle sculture.
    All’inizio diranno che bisogna “marchiarle”, dopo diranno che possono creare traumi nel “panorama multiculturale” e infine passeranno all’uso del piccone o alle cannonate.
    D’altro canto possono apprendere molto dai barbuti nerovestiti che sul tema stanno lavorando di buona lena. Consiglio uno stage formativo in quel di Siria.

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