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Il Messico restringe le maglie della legge sull’utero in affitto “gratuito” (che non è mai stato gratis)

aprile 19, 2016 Benedetta Frigerio

Le cronache hanno dimostrato come la legge fosse facilmente aggirata. Anche dopo l’approvazione delle ultime norme, le cliniche si stanno reinventando

È dal 1998 che gli stati messicani di Tabasco e Sinaloa permettono alle donne di affittare il loro utero gratuitamente. Ma dopo che Thailandia e India hanno posto un freno al turismo procreativo, anche il Messico ha ristretto le maglie della legge. L’utero in affitto gratuito, come veniva chiamato, in realtà non è mai esistito e le cronache hanno ampiamente dimostrato come la legge venisse facilmente aggirata. Ora, con le ultime modifiche legislative, la maternità surrogata sarà accessibile solo alle coppie di uomini e donne residenti in Messico, sposati e infertili. Ma le cliniche si stanno già reinventando e il paese potrebbe rimanere ancora una delle mete più gettonate per figli low cost.

GARANZIE INESISTENTI. Dopo i paletti posti da India e Thailandia, le richieste a Tabasco e Sinaola erano aumentate e negli ultimi mesi sui giornali locali e stranieri sono venute alla luce molte storie di donne sfruttate. Nancy, 24enne residente nelle favelas di Città del Messico, ha raccontato al Guardian il suo viaggio nel sud del paese per partorire un figlio e consegnarlo a due uomini di San Francisco, in cambio di 7 mila dollari, mandando in frantumi la favola dell’altruismo. La storia di Alejandra Mendiola ha mostrato invece che le garanzie per le donne sono minime, se non inesistenti. La madre di quattro figli ha denunciato alla stampa la clinica che le ha impiantato in utero un embrione prodotto con lo sperma di un donatore sieropositivo.

«MEGLIO CHE PROSTITUIRSI». Un’altra donna, madre single di tre figli, che aveva accettato di portare in grembo un bambino su richiesta di un uomo norvegese, ha affermato che sebbene le agenzie non parlassero di pagamento, i soldi venivano passati alle surrogate con la dicitura “spese mediche”: «Sì, è come uno stipendio, ma ti è concesso solo se non lo definisci così», chiamandolo invece «”assistenza economica”». E ancora: «Io lo faccio per i mie figli. È un lavoro duro ma è meglio della prostituzione, che è l’unica altra cosa qui intorno che può farti guadagnare un po’ di più».
Carlos Rosillo, direttore di una clinica messicana specializzata in maternità surrogata, non ha nascosto sempre al Guardian che i soldi arrivano dalle coppie acquirenti sotto forma di «donazione». Così si è comportata anche una coppia omosessuale neozelandese che, dopo essersi indebitata, ha cercato di raccogliere fondi su internet per riportare a casa tre bambini concepiti con lo stesso seme e lo stesso ovulo, ma partoriti in Messico da tre donne diverse.

CLINICHE NON SI ARRENDONO. Dopo l’approvazione delle nuove norme, né le coppie omosessuali né quelle provenienti dall’estero potranno accedere alla pratica dell’utero in affitto in Messico. Eppure il Surrogacy Center Messico presta ancora servizio alle coppie dello stesso sesso o straniere, scrivendo sul sito che «abbiamo opzioni per voi in Messico, negli Stati Uniti e nella Repubblica della Georgia». Anche il Sensible Surrogacy Center conferma che tramite il gemellaggio Messico-Usa è possibile sottoporsi a processi di fecondazione artificiale a basso prezzo, per poi far partorire le madri surrogate negli Stati Uniti.

Foto Ansa


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19 Commenti

  1. Toni scrive:

    Mister “spaccatoL” dirà che il Messico non è il Canada. In Canada è bello… le donne vengono reclutate gratis dalle agenzie, i rimborsi vengono stabiliti con il favoloso metodo a “capocchia”. L’unico inconveniente è che stabiliscono per contratto (a cessione di prodotto-bambino gratuito) l’aborto in caso di divorzio. ma a questo ci penserà lui… correggerà la legge.

    • Rolli Susanna scrive:

      Mica solo luiL, Toni; ce n’è pure un altroG….

    • Andrea udt scrive:

      Gentile Toni, mi sa che lei è un po omofobo nei suoi giudizi.

      O forse no. Usiamo un metodo “scientifico” per stabilirlo e guai a lei se dice che quello che le sto per rifilare non è strumento di vera scienza. Qualcosa di così sofisticato che senza un dottorato di ricerca non potete comprendere (parola di autorevole propagandista)

      Io sto scherzando: ma immaginate che questo documento/strumento abbia validità legale in un processo perchè elaborato dai soliti autorevoli ed etichettato come scientificamente infallibile.

      Vorrei pure sottolineare domanda n°8 la quale implica automaticamente un certo grado di omofobia a prescindere dalla complessità dell’argomento. (Terra terra: contrario matrimonio gay = omofobo)

      Ultima postilla: gli autorevoli, come da abstract, si sono presi pure un autorevole finanziamento dal MIUR .

      (Acknowledgments: This work is partially supported by Italian Ministry of University (MIUR-PRIN and FIRB grants).

      Di Ciocca et. alt.: Italian Validation of Homophobia Scale (HS),
      propagandato da MicheleL et alt., su questo et alt. siti:

      Introduction

      The Homophobia Scale (HS) is a valid tool to assess homophobia. This test is self-reporting, composed of 25 items, which assesses a total score and three factors linked to homophobia: behavior/negative affect, affect/behavioral aggression, and negative cognition.

      Aim

      The aim of this study was to validate the HS in the Italian context.

      Italian version of Homophobia Scale*

      1. I gay mi rendono nervoso. 12345
      2. I gay meritano quello che ricevono. 12345
      3. Per me l’omosessualità è accettabile. 12345
      4. Qualora scoprissi che un amico è gay metterei fine alla nostra amicizia. 12345
      5. Penso che gli omosessuali non dovrebbero lavorare con i bambini. 12345
      6. Rivolgo commenti offensivi ai gay. 12345
      7. Mi piace stare in compagnia dei gay. 12345
      8. Il matrimonio tra omosessuali è accettabile. 12345
      9. Rivolgo commenti offensivi quali “frocio” o “finocchio” a persone che sospetto siano gay.12345
      10. Non mi importa se i miei amici sono gay o eterosessuali.12345
      11. Non mi infastidirebbe venire a sapere che un mio amico stretto è omosessuale.12345
      12. L’omosessualità è immorale. 12345
      13. Derido e prendo in giro i gay. 12345
      14. Penso che non ci si possa fidare di una persona omosessuale. 12345
      15. Temo che gli omosessuali facciano avance sessuali nei miei confronti.12345
      16. Le organizzazioni che promuovono i diritti dei gay sono necessarie.12345
      17. Ho danneggiano proprietà di persone gay, ad es. “ho graffiato con le chiavi” le loro macchine.12345
      18. Mi sentirei a mio agio se avessi un gay come compagno si stanza. 12345
      19. Picchierei un omosessuale se cercasse di sedurmi.12345
      20. Il comportamento omosessuale non dovrebbe essere punibile.12345
      21. Evito i gay. 12345
      22. Non mi disturba vedere due omosessuali insieme in pubblico.12345
      23. Quando vedo una persona gay penso “Che spreco”. 12345
      24. Quando incontro qualcuno cerco di capire se è gay.12345
      25. Ho relazioni consolidate con persone che sospetto siano gay. 12345

      * Scoring according to Wright, Adams and Bernat’s model of HS (1999)6.

      The following items might be calculated in the reverse way: 1, 2, 4, 5, 6, 9, 12, 13, 14, 15, 17, 19, 21, 23, 24, 25 (to reverse score the items 1=5, 2=4, 3=3, 4=2, 5=1). Then, to calculate the total scale score, add items 1–25, then subtract 25 from the total scale score. The range of scores should then be between 0–100, with a score of 0 being the least homophobic and 100 being the most homophobic. To calculate the subscale scores (after items have been reverse scored):
      Factor 1 (Behaviour/Negative Affect): add items 1, 2, 4, 5, 6, 7, 9, 10, 11, 22, then subtract 10. Scores should range between 0–40.
      Factor 2 (Affect/Behavioural Aggression): add items 12, 13, 14, 15, 17, 19, 21, 23, 24, 25, then subtract 10. Scores should range between 0–40.
      Factor 3 (Negative Cognition): add items 3, 8, 16, 18, 20, then subtract 5. Scores should range between 0–20.

      P.S: non si sono nemmeno sbattuti più di tanto, visto che da abstract il questionario è tradotto da altri già in uso in altri civilissimi e avanzatissimi paesi: “The translation and adaptation was carried out from English to Italian by two expert bilingual translators and a clinical psychologist and sexologist evaluated each item, according to an accurate understanding of the Italian people.”

      • Giannino Stoppani scrive:

        Se hai voglia vai sul sito di Enzo Pennetta, dove il nostro troll preferito sul tema a lui tanto caro del “gender”ha postato i suoi paraponzi sotto lo pseudonimo di “Hawk”, successivamente “integrato” alla bisogna con quello qui noto di “MicheleL” e immediatamente sgamato come troll-multinick dallo stesso Pennetta.
        Un massacro.

      • Edo scrive:

        Grande Andri! Ricordo che anch’io mi ero divertito a farlo e a tentare (senza successo) di dimostrare quanto sia ridicolo tale questionario!

      • Samvise Gamgee scrive:

        Dunque sono “omofobi” tutti quelli che non accettano questa neo antropologia LGBT, non solo acriticamente, ma addirittura col dovuto entusiasmo.
        Sostituendo il tema del comunismo a quello dell’omosessualità, un simile questionario avrebbe fatto comodo alla Čeka per rimpinguare i gulag della siberia.
        Quanto durerà?

        • andrea udt scrive:

          Ricordo che quando iniziai a leggere Tempi impazzava il dibattito sulla scalfarotto e gender a scuola.

          Volavano paroloni tipo “gaystapo”, e io pensavo e commentavo acido: “ecco, i solti cattotalebani esagerati”.

          Devo francamente ammettere che mi sbagliavo, e non smetterò mai di ringraziare gente alla MicheleL per avermi fatto cambiare idea. Perché li ho presi sul serio e mi sono letto i loro autorevoli fino in fondo.

          Vi propongo alcuni passi conclusivi di questa ricerca il cui questionario è la perla regina (sulle domande n°8 e n°16 mi piacerebbe tanto discutere con i MicheleL et alt., ma lui non discute: spara titoli)

          Dicevo, le conclusioni illuminanti di questa “autorevole” ricerca:

          “The rights and physical and psychological health of homosexuals is a goal of a free society and the individuation of deviant behaviors as homophobia is a desirable capacity that each operator in educational and care contexts should know”

          insomma, gli educatori (insegnanti, che altro) devono individuare comportamenti omofobici (grazie tante) e questa perla di questionario (et alt. ovviamente) dovrebbe esserne strumento (grazie al c@##0!).

          Ma c’è pure di peggio alla fine, perché questi “scientifici questionari” non sono solo per gli educatori ma dovrebbero essere rifilati anche agli stessi psicologi (per inciso Enzo Pennetta, che non conoscevo prima della segnalazione di Stoppani, parla di libertà di ricerca a rischio)

          I passi finali:

          “Therefore, it is also necessary to activate adequate programs of prevention of homophobia among psychologists and experts in sex and gender rights, in various social areas, and to introduce the HS into the development of these prevention programs.”

          Capito? Prevenire l’omofobia fra “psychologists and experts in sex and gender rights”, in tutti gli ambiti, attraverso l’introduzione di questi questionari (“in various social areas, and to introduce the HS”) e sviluppare “prevention programs”.

          Il tutto con finanziamento dal MIUR, tanto per accennare allo spinoso argomento lobby.

          Letti i questionari senza tema di smentita e di querela posso dirlo: mi ero sbagliato, questa è GAYSTAPO.

          ————————————————————————————-
          p.s: qui non contesto il metodo statistico, contesto il questionario.

          esempio domanda 16:

          “Le organizzazioni che promuovono i diritti dei gay sono necessarie”?

          io conosco i documenti delle famiglie arcobaleno ove sul codice etico auspicano l’utero in affitto con compenso ragionevole alla gestante per 19000 euri, incentivi monetari alla donazione di gameti e la genitorialità condominiale.
          Se dico che di questa organizzazione che promuove schiavismo (vita in vendita) NON è necessaria è risposta ponderata o paura irrazionale (fobia)?

          oppure, sempre sulla n°16:

          “circolo mieli”.
          se affermo che una organizzazione intitolata a Mario Mieli, alla luce degli scritti di Mieli (noi possiamo amare bambini bla bla… e pedofilia varia) è necessaria tanto quanto un circolo intitolato a Hitler è una motivazione irrazionale (fobia) o ragionevole?

          visto che in italia l’andazzo delle associazioni LGBT è questo mi sono concesse delle ragioni (e non fobie) in base alle quali non solo non le ritengo necessarie ma pure dannose senza far alzare l’indice omofobico?

          e poi: ma che razza di domanda è?
          per caso non possono votare?
          trasformare desideri in realtà a qualsiasi costo monetario e umano è diritto?
          è domanda banale da rispondersi scegliendo fra 1, 2, 3, 4, 5?

          etc. etc. etc. etc.

          • Giannino Stoppani scrive:

            Sgamato come multinick, il nostro ineffabile offre questa simpatica spiegazione:
            .
            “Gentile Pennetta, semplicemente discuto su Tempi e preferirei evitare di attirare qui i troll che trovo a fronteggiare su quel sito.”
            .
            Che dire?!
            Giovannaaaaaa!

            • Toni scrive:

              “Gentile Pennetta”? … Dopo quello che ha scritto (ricordi la discussione … l’ufologo.. e pure altro)? Non avverte neppure il minimo imbarazzo.

            • giovanna scrive:

              Giannino, questa frase della trollona è l’ennesima prova che non ci sta con la testa, come d’altronde non ci sta dal punto di vista affettivo e umano.

              E’ una poveretta che sa solo raccattare robaccia in internet, non sa dire una che sia una parola che sia sua , che sia frutto di una riflessione o esperienza personale.

              Che poi, dando un’occhiata in quel blog, non credo nemmeno che abbia usato solo due nick, ma , in ogni caso, il titolare mi sembra molto sveglio e non tarderà di scoprire altri altarini di multi-nick che si danno ragione da soli : è facile, basta constatare il continuo copia e incolla, l’assoluto distacco dal tema, la totale mancanza di coinvolgimento, la strafottenza che si può permettere solo chi non ha il senso del ridicolo e/o il senso di come appare.

              Certo che quel tipo di struttura quasi “familiare ” non è pane per i denti della trollona, come non lo è il sito uccr, in cui pure fa varie incursioni : è qui , su Tempi, che sguazza alla grande, con nuovi arrivi e abbandoni per sfinimento di tanti validi interlocutori !

              ( l’ho incrociata pure sui commenti del corriere : rimbalzata alla grande da chiunque , come è rimbalzata alla grande qui persino dal tronfio Galasi, che sarà tronfio, ma non è fes so )

              Infine, curioso come Andrea pubblichi questa scala “omofobica” proprio in contemporanea col video strombazzato oggi on-line che mostra le reazioni di gente comune davanti ad un bacio ( bé, bacio mi sembra riduttivo , non voglio scrivere di cosa si tratti, in effetti ) tra due uomini : bé, sottoscrivo in pieno quelle reazioni di dis gusto.
              Che tra un po’ si dovrà pure fare un applauso per non essere giudicati omofobi.

              Con tutto che non credo che due vere persone omosessuali si comportino o si comporterebbero così e nemmeno lo vorrebbero, quell’applauso reclamato dalla propaganda.
              Alla fine quell’immagine è nociva per le persone omosessuali, fa zimbello della loro umanità.

              Ah, se lo guardate, recitate tutti insieme : il gender non esiste, il gender non esiste, il gender non esiste…

          • Toni scrive:

            Andrea UDT,
            ti sei imbattuto nella lista della documentazione che ha supportato la Corte Suprema della Florida nella sentenza che recita ossessivamente il trollone?
            Ho il fondato sospetto che nella lista rientrano gli studi celeberrimi e “viziati”della Patterson.

      • Toni scrive:

        Andrea UDT
        Tira una brutta aria. Non passerà molto tempo dal chiederci la “quota gay” che abbiamo tra gli amici. Servirà nei curriculum per stabilire chi può essere assunto in un lavoro e chi no.
        (Mi meraviglia che il Ciocca non abbi fatto la domanda “26. Quanti sono i tuoi amici gay “? ” 27. Tra quanto tempo vuoi fartene uno?” )
        Desolante è l’indirizzo di una politica servile (simo maggiordomi che ci dicono cosa fare) ma che ti vuole obbediente, imitativo e con l’impossibilità di discutere, altrimenti rischi di essere accusato di comportamenti discriminatori.

        • giovanna scrive:

          Va bene, Toni, ma qui se non si riparte dall’umano, si resta fermi !
          Inutile discutere con la trollona, cui tra l’altro non importa nulla di nulla, mentre invece sarebbe interessante una dialogo franco col Galasi.
          Per esempio, ho intravisto più di una volta nei suoi interventi uno spiraglio di umanità, ferita , ma umanità, di ricerca della felicità, di una insoddisfazione profonda e mancanza di autostima.
          Non dobbiamo dimenticarci che le persone omosessuali aspirano al bene come tutti aspiriamo al bene, aspirano a voler bene e ad essere voluti bene .
          Purché non facciano come il na zista della Morante, che ha schiacciato il fiorellino , per non volerlo ammettere.
          Ma noi siamo lì a testimoniare di questo amore che non muore.

          • giovanna scrive:

            Un pochino come il caffè che offre Andrea e che , del tutto scontatamente, la trollona ha rifiutato, perché vuole continuare a rimestare m. e a rotolarsi nel fango come sua occupazione unica.
            Ma chissà se verrà anche per lei quel bel giorno in cui accetterà un caffè e capirà di non essere sola al mondo.
            Come nessuno di noi è solo, perché voluto.

          • Toni scrive:

            Cara Giovanna,
            credo che tu sopravvaluti Galasi, l’unica differenza che noto rispetto al TomoL (indipendentemente dall’essere l’uno, nessuno , centomila della trollona) è che il primo non è un propagandista di professione, il secondo si (uno che guadagna la pagnotta con quello che fa) . Galasi è meno inibito, non ha le necessità dell’altroL di mistificare e di rappresentare una gaitudine dal volto umano. Quando rappresento la “lista” delle “virtù” che lo caratterizzano (essere pro poliamore, adozioni per i poliamorosi, forti ambiguità pro-pedofilia ecc) non lo faccio solo per scherno, ma perché ne sono convinto in forza di quello che lui stesso ha scritto. Entrambi sono banalmente uguali nell’essenza, aldilà dei fronzoli e l’ipocrisia della trollona ver.MicheleL, per il principio unificatore che caratterizza la banalità del male. Certo, probabilmente ha l’animo ferito, il “male di vivere” (ma, con le dovute proporzioni, pensi che Hitler e Stalin non l’avessero?) ma le sue scelte sono chiare e definite e se dipendesse dai lui (e da altri della stessa risma) farebbe “protocolli di Sion Cattolici” per farci ogni male.

            • giovanna scrive:

              Caro Toni, quello che scrive il Galasi è sotto gli occhi di tutti.
              Solo che discutere con una persona vera, che almeno crede in quello che dice, che ha una qualsiasi esperienza umana, che ha una ferita che non nasconde, anche se è lontanissimo dal coglierne la portata, sarebbe un milione di volte più interessante che discutere con un fantoccio, impermeabile a qualsiasi accento di umanità.
              Voglio dire che credo che che dobbiamo rivolgerci alla persona, qui e, soprattutto , nel nostro quotidiano, non ad un fantasma ideologico.
              Che ti devo dire, a me il Galasi, con tutta la sua protervia, che è solo una immensa fragilità, fa tenerezza , ne colgo la solitudine umana, i rapporti inconsistenti che ha, anche con “amiche” che lo frequentano con superficialità, la mancanza d’amore che soffre: lui crede che sia per il fatto dell’omosessualità, ma non è così.

              La trollona non è né omosessuale, né niente : è il vuoto pneumatico fatto troll.
              Non è possibile nessun dialogo in questo contesto : forse un caffè, ma si sottrae, non solo con Andrea. Credo che siano decenni che si è rinchiusa nella sua cameretta, niente uomini, niente donne, niente bambini…che potremmo fare noi , da qui ?

              • Toni scrive:

                E’ fuori discussione che Galasi è preferibile alla trollona, quanto meno quello è … e si vede chiaramente. Ma sul piano di un possibile dialogo con lui (dialogo genuino) dubito che ne abbia capacità ed intenzione.

        • andrea udt scrive:

          ..e un’altra cosa mi ha sorpreso di questo autorevole questionario:

          E’ a firma di 11 dottori di ricerca.

          Undici!

          In undici, più due traduttori madrelingua, per tradurre 25 domande non da un sottodialetto dell’ aramaico antico ma dall’inglese! In undici e non è nemmeno un lavoro originale.

          In undici per un banale, striminzito (solitamente 20 e’ il numero minimo di domande per questionari a scala likert) discutibile questionario.

          Hanno sgobbato in undici e il MIUR ha pure sganciato soldi.

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