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Messi, Rooney, Ibra. Quanto pesano ai club i loro milioni?

marzo 23, 2012 Daniele Ciacci

La “Pulce” incide per il 2,33 per cento sui bilanci del Barcellona. Cristiano Ronaldo guadagna 13 milioni di euro l’anno, ma prende dalle casse dei Blancos solo il 2,71 per cento dei ricavi. Spread in crescita Oltremanica: insieme a Yaya Touré, il più “pesante” è Fernando Torres. Che segna pure poco

Il 20 marzo France Football ha proposto la classifica dei calciatori più pagati al mondo. Sul più alto gradino del podio svetta la “pulce” Leo Messi, con un attivo annuo di circa 33 milioni di euro, quasi 100 mila al giorno. Segue il sempre giovane David Beckham che, grazie a degli addominali che sembrano smentire i suoi ormai 36 anni, riceve 31,5 milioni di euro grazie a vari sponsor di biancheria intima. Terzo, dietro lo spice boy, Cristiano Ronaldo. In forza al Real Madrid, che lo strappò dal Manchester City per la cifra record di 93,7 milioni di euro, guadagna 13 milioni di euro annui dal club e circa 16 milioni in diritti d’immagine.

Cifre da capogiro per chi tira quattro calci ad un pallone, che fanno riflettere sulla condizione attuale del calcio europeo, settore in continua crescita nonostante la recessione. Tuttavia, un’analisi più accurata mostra l’altra faccia della medaglia. Ad esempio: dei primi tre campioni, due militano nella Liga spagnola, dove 8 delle 20 squadre versano in situazioni di estrema precarietà e Barcellona e Real Madrid si spartiscono da sole l’80 per cento degli interi profitti mediatici. Insomma, il problema degli stipendi dei giocatori è ridimensionato da pericoli ben più gravi. Ne ha trattato ampiamente la società Deloitte, che ogni anno pubblica il Football Money League, un resoconto economico sulla situazione dei venti club calcistici più ricchi d’Europa.

Per vedere quanto influisce lo stipendio di un giocatore sull’economia globale della società, occorre fare qualche semplice conto. Dividendo i ricavi della stagione 2010/11 per la parcella stagionale del calciatore, se ne ottiene un valore percentuale abbastanza indicativo. Qualche esempio. Messi è sì il giocatore che guadagna più al mondo, ma il Barcellona lo stipendia “soltanto” per 870 mila euro al mese. Un totale di 10,5 milioni a stagione: circa il 2,33% degli introiti catalani (479,5 milioni di euro). CR7, pagato 13 milioni a stagione dal Real Madrid,  si mangia il 2,71 per cento di tutta la torta dei Blancos.

La situazione d’Oltremanica, tuttavia, offre un panorama diverso. Tra le Top10 della Money Football League, il Manchester United si assesta in terza posizione con un ricavo di 367 milioni di euro. La stella di Londra è il giovane Wayne Rooney, punta che guadagna 9,5 milioni annui: il 2,59 per cento del bilancio. Cesc Fabregas, la scorsa stagione in forza all’Arsenal, pesava per il 2,39 per cento sugli introiti totali dei Gunners. La situazione si fa più complicata analizzando la situazione del Chelsea. La squadra dell’allora Carlo Ancelotti ha stipulato con Fernando Torres un contratto da 10 milioni che rubava al Chelsea il 4 per cento del totale dei ricavi. Una cifra spaventosa per una punta che ha trovato più spazio in panchina che in area di rigore. Roman Abramovich, presidente del Blues, si sta ancora rodendo il fegato.

La maglia nera delle spese per gli stipendi va però al Manchester City. La squadra, da poco nelle mani del principe di Abu Dhabi, spende poco meno della metà dei suoi ricavi (169,6 milioni di euro) soltanto per 11 giocatori. Tra essi, il più pagato è il centrocampista Yaya Touré, che guadagna quanto Fernando Torres ma pesa molto più sui bilanci generali: il 5,9 per cento, un record assoluto. Ma il nuovo presidente non ha il braccino corto: coccola Carlitos Tevez, l’Apache in rotta con Mancini ormai da qualche tempo, fornendogli il 4,71 per cento degli introiti del City.

Infine, la situazione attuale dei club italiani. Le brutte figure nelle ultime competizioni europee hanno disperso parte degli introiti societari, e per tornare ad alti livelli sono necessari innesti oculati. Come quello di Zlatan Ibrahimovic, l’attaccante più pagato della Serie A: 9 milioni annui, più bonus. Circa 3,83 per cento di tutti i ricavi rossoneri. I cugini dell’Inter, invece, stipendiavano Samuel Eto’o con il 3,78 per cento dei propri introiti. Adesso, i russi dell’Anzhi gli offrono più del doppio. La spesa media, in Italia, per stipendiare i giocatori più prolifici viaggia attorno al 3,83 per cento. Nel computo totale sono compresi grandi campioni come Gianluigi Buffon e Francesco Totti.

Stupisce nella Top10 di Deloittle la presenza dello Schalke 04. Avendo raggiunto la semifinale di Champions League, la formazione tedesca ha aumentato i propri ricavi di 62,6 milioni di euro, implementando del 45 per cento il proprio conto in banca. E pensare che il giocatore più pagato, lo scorso anno, fu Raul, ex capitano del Real Madrid. La sua parcella? 4 milioni di euro a stagione, per un peso sul ricavo del club dell’1,98 per cento. Una politica da squadra operaia, quella dei tedeschi. Chissà che non possa portare a buoni risultati anche da noi.
 

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