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«Messaggio all’America». I jihadisti mostrano video in cui decapitano il giornalista americano James Foley.

agosto 20, 2014 Redazione

L’Isis ha diffuso il filmato dell’omicidio di James Foley, giornalista di Boston che era stato rapito nel 2012 in Siria. Il titolo era “Un messaggio all’America”

Non si avevano più sue notizie dal novembre 2012, quando era stato rapito in Siria. James Foley, giornalista originario di Boston, è stato ucciso dai miliziani dell’Isis, in un modo atroce, esposto come simbolo della resistenza agli attacchi degli Stati Uniti. Il gruppo terrorista ha diffuso un filmato (poi subito rimosso dallo stesso Youtube, sito sul quale era stato caricato) nel quale il giornalista viene brutalmente decapitato.

BARBARA UCCISIONE. Il video, intitolato “messaggio all’America”,  riprende un jihadista completamente coperto di nero e armato di un coltello a fianco di James, che indossa una tuta arancione come quelle utilizzate nel carcere di Guantanamo. James è piegato sulle ginocchia, con le braccia legate, impossibilitato a muoversi. Il terrorista spiega che è loro intenzione mandare un messaggio all’America, perché l’Isis non cederà ai bombardamenti. La scena seguente mostra il cadavere del giornalista con in grembo la propria testa insanguinata. I terroristi mostrano poi un secondo uomo, Steven Joel Sotloff, corrispondente di Time, disperso dall’agosto del 2013 in Libia, che viene presentato come la prossima vittima: «Dipende dalle prossime decisioni di Obama». Il filmato è ora al vaglio delle autorità statunitensi per verificarne l’autenticità.

LA MADRE. Diane Foley, la mamma di James, ha lasciato una dichiarazione, diffusa tramite la pagina Facebook “Free Foley”, creata nel 2012: «Non siamo mai stati così orgogliosi di nostro figlio. Ha dato la sua vita cercando di rivelare al mondo la sofferenza del popolo siriano. Supplichiamo i rapitori di risparmiare la vita degli altri ostaggi. Sono innocenti, come lo era Jim. Non hanno controllo della politica del governo americano in Iraq, Siria o in altri parti del mondo. Ringraziamo Jim per tutta la gioia che ci ha dato. È stato uno straordinario figlio, fratello, giornalista e persona. Per favore, rispettate la nostra privacy nei prossimi giorni, mentre piangiamo per Jim». Qui trovate la lettera che lo stesso Foley scrisse sul giornale universitario quando nel 2011 rimase per 45 prigioniero in Libia.

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9 Commenti

  1. Alessandro says:

    Pensate che un soldato britannico è stato sgozzato l’anno scorso a Londra! L’Isil è già tra noi altro che Iraq, a Londra recentemente qualcuno ha distribuito volantini in suo sostegno mentre in Olanda sono scesi in piazza con le sue bandiere. Preparatevi a quando gli estremisti scateneranno rivolte in tutte Europa: bisognerebbe agire subito in modo preventivo eliminando queste cellule di fondamentalismo, censurando siti internet e rimuovendo materiale dai social network, controllando capillarmente i materiali religiosi e pseudo religiosi distribuiti, espellendo i soggetti pericolosi, schedando i soggetti sospetti…e invece le istituzioni europee che fanno? Chi fa qualcosa bombarda in Iraq e ha l’Isil in casa, gli altri per paurq di ritorsioni non fanno semplicemente nulla!
    Mentre qualcuno chiede di capirli e intavolare un dialogo con loro e dicono di noi alla guerra! Vorrei chiedere ai pacifisti irremovibili: ma voi quando vi busseranno alla porte difenderete almeno i vostri cari? I vostri figli, mogli, mariti, genitori?
    Se rispondere di si allora vi chiedo perché non volete difendere i figli, le mogli, i mariti e i genitori degli altri?
    Se rispondete di no allora sono io che mi rifiuto di dialogare con voi
    Comunque riguardo a chi dice di che bisogna capirli mi chiedo perché non dicono la stessa cosa degli israeliani? Dei russi a Doneck e Lugansk? Sempre a senso unico questo modo di ragionare?

    • filippo81 says:

      Hai ragione Alessandro,il potere ha permesso agli islamisti di mettere radici anche da noi,guai a coloro che protestavano,basti pensare al linciaggio morale nei confronti di Oriana Fallaci ed altri,Adesso abbiamo il Cavallo di Troia islamista in mezzo a noi, e non sarà facile smantellarlo.

  2. mau says:

    preghiamo per l’anima di questo ragazzo, per la sua famiglia e per i suoi carnefici…perchè la loro mente ottenebrata possa un giorno aprirsi e rendersi conto pentendosi di questa barbaria.

  3. Aurora says:

    Io ho 14 anni, ma la cosa mi é già ben chiara: se non ci fosse il petrolio o lo smettessimo di usare, allora loro si troverebbero con il fondoschiena per terra, perchè è dal petrolio che prendono i soldi per le armi. Ma la gente non smetterà di usarlo, non prenderà in mano la situazione per fare qualcosa, si limiterà a dire: tanto qui non c’è nulla, non verranno mai. E in vece io vi dico che sono già qui, sono bravi e furbi. Dicono che la loro religione é una religione di pace, ma quale pace e pace, se fosse davvero così, allora darebbero fuoco alle loro armi, e si metterebbero ad aiutare gli altri, e che vengano pure da me. Non m’importa, mi basta che la mia famiglia sia al sicuro, in un posto lontano sperduto nel nulla, dove non ci sia niente da cui loro possano trarre vantaggio, e che mi prendano e mi violentino quanto vogliono, per me è sufficiente che non lo facciano a mia sorella

    • beppe says:

      aurora, io non voglio che facciano del male neppure a te. e che i miliardi di petrodollari li usino per sviluppare i loro fratelli islamici nella miseria più nera invece di farli sbarcare tra di noi.

  4. Ale says:

    Anche Obama ha detto che l’Islam non ha niente a che vedere con questi pazzi furiosi dell’Isis. Smettetela di creare odio. Se le persone passate all’Isis, sembra con passaporto europeo, si fossero realmente integrate nella società non sarebbero andate ad arruolarsi in un esercito di pazzi sanguinari. Probabilmente si sono sentiti rifiutati da un occidente che si è dimenticato della dimensione umana ed è solo governato da lobby e banche. Non avevano futuro ne’ prospettive e sono stati reclutati da internet o da qualche Iman pazzoide. Altrimenti non si spiega. Comunque tutta la mia tristezza e il mio cordoglio per questo ennesimo occidentale ucciso.

    • Sebastiano says:

      Eh già, dei poveracci che non avendo altro da fare si sono messi a sgozzare un po’ di gente.
      E la colpa naturalmente è dell’occidente, che non si è dato da fare per integrarli, presumo accogliendo le loro richieste di introduzione della sharia.

      Bah, anche questa può andare alla Settimana Enigmistica, sezione barzellette.

    • Vincent says:

      secondo me bisogna controllare a tappeto tutte le famiglie islamiche. L’islam ammette la guerra santa contro gli infedeli. Quindi attenti a tutti i posti di ritrovo di questa gente.

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