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Mercato dell’auto in crisi nera: tasse micidiali e polizze da infarto spingono l’auto dentro il box

novembre 21, 2012 Matteo Rigamonti

Cala la spesa in Italia per gli autoveicoli (-6,06 per cento) ma aumenta quella per i carburanti anche se il consumo è minore. Perchè? L’analisi di Gian Primo Quagliano (Centro studi Promotor)

L’automotive italiano è incappato in una crisi nera che non promette affatto facili vie d’uscita. E anche le previsioni più recenti confermano il -20 per cento di auto acquistate nel paese. L’ultimo bollettino diramato dal centro studi economici Econometrica fa inoltre sapere che a fine anno la spesa degli italiani per l’auto calerà dai quasi 200 miliardi del 2011 (198,1 per l’esattezza) fino a toccare quota 185,4 miliardi di euro (-6,4 per cento) nel 2012. A dettagliare i motivi del crollo in atto è Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor di Bologna che da anni monitora con attenzione l’andamento del mercato dell’automobile europeo. Sempre alti i prezzi delle assicurazioni e il costo della benzina: 1 euro e 0,4 centesimi del prezzo al litro finiscono infatti nelle casse dello Stato. Ecco perché sempre più italiani lasciano l’auto chiusa nel box, senza usarla e a volte nemmeno ripararla. Di comprarne una nuova poi non se ne parla affatto.

Quagliano, il mercato dell’auto non dà segnali di ripresa, ormai è appurato. Ma almeno gli italiani spendono di più per la manutenzione del proprio mezzo?
Non più. È stato così fino all’anno scorso, ma con l’aggravarsi della crisi gli italiani hanno iniziato a praticare forti risparmi anche sulle spese di manutenzione, che pertanto hanno fatto registrare un calo del 12 per cento in un anno. Una diminuzione che si è verificata nonostante l’incremento generalizzato dei prezzi degli interventi di manutenzione. È lo stesso fenomeno che sta accadendo nel mercato dell’usato.

Cioè?
Tradizionalmente il mercato dell’auto usata va bene quando vanno male le vendite delle auto nuove, come ora, per esempio. E questo accade perché c’è sempre un range di persone indecise tra il nuovo e l’usato che fanno oscillare la domanda e che optano, quando si attraversano momenti di ristrettezza economica, per l’auto usata, compensando così gli effetti del crollo di nuove vendite. Soltanto che ora anche il mercato dell’auto usata è in calo.

A fine anno però le spese per la riparazione dell’auto (33,5 miliardi) supereranno quelle per l’acquisto (31,2). Come si spiega?
È vero, e le dirò di più: non era mai successo prima. Soltanto che questo accadrà perché le spese per la manutenzione e riparazione (-12 per cento) a fine anno saranno calate in misura minore di quelle per gli acquisti, che subiranno un vero e proprio tracollo (-24 per cento). Oltretutto c’è un altro dato da considerare con attenzione.

Che sarebbe?
In un anno le immatricolazioni (-20 per cento) sono calate in misura minore delle spese per l’acquisto (-24 per cento).

E come si spiega?
Semplice: significa che la gente preferisce comprare – e così sta facendo – vetture che costano meno, più povere.

In compenso aumenta la spesa per il carburante che passa da 67 a 71 miliardi di euro (+6,06 per cento).
Anche questo è vero. Attenzione, però! Si tratta di un incremento esclusivamente dovuto all’aumento delle imposte sulla benzina. I consumi, infatti, sono in calo (-10 per cento), così come sta calando anche la quota di fatturato alla pompa che va alle compagnie petrolifere e alla distribuzione. A guadagnarci, insomma, come può vedere, è solo il fisco.

Chissà se apriamo il capitolo spesa per l’assicurazione cosa altro ha da dirci… Un ulteriore salasso?
Per quanto riguarda le polizze Rc auto, siamo sui livelli dell’anno scorso. È difficile che qualcosa possa cambiare. Il problema che emerge piuttosto è legato al calo, seppure lieve (-0,10 per cento) delle spese per assicurare l’auto. Perché significa che, essendo l’assicurazione obbligatoria, la gente prova a risparmiare sulle sue componenti non obbligatorie, prova a limare dove possibile. Ma questo non è altro che un ulteriore sintomo della crisi economica in atto.

E come se ne esce?
Difficile dirlo. Costo della benzina, assicurazioni salate, difficoltà nell’accesso al credito per chi vuole comprare l’auto, tasse troppo onerose, crisi economica e crisi di fiducia sono le cause del crollo delle vendite di automobili in Italia. Ma se il governo non fa qualcosa per tagliare le tasse e superare la crisi di fiducia non ne usciamo. Anche perché sul resto dei problemi, per ora, non si può fare molto altro. Certo è che risparmiare per un futuro che appare sempre più nero serve a poco, se non a nulla.

Ci sono case automobilistiche che stanno tornando a parlare di mettere in produzione vetture da meno di 5 mila euro di prezzo alla vendita. Cosa ne pensa?
Se ne parla già da tanto tempo, non è certo una novità. Vedremo.

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