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Mediazione obbligatoria addio. Vanificati investimenti da centinaia di milioni di euro

ottobre 25, 2012 Matteo Rigamonti

La Consulta ha dichiarato incostituzionale la norma che stabiliva l’obbligatorietà della mediazione civile: un duro colpo per chi ha puntato forte su questo business

Mediaconciliazione obbligatoria addio.La Consulta ha sancito l’incostituzionalità della norma. Ora l’istituto, voluto dall’allora guardasigilli Angelino Alfano per spurgare dagli intasamenti le aule dei tribunali, torna ad essere facoltativo. Rischiando oltretutto di vanificare investimenti di centinaia di milioni di euro e di mettere a repentaglio migliaia di posti di lavoro.

LE MOTIVAZIONI DELLA CORTE. La Corte costituzionale nella sentenza di ieri ha dichiarato l’illegittimità costituzionale per eccesso di delega legislativa del dlgs 28/2010 nella sua parte in cui è previsto il carattere obbligatorio della mediazione civile. La questione dell’eccesso di delega accolta dalla Corte era stata sostenuta nel ricorso presentato dall’Organismo unitario dell’avvocatura, nell’aprile 2011. L’Oua, nel presentare ricorso, si era appoggiato alla legge n. 69/2009 che all’art. 60 delega al governo la disciplina della mediazione civile, prevedendo però che «la mediazione, finalizzata alla conciliazione, abbia per oggetto controversie su diritti disponibili, senza precludere l’accesso alla giustizia». E il carattere di obbligatorietà della mediazione, secondola Corte, impedisce al cittadino di andare dal giudice, ponendosi di fatto come ostacolo all’accesso diretto alla giustizia.

POSTI DI LAVORO A RISCHIO. Il sistema della media conciliazione è stato avviato il 21 marzo 2011. Ad oggi sono già quasi 1000 (948 secondo ItaliaOggi) gli organismi di mediazione iscritti al registro tenuto presso il ministero della giustizia. L’investimento iniziale per avviare l’attività di una società di media dimensione che possa svolgere l’attività di conciliazione è stimato intorno ai 100 mila euro. Soldi che ora rischiano di andare in fumo visto che, venendo meno il carattere di obbligatorietà della mediazione, viene meno uno dei fattori che maggiormente ha spinto i privati ad investire in questa attività. Sono 40 mila invece i mediatori abilitati che temono per la sicurezza del proprio posto di lavoro e 350 gli enti formatori accreditati. Senza contare le persone che lavorano come normali impiegati nei neonati organismi di mediazione.

LE MATERIE INTERESSATE. La mediazione civile ritorna ad essere facoltativa per le liti in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazioni, comodato, affitti di aziende, contratti assicurativi, bancari e finanziari e per i risarcimenti di danni derivanti da: responsabilità medica, diffamazione a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità, circolazione di veicoli e natanti. In tutte questi casi sono dunque abolite le sanzioni pecuniarie per chi non partecipa alla conciliazione e l’avvocato sarà tenuto a informare il cliente della possibilità di fare ricorso all’istituto in questione, senza però doversi riferire più al carattere, ormai decaduto, di obbligatorietà.

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2 Commenti

  1. Luca scrive:

    Mi sembra giusto la bocciatura dell’obbligatorieta’ della conciliazione, in quanto sarebbe stato un costo eccessivo per il cittadino, e in futuro la giustizia la potevamo trovare anche dal salumiere!!!! Oltretutto, si andava formando un’altra CASTA con entrate economiche elevatissime a danno sempre del cittadino!!!

  2. Robert Benson scrive:

    Ma la costituzione è per l’uomo o l’uomo è per la costituzione? In questo paese non si riesce più a fare nulla??

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