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Maroni-Formigoni. Chi il padre dell’idea di macro-regione?

agosto 31, 2012 Massimo Giardina

Scontro tra Formigoni e Maroni sulla paternità dell’idea di macro-regione: Zerbi o Miglio? A Zerbi la primogenitura, al secondo lo sviluppo

Negli ultimi giorni uno scontro a suon di tweet ha visto duellare il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni e il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni. Oggetto del contendere? La paternità dell’idea di macro-regione.

L’IPOTESI FORMIGONI. Il governatore lombardo ha affermato che l’idea di una possibile aggregazione fra le regioni del nord nacque dal professore dell’Università Cattolica Tommaso Zerbi: un democristiano comasco, eletto nell’Assemblea Costituente che assunse la guida del partito a Milano nell’immediato dopoguerra. Era il 1945 e due giorni dopo il 25 aprile a cui seguì l’arresto di Mussolini a Musso frazione di Dongo, nacque a Como il Cisalpino: testata giornalistica diretta da Pio Bondioli e condiretta dall’accademico dell’università fondata qualche anno prima da padre Gemelli. L’idea culturale di sottofondo del nuovo giornale presupponeva un ridisegno dell’Italia su base federalista, prendendo come modello di riferimento il sistema confederale svizzero suddiviso in cantoni. Zerbi sosteneva che il modello regionale, così come emerso nel periodo risorgimentale, è «un ritrito luogo comune, senza alcun fondamento né storico, né geofisico, né economico, almeno per la Valpadana».

L’ATTACCO DI MARONI
. Il segretario della Lega Nord ha controbattuto a Formigoni che il vero padre della macroregione fu Gianfranco Miglio. Anch’egli professore della Cattolica è ricordato per essere stato l’ideologo nei primi anni della Lega, ma di esserne uscito per i contrasti con Umberto Bossi: «Tornerò solo nel giorno in cui Bossi non sarà più segretario», disse nel 1994. Miglio nel 1945 era un giovane democristiano ed era amico di Tommaso Zerbi tant’è che, in quel primo numero del Cisalpino del 27 aprile, si trovava anche un suo articolo dal titolo: Ciò che attendiamo dagli alleati e ciò che loro daremo. Gianfranco Miglio aveva ventisette anni, Tommaso Zerbi dieci di più.

L’ANTEFATTO. Alla diatriba tra Formigoni e Maroni, si può trovare una risposta nelle parole dell’ex rettore della Cattolica Lorenzo Ornaghi, che di Miglio fu discepolo. In un convegno a Venezia del 17 aprile 2009, Ornaghi ricordò le parole del suo maestro: «Avevo aderito al movimento dei federalisti “interni”, fondato da cattolici lombardi e che poi si espresse nel Cisalpino». Ornaghi proseguì l’intervento con alcune citazioni di Tommaso Zerbi e concluse: «Della sua giovanile adesione e collaborazione alla rivista, Miglio conservò alcune idee forti, che riprese e sviluppò in anni successivi. Una è quella delle macro-regioni, sulla quale egli tornerà dalla fine degli anni Settanta in poi».
In sintesi, il dibattito tra i due leader politici dovrebbe tenere in considerazione un elemento: il legame tra Miglio e Zerbi. Il primo giovane democristiano neo laureato e affascinato dalle idee del Cisalpino a cui aderì per amicizia e concordanza ideale. Il secondo fu un ideologo cattolico che diede a Miglio una spinta propositiva che nel nel tempo formò il pensiero federalista del futuro leghista.

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3 Commenti

  1. francesco taddei scrive:

    cisalpino…appenninica…mezzogiorno….potete chiamarle come vi pare sempre di progetto secessionista si tratta.

  2. ragnar scrive:

    Bobo e Formica fate i bravi: se vi mettete d’accordo la secessione si può fare. E sarebbe anche l’ora

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