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Marina Berlusconi scrive a Repubblica: voi la peggiore Inquisizione

maggio 17, 2013 Redazione

Pugnace lettera al quotidiano della figlia dell’ex premier in merito alle opinioni espresse oggi da Corrado Augias. «Non si permetta di insegnare ad una figlia che cosa deve pensare di suo padre»

Questa mattina su Repubblica, nella sua rubrica delle lettere di risposta ai lettori, Corrado Augias, parlando del processo Ruby (“Berlusconi e i soldi alle ragazze”), si è rivolto direttamente alla figlia dell’ex premier, Marina.
«Non sappiamo – ha scritto Augias – se il processo si chiuderà con una condanna, ma chiediamo a Marina se ha mai considerato che la condotta di suo padre – uomo pubblico – coinvolge 60 milioni di persone. Come ha giudicato le amicizie con pregiudicati, la corte di ragazze leggere che lo ricattavano per spillargli denaro, che si davano il cambio sulle sue ginocchia toccandolo “nelle parti intime” (le foto hanno fatto il giro del mondo), salvo dileggiarlo al telefono con apprezzamenti feroci sulla sua condizione fisica?».
Il tono usato da Augias è stato particolarmente ruvido: «Uno zimbello sputa soldi in mano a un gruppo di avide mestieranti. Come ha valutato Marina il livello morale di suo padre? Il suo livello culturale, il buon gusto con quelle barzellette che erano stupide prima di essere oscene e almeno in un caso blasfeme. Sono cose che non hanno rilevanza penale, a meno che non sia diversamente provato. Ammettiamo pure che non ne abbiano. Ma la considerazione verso un padre non dipende anche dalla stima che i suoi comportamenti possono suscitare?».
«Marina – concludeva Augias – stima un genitore che si è coperto di ridicolo davanti all’Europa e al mondo? (e noi con lui, purtroppo). 0 non lo compiange in cuor suo, e vorrebbe avere un padre migliore, lei che presiede la più importante azienda editoriale privata ed è circondata da libri di ogni genere, oltre a quelli contabili? Lo difenda in pubblico ma faccia anche, in privato, qualcosa per salvarlo da una così penosa vecchiaia».

LA RISPOSTA. L’interessata ha scritto una lettera a Ezio Mauro, direttore di Repubblica, che è stata diffusa agli organi di informazione. Eccola di seguito.
«Egregio direttore, nel suo intervento dedicato principalmente alla vicenda Ruby, Corrado Augias arriva dove nessuno aveva ancora osato arrivare. Arriva a criticarmi per i sentimenti, la stima e la considerazione che ho per mio padre, giunge addirittura a farmi la predica su come dovrei o non dovrei comportarmi con lui. Ma come si permette, il signor Augias? Non si rende conto che tutto ciò appartiene alla peggiore inquisizione? Su questa storia di fango e calunnie, mio padre ha già spiegato più volte come sono andate davvero le cose. Io posso solo ribadire quello che ho già detto. Conosco molto bene mio padre, conosco la persona che è e la profonda correttezza con cui si è sempre comportato, il rispetto che ha sempre avuto nei confronti degli altri, sono orgogliosa di lui e di essere sua figlia e non c’è stato mai nulla, assolutamente nulla, che potesse anche minimamente mettere in discussione questo orgoglio.
Non è d’accordo, il signor Augias? Affari suoi. Ma il suo intervento è la migliore, o peggiore, dimostrazione degli enormi guasti che sono stati provocati da chi, in modo spesso consapevole, continua a non distinguere tra opinioni personali di tipo morale, o moralistico, giudizi politici, procedimenti giudiziari. Augias avrà le sue opinioni su mio padre, milioni di italiani, a cominciare dalla sottoscritta, ne hanno altre, radicalmente diverse. I Tribunali però non si occupano, o non si dovrebbero, occupare di opinioni. E la Procura di Milano pochi giorni fa ha chiesto per mio padre la condanna a 6 anni di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Su questa enormità Augias non ha nulla da dire. Anzi, liquida il tutto con un inciso sconcertante: “ammettiamo pure”, bontà sua, “che tutte queste cose non abbiano rilevanza penale”. Di che cosa stiamo parlando, allora? È proprio nell’inciso l’ennesima conferma del fatto che il processo Ruby proprio per questo è stato costruito, nessuna prova, nessun reato, solo una grancassa mediatica per poter infangare chi non ha fatto nulla per meritarselo. Su quali basi, secondo Augias, si dovrebbe dunque arrivare a una condanna? Perché a lui e a quelli che la pensano come lui non piacciono, cito testualmente, “il buon gusto” di mio padre e “le barzellette” che racconta?
Non si permetta, il signor Augias, di insegnare ad una figlia che cosa deve pensare di suo padre. Si preoccupi di rispettare, di fronte ai propri lettori, chi ha idee diverse dalla sua. E soprattutto non tenti di spacciare le opinioni per assolute verità».

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15 Commenti

  1. pikassopablo scrive:

    mi piacciono quelle labbrone sensuali della marina, sembrano i parafanghi del mio maggiolone: come mi piaaaaaaaccciooooonnoooooo 😀
    ps: prima o poi scriveremo un libretto su come si è ridotta nel 2013 una rivista “cattolica” per difendere il potere dominante 😉

    • viccrep scrive:

      perché tu avresti il coraggio di difendere augias e repubblica di professione comunicatori di nefandezze belle che inventate.
      Vergognate Augias e company

      • pikassopablo scrive:

        augias e repubblica chi sono, i fratelli di marina?

        • michele fiora scrive:

          augias/repubblica/corriere/fattoquotidiano sono il potere dominante al quale ti piace tanto inchinarti

          • Pikassopablo scrive:

            Ahahahah potere dominante…Cl al governo della Lombardia x 20anni e’ un potere dominante? Cl al governo con 2 ministri e’ un potere dominante? 😀

    • Giuseppe scrive:

      Io giudico solo i vermi comunisti come te lasciate in pace Berlusconi Augias e’ solo un verme comunista.

  2. Michele fiora scrive:

    E che inquisizione sia! Un po’ di sano fuoco che estirpi le male piante!, e’ giunta l’ora!

  3. Roberto scrive:

    Chi giudica ,con la stessa misura sara’ giudicato.

  4. Enrico scrive:

    Continuate a preoccuparvi della vita privata di Berlusconi, inutili idioti. Così intanto le banche continuano a fregarvi impunemente con la giustizia sempre sottomessa al potere. Cucù.

  5. giovanni scrive:

    Bisognerebbe piazzare una telecamera tra le gambe dei moralisti tipo augias…. sai che risate o forse ci sarebbe da piangere

  6. pietro scrive:

    Proverei a dimenticare le “faccende” personali dell’uomo Berlusconi e considerarlo come un cittadino qualunque e come tale non necessariamente politico,evitando a lui e ai suoi seguaci alibi infiniti

  7. stefano scrive:

    Senza entrare nel merito della vicenda Ruby, che francamente poco mi interessa, ritengo che l’articolo di Augias sia un esagerazione della professione giornalistica. Siamo abituati da tempo alle esagerazioni dei giornalisti, che sempre più invadono il campo privato degli affetti e dei sentimenti, non per divulgare fatti ma per orientare il pensiero e l’articolo di Augias, mascherato da rimprovero paternalistico ne è la prova. Ed è proprio in questo carattere paternalistico che sta l’esagerazione, certi interventi sono propri dell’intimità dei rapporti famigliari, intesi come intimità dell’anima e dello spirito, e non credo che tra Augias e. Marina esista un rapporto simile. Per quanto riguarda di Mrina B. Credo sia il più bell’esempio di risposta pacata e essenziale nell’esprimere le proprie ragioni.

  8. angelo41 scrive:

    La vita intima e sessuale di Regnanti, Capi di Stato e Capi del Governo è stata sempre tutelata, con discrezione, dai media di tutto il mondo.
    Ci voleva Repubblica ed il compianto D’Avanzo a sputtanare il prossimo pubblicando intercettazioni telefoniche coperte da segreto istruttorio.
    Augias non è nuovo a tirate d’orecchio moralistici.
    Concludo dicendo che è meglio avere un padre puttaniere che uno ladro di libri in biblioteca.

  9. Lucio Sibilia scrive:

    Peccato che il padre in questione sia un delinquente pluricertificato dai tribunali. Siamo sempre in un Paese in cui i legami di famiglia vengono messi al di sopra di qualunque considerazione etico-morale sui comportamenti dei familiari: è proprio questo l’humus collusivo in cui prospera la mafia.

  10. giuliano scrive:

    caro pikassopablo, vedrai che fine farete quando il popolo si vedrà costretto a farvi ingoiare le vostre menzogne che hanno causato questa catastrofe. Non so se basteranno gli alberi della penisola per impiccarvi tutti

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