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Mamma li giudici

aprile 28, 1999 Esposito Francesco

Dall’Emilio di Rousseau alla rossa Emilia.
Quando non conviene avere figli, ricevere il premio di madre dell’anno e bere vino. Nuove storie vere di orchi sociali, tribunali speciali e bambini rubati. Roba da farsela addosso…

Sono sempre di più le famiglie italiane che vedono la loro sorte legata alle segnalazioni e ai rapporti dei Servizi sociali. E certo, nel periodo del “governo etico universale” e delle “operazioni umanitarie” internazionali non poteva mancare, a casa nostra, un esperto, giudice di retta coscienza, che tutelasse i cittadini minorenni dalla condotta morale della famiglia, arrivando a mettere becco fin nelle scelte educative e scolastiche prese dai genitori, per assicurare bravi e contenti cittadini. Ecco allora l’assistente sociale, ruolo istituzionale – alle sue spalle c’è infatti lo Stato – ben foraggiato dai finanziamenti regionali, che interviene a riparare i torti subiti dai bambini. Secondo la sua valutazione. Inappellabile. Infatti neppure ci si premura di verificare sul campo l’attendibilità di certe gravi affermazioni (si veda Tempi, n. 11). In questa situazione, possono succedere anche episodi divertenti. Perché, se tutto dipende unicamente dalle valutazioni e dalle stime dell’assistente sociale – si sa – tot capita, tot sententiae…

Ecco ad esempio il caso, avvenuto nella provincia di Modena e non ancora concluso, di una moglie separata dal marito, il cui bambino – a lei affidato, dopo la causa di divorzio – aveva cominciato a soffrire di incontinenza fecale (termine tecnico per dire che in conseguenza di un disagio psicologico il bambino si fa la cacca addosso). La donna, fiduciosa, si era rivolta al neuropsichiatra del Comune di Correggio per essere aiutata. Il coscenzioso professionista, per gentile risposta, aveva inviato una letterina a dir poco terrificante ai servizi sociali del paese. I premurosi assistenti sociali, rincaravano a loro volta la dose. La donna rischiava così di vedersi tolto il bimbo e decideva di trasferirsi in un piccolo centro dell’Appennino modenense, dove in breve tempo guadagnava la stima di tutta la comunità locale. Tanto che veniva chiamata a Verona per ricevere il premio del concorso nazionale “Madre dell’anno”, consegnatole dopo numerose segnalazioni. Nel frattempo, l’assistente sociale del nuovo comune di residenza della donna, redigendo la sua relazione sul caso, rettificava sostanzialmente le conclusioni dei colleghi di Correggio. Togliere il figlio a questa donna? Che balzana idea! Ma anche i nonni devono stare in guardia. Come dimostra il caso, sempre nella provincia di Modena, di una ragazza tossicodipendente fuggita di casa. Dopo aver condotto vita randagia a Milano, bivaccando in piazza Vetra, la ragazza rimane incinta e decide di fare ritorno in famiglia. Nasce il bambino, che viene allevato dal nonno (il padre della donna) mentre la madre naturale decide di trasferirsi presso una comunità di recupero. Quando il bimbo ha ormai l’età di 5 anni, i servizi sociali di Castelfranco Emilia decidono di intervenire. Quello che, fino a quel momento, era stato un buon padre per il piccolo, diventa, nei rapporti del servizio sociale, un padre inadeguato. Si decide pertanto di ricorrere all’affido extrafamiliare, impedendo al vecchio nonno qualsiasi contatto col nipotino. Dopo mesi di battaglie, interviene una nuova assistente sociale. Ma come mai – si chiede alla donna che ha il minore in affido – al bimbo non viene permesso di incontrare il nonno?

Ps: prontuario breve per rimanere genitori felici – ad uso soprattutto (ma non solo) delle famiglie emiliane Avete figli giovani promesse del calcio italiano? Bene, nel caso in cui durante una partitella il bimbo si procuri qualche livido, non mancate di farvi rilasciare dal medico sportivo regolare certificato che attesti l’accaduto. La maestra della scuola comunale infatti, potrebbe interpretare le contusioni come segni di maltrattamento. (È già successo). Vi piace il vino? Siete genitori a rischio. Se poi è capitato che qualche sera siete tornati dall’osteria del paese un po’ brilli, cominciate a preoccuparvi. L’assistente sociale di turno potrebbe giudicare la vostra condotta da “alcolizzato” non adeguata al ruolo di padre/madre e imporvi di smettere di bere. (È già successo). Vostra moglie è una bella donna e talvolta usa indossare gonne corte? Ricordatevi di farle indossare soltanto pantaloni in tutte le occasioni in cui potrebbe, per avventura, essere presente un assistente sociale. Il suo gusto nel vestire potrebbe infatti essere letto come segno di una non limpida condotta morale. (È già successo). Avete intenzione di trasferire vostro figlio dalla scuola comunale – pur buona – ad una scuola privata che giudicate migliore? Guardatevene. La preside potrebbe non prenderla bene: avete forse intenzione di sottrarre vostro figlio dal controllo delle maestre? O avete qualcosa da nascondere? (È già successo). Vostro figlio è timido e collabora poco con l’insegnante? State in guardia: secondo qualcuno potrebbe essere il sintomo di un “vissuto” traumatico che il bimbo non vuole fare emergere. E si potrebbe continuare…

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