Google+

«Mai avrei immaginato di provare un dolore così forte». La malagiustizia diventa un film

luglio 13, 2016 Maurizio Tortorella

Il documentario di ErroriGiudiziari.com racconta le storie di cinque persone qualunque che un giorno, senza sapere perché, finiscono nel tritacarne giudiziario

errori-giudiziari-non-voltarti-indietro-docu-film

Pubblichiamo la rubrica di Maurizio Tortorella contenuta nel numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Avete mai visto quel capolavoro del cinema che è Detenuto in attesa di giudizio, con un immenso Alberto Sordi ingiustamente arrestato e oscenamente sballottato dalla giustizia italiana per mesi, prima di essere liberato senza alcuna scusa (anzi, prima del rilascio un magistrato lo rimprovera, assai seccato: «Ma non poteva dirlo prima, che era innocente?»)?

Ecco, se lo avete visto non potrete che ripensarci con sottile inquietudine, forse addirittura con angoscia. Perché Non voltarti indietro, il nuovo docu-film prodotto da ErroriGiudiziari.com e diretto da Francesco Del Grosso che racconta cinque storie vere d’ingiusta detenzione, agita gli stessi spettri, nascosti dietro le medesime sbarre arrugginite, ficcati nelle stesse buie celle, e corre su e giù per le identiche scale tortuose di quel castello kafkiano che è la malagiustizia italiana.

Con un problema, drammatico, in più: la pellicola di Nanny Loi, pietra miliare nel nostro cinema di denuncia, uscì nel 1971. Ma 45 anni dopo, come mostra il film di Del Grosso, nulla è cambiato. E di certo se la giustizia non portasse una benda sugli occhi, proverebbe orrore per i suoi errori. In 75 minuti, Non voltarti indietro racconta cinque storie di persone normali (un impiegato delle poste, un pubblico dipendente, l’assessore di un piccolo Comune, uno stilista, una commercialista), che all’alba di un giorno qualunque, senza nemmeno saperne il perché, si trovano sminuzzati dal tritacarne giudiziario. Sbattuti in cella da innocenti, e come Sordi in attesa di un giudizio di cui non capiscono né le origini né la logica. E in questo stato trascorrono giorni, settimane, mesi… «In Italia» dice Del Grosso «non erano mai stati realizzati documentari che mettessero insieme più vittime sul tema. C’erano stati racconti per il piccolo schermo, nulla di cinematografico».

Le immagini girate in carcere (si riconoscono San Vittore e Rebibbia) si alternano a quelle dei volti delle cinque vittime (la cui fissità dello sguardo ben descrive il terrore evocato dallo sforzo del ricordo), ma anche a disegni in bianco e nero, tanto simili agli schizzi dei cronisti giudiziari americani. I cinque ricordano il loro ingresso nel carcere («Mai avrei immaginato di provare un dolore così forte». «Inizi a scoprire un mondo completamente nuovo, irreale». «La struttura era così vecchia da causare il magone solo a entrarci un attimo». «Pensi: il giudice ha sicuramente sbagliato, ma poi ti chiudono la porta alle spalle…»), e la vita all’interno della prigione («Ti senti un delinquente: io le avevo viste solo in tv queste cose, nei film». «Nell’ora d’aria passeggiavo come un folle da un muro all’altro». «Dopo, ho saputo che mio padre passava ore davanti al portone di Rebibbia, aspettando che io uscissi»).

Le immagini feriscono gli occhi, le voci dei cinque ti restano dentro. Sono vite segnate per sempre, quelle che ti scorrono davanti. Ascolti le loro parole, e un’immensa malinconia ti prende alla gola. «Mi avevano messo lì come un pacco postale». «Mi interrogarono e mi resi perfettamente conto dai loro sguardi che non sarei mai uscita». «Di continuo pensavo: cedo, e m’ammazzo, oppure resisto e combatto?». «Alla fine, quando mi hanno assolto per non avere commesso il fatto, in aula il pubblico ministero mi ha dato un colpetto sulla spalla e mi ha detto: “Dai, certe esperienze nella vita possono servire”». Forse ancora peggio della battuta riservata ad Alberto Sordi 45 anni fa.

È un film che dovrebbe essere proiettato nelle scuole medie superiori, di certo nella Scuola della magistratura. Uno si augura che lo veda soprattutto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

12 Commenti

  1. Sebastiano scrive:

    …il pubblico ministero mi ha dato un colpetto sulla spalla e mi ha detto: “Dai, certe esperienze nella vita possono servire”…

    In effetti sarebbe un’esperienza utilissima se anche magistrati e pm ne potessero assaporare gli effetti.
    Senonché, nonostante ben due referendum passati con maggioranza bulgara, sono sempre riusciti ad aggirare l’ostacolo. Poveracci, non sanno cosa si stanno perdendo…

    • Sebastiano scrive:

      Samuele, capisco che radunare i tuoi pochi neuroni sia un’impresa improba, ma ci spieghi cosa c’entra cielle (e il tuo pistolottino livoroso) con quanto scritto, dati alla mano, nell’articolo?

  2. samuele scrive:

    Pro veritate: il “samuel” che scrive infra non sono io.

    • robiola scrive:

      Che notizia deflagrante, esplosiva, fondamentale.
      Se poi tu sei “samuele” , mi sembra elementare che tu non sia “samuel”.
      Eppoi, chi è sto “samuele” ?
      Che avrebbe detto di importante in questo blog, tanto da non dover essere confuso con nessun altro ?
      Sembrate proprio in fissa.

      • Mirella scrive:

        A volte provo ad immaginare se mi dovesse capitare una cosa simile, credo che impazzirei.
        Sono una piccola ( piccolissima ) imprenditrice e non sarebbe un’ipotesi così peregrina.
        Sono pochissimi gli organi d’informazione che raccontano queste storie di persone normali, si preferisce mettere in copertina il magistrato famoso di turno.
        Per esempio, ho seguito, da profana , la vicenda di De Magistris : come è possibile che dopo aver rovinato letteralmente la vita di tante persone possa fare il sindaco , come se nulla fosse accaduto ?
        Non è una domanda retorica.
        Come è possibile ?

      • samuele scrive:

        Robiola……..nomen omen………

        • Mirella scrive:

          Perché riducete questo sito ad una pagliacciata ? Mi sembra che l’argomento sia più che serio.

        • samuele scrive:

          Ho capito, caro/cara Peggy, non vuoi che nessuno ti usurpi ciò che vuoi comunicare, i tuoi contenuti originali e personali, a saperli.

          • robiola scrive:

            Peggy, non ci perdere tempo, ho dato un’occhiata ad altre discussioni, è solo uno zuccone fuori di zucca. I suoi argomenti sono solo questi.
            Bisogna ignorarlo, semplicemente ignorarlo.

            Mi sembra molto pertinente , invece, la domanda di Mirella.
            Ma io non ho risposte adeguate.
            Dico solo che il titolo del pezzo è toccante e spero di riuscire presto a vedere il film.

            • Samuele scrive:

              In realtà cara la mia Robiola, tu sei stato il primo a non ignorarmi. Ma tant’è: sentirmi ignorato da un quaquaraqua’ come te, è punto di orgoglio. E adesso buon appetito….

              • robiola scrive:

                Zuccone mio, sei tu che hai scritto una cosa sciocca, che non si poteva ignorare, che mi ha incuriosito.
                Ora, per favore, lasciaci parlare di cose serie.

                • Samuele scrive:

                  Sono tutto orecchie. Tutto il mondo è in attesa del verbo di robiola. Illuminami, folgorami sulla via di Damasco, converti un peccatore miscredente….amen…alleluia a robiola!
                  A Robio': non sopravvalutarti.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Il Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, rappresenta da sempre un evento speciale per la BMW. La Casa di Monaco è infatti solita stupire presentando delle concept che anticipano modelli pressoché pronti a entrare in produzione. Quest’anno tocca a una delle roadster più affascinanti mai realizzate, oltre che una delle vetture più “anziane” della […]

L'articolo BMW Z4 Concept: una linea da urlo proviene da RED Live.

Nessuno fiati. Nessuno si muova. L’hanno fatto davvero! Hanno ridato vita alla storica sigla GSi. Un’icona per tutti i “figli degli Anni ‘80” cresciuti a pane e Opel sportive. Con buona pace della divisione OPC, la nuova versione high performance della Insignia Grand Sport – seconda generazione della berlina tedesca – tornerà a sfoggiare la […]

L'articolo Opel Insignia GSi: gradito ritorno proviene da RED Live.

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

Vi piace pedalare in collina? Se volete farlo in compagnia di migliaia di altri ciclisti, e con la possibilità di mettere alla prova il vostro spirito agonistico, l’occasione giusta è la 5° edizione della Granfondo Scott, in programma il 3 settembre 2017 con partenza e arrivo a Piacenza Expo. La manifestazione propone due percorsi, caratterizzati […]

L'articolo Granfondo Scott, al via il 3 settembre proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana