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Magnaschi (Italia Oggi): «L’Italia è entrata ufficialmente tra i Pigs»

luglio 14, 2011 Redazione

Pierluigi Magnaschi legge per Tempi le notizie più importanti della giornata: «Nell’immaginario collettivo degli investitori internazionali l’Italia è entrata nei Pigs, i paesi del Mediterraneo a rischio. Sull’orlo del precipizio le parti politiche si sono venute incontro, ma da lunedì ricomincerà tutto come prima. Non sono ottimista sull’andamento delle borse»

Pierluigi Magnaschi, direttore di Italia Oggi, ha selezionato per Tempi le notizie più interessanti di oggi: «Nell’immaginario collettivo degli investitori internazionali l’Italia è entrata nei Pigs, i paesi del Mediterraneo a rischio. Sull’orlo del precipizio le parti politiche si sono venute incontro, ma da lunedì ricomincerà tutto come prima. Non sono ottimista sull’andamento delle borse, martedì c’è stata solo una tregua e la una manovra così non aiuta».

Ieri opposizione e maggioranza hanno collaborato e si sono accordati per approvare la manovra entro il fine settimana e dare un segnale forte ai mercati.

E’ avvenuto sull’orlo del precipizio, un accordo positivo che serve per approvare la finanziaria rapidamente. Però è stato solo un episodio, perché da lunedì ricomincerà il solito bailamme. Purtroppo, come si vede in questi giorni, ha fatto più male all’Italia l’antiberlusconismo del berlusconismo. E’ vero che l’Italia è debole sul piano economico ma il nostro paese e Berlusconi vengono presentati all’estero come allo sbando. Seguendo i grandi siti internazionali, l’impressione che viene data è di totale inaffidabilità. E’ un errore grave, perché se sono un investitore del Canada e la prima cosa che viene fuori su google quando digito mafia è Berlusconi, io non investo più in Italia. E’ evidente che dare questa immagine all’estero da parte dell’opposizione e dei giornali è sbagliato.

Questo accordo non potrebbe essere il primo passo di un’inversione di tendenza nel clima politico?

Non credo, anche se lo auspico. Il costume politico attuale non è nato ieri, viene da Gramsci secondo cui in politica non esiste l’avversario politico ma solo il nemico da distruggere.

Ieri la borsa è andata bene rispetto ai giorni scorsi. L’Italia è fuori pericolo?

Non si sa come andrà a finire la storia, diciamo che ieri c’è stata una pausa. I Bot, anche se a tassi crescenti, sono andati bene, soprattutto perché ci sono state manine internazionali che ci hanno aiutato a farcela. L’andamento di ieri è positivo ma siamo lontani dal poter affermare “scampato pericolo”, come ho visto fare a molti giornali e politici.

Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi della stessa durata è molto simile a quello della Spagna, paese fortemente in crisi. Siamo davvero a questo livello?

Lo spread oscilla tra 280 e 300 punti base, cioè tra il 2,8 e il 3%. Ci avviciniamo alla Spagna. Per intenderci, se sono un investitore canadese che vuole investire in Europa, per prendere i titoli italiani, invece che quelli tedeschi, voglio un 3% in più come garanzia perché l’Italia è meno affidabile su una distanza di dieci anni. Ormai l’Italia è percepita dagli investitori internazionali come un paese mediterraneo a rischio, non ancora a livello di Grecia e Portogallo, che sono cotti, ma quasi. La Grecia è finita, se la si tiene in vita è solo perché le banche francesi e tedesche sono molto esposte, altrimenti sarebbe già fallita. Purtroppo, nell’immaginario collettivo degli investitori siamo inseriti ufficialmente nei Pigs.

La manovra che verrà approvata entro il fine settimana non ci farà uscire da questa situazione?

Questa manovra è solo un anticipo per prendere per i fondelli noi e i paesi esteri, ma gli investitori non ci cascano mica. Una manovra da 47,5 miliardi di cui quest’anno se ne realizzano solo 3, cosa vuoi che pensino? Che la cifra è indicativa e si rimanda la sua attuazione a un futuro incerto. Questo però non è sufficiente a riequilibrare i conti e a riassorbire il deficit gigantesco che abbiamo.

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