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Madonna vedrà pure i santi, ma Mdna è una suoneria da cellulare

marzo 19, 2012 Elisabetta Longo

L’ultimo disco della rockstar ha tanti motivetti facili facili, buoni appena per i videoclip. E il solito bricolage religioso serve solo a peggiorare la situazione

Gli anni passano per tutti, pure per le rockstar, ma non per lei, Madonna, l’unica in grado di cambiare abiti faccia stile e genere musicale per combattere il tempo e i nuovi avversari (leggi: lady Gaga). Il primo singolo della sua nuova opera musicale “Mdna”, Gimme all your luvin, lanciato sul palco del Super Bowl lo scorso febbraio, non aveva entusiasmato nessuno. Ritornello pop facilissimo da memorizzare e da ballare in salotto, perfetto per un videoclip in cui si contornava di cheerleader e due rapper donne (Mia e Nicky Minai). Insomma, roba giusta per fare da suoneria a un cellulare.

Incassate le critiche, Madonna ha aggiustato il tiro a un album di per sé molto dance e in linea continuativa con gli ultimi lavori, “Confession on a dance floor” e “Hard Candy”. Nel nuovo singolo Girls gone wild ritrova la collaborazione del superdj Benny Benassi, che già le aveva remixato il brano Celebration, citando nel testo il celeberrimo verso di Cindy Lauper Girls just wanna have fun. Diciassette tracce totali nell’edizione deluxe, non certo tutte memorabili. In Superstar riprende il mood da pon pon e motivetti, ma sentire una regina del pop che canta convinta un ritornello da show televisivo «ullallà, you’re my superstar, ullallà, i’m your biggest fan», è abbastanza spaesante. L’unica nota curiosa è che a fare i coretti c’è la figlia Lourdes.


Love spent è un pezzo riempipista facile facile, mentre I fucked up, uno dei più belli, serve a Madonna per fare un mea culpa pubblico: «I’m sorry, i made a mistake, nobody does it better than myself» (il probabile riferimento è al fallito matrimonio con Guy Ritchie). C’è anche posto per parlare un po’ di religione, quella che intende Madonna ovviamente. Dimenticata la kabbalah e la new age, Madonna torna al cristianesimo (si fa per dire) citando un po’ alla rinfusa in I’m a sinner san Cristoforo, san Sebastiano, sant’Antonio, Maria e Gesù Cristo. E aggiunge pure «mio dio mi pento e mi dolgo di tutto il cuore dei miei peccati». Francamente esagerata. Tanto quanto continuare a definirsi “girl”, ragazza, all’età di 54 anni.

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