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Ma perché il Venezuela non fa notizia? Il vecchio sogno della revolución socialista è duro a morire. Anche in Italia

marzo 5, 2014 Redazione

Il Corriere della Sera conferma: il «silenzio sulla repressione» di Maduro? Colpa dei politici e degli intellettuali con il mito di Chávez

La rivolta popolare in Venezuela contro il disastroso governo chavista di Nicolas Maduro e la repressione da parte di Caracas continuano a rimanere indubitabilmente in secondo piano rispetto alla crisi ucraina. Perché questa disparità di attenzione politica e mediatica? La settimana scorsa abbiamo pubblicato la lettera di una studentessa venezuelana che denuncia gli automatismi intellettuali delle élite progressiste, sempre pronte, in fondo, e chissà perché, a dare credito agli appelli del caudillo latino di turno (ieri Chávez, oggi il suo delfino Maduro) contro i fantomatici complotti imperialisti e fascisti nemici della “revolución”. Oggi il Corriere della Sera conferma: anche in Italia dietro al «silenzio sulla repressione» in corso nel paese sudamericano c’è il solito «falso mito» dell’eroe bolivariano.

DA VENDOLA AI GRILLINI. Se è vero infatti che perfino qualche divo di Hollywood ha iniziato a lanciare messaggi di sostegno ai manifestanti venezuelani (nonostante la nota passione chavista di alcune grandi star come Sean Penn e Oliver Stone), in Italia invece – scrive Luca Mastrantonio sul quotidiano milanese – «le orecchie fischiano ai tanti che ignorano o minimizzano la bufera nelle piazze di inizio 2014: gli intellettuali invaghiti di Chávez, come Gianni Vattimo, Gianni Minà e Toni Negri, e i politici che a sinistra hanno lenito le nostalgie marxiste con il chavismo, da Fausto Bertinotti a Nichi Vendola; a certa destra, invece, piaceva il revival peronista, mentre persino alcuni politici a 5 Stelle hanno fatto in tempo a elogiare il chavismo, in sintonia con certi fanatici dei beni-comuni».

IL SOGNO SOCIALISTA. A parte «qualche segnale di attenzione» da parte di singole personalità (il Corriere cita Paolo Maldini, Eros Ramazzotti e Jovanotti), resta dunque duro a morire il vecchio «ultimo sogno del socialismo reale». Sogno che, osserva, Mastrantonio, in Venezuela ha preso sotto Chávez il nome di «Socialismo del XXI secolo» e nonostante le squillanti promesse «dopo quindici anni raccoglie odio, divisioni e violenze». Il quadro tratteggiato dal giornalista del Corriere è devastante: «Cubanizzazione del Venezuela, avvenuta tra nazionalizzazioni forzate e un controllo dei prezzi e della valuta sempre più simile a un embargo verso i cittadini (…)», «inflazione alle stelle», «riduzione del Pil» e «svalutazione del bolívar», «mancanza dei beni di prima necessità», «criminalità diffusa e impunita». Mentre il petrolio è «sottratto ai privati e consegnato allo Stato, per arricchire la “boliborghesia” (la borghesia bolivariana) e tenere buono il popolo. Niente sviluppo». Una situazione di certo non meno drammatica di quello dell’Ucraina.

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4 Commenti

  1. giuliano scrive:

    non c’è niente da capire. I popoli europei hanno ormai il cervello irrimediabilmente leso dalla forsennata strategia politico comunista iniziata nel ’68, che ha imposto un salto antropologioco alla visione marxista, portandola da un livello socio politico a un livello filosofico religioso che ha permeato l’anima e la vita delle genti. L’essere di sinistra è stato innalzato alla condizione umana ideale, nel lavoro, nella scuola, in ogni ambito. L’essere di sinistra ha sostituito l’essere cattolico ante ’68. Tutto ciò non si può cancellare e ha fatto sì che i suoi frutti velenosi siano oggi al massimo della maturazione. Ormai non c’è più cura bastante a rinsavire, perciò e meglio che si vada al disastro completo, e manca poco, e forse dopo si risveglieranno le coscenze

    • Giannino Stoppani scrive:

      Scusa Giuliano, ma fissando al ’68 l’anno di nascita della doppia morale dei sinistri, tu intendevi forse il 1768 (millesettecentosessantotto)? In tal caso permettimi di farti notare che lo straordinario fenomeno che prende il nome di paraculite schizofrenica sinistroide si è manifestato nella storia umana assai prima di quanto tu ottimisticamente creda.

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