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Ma come fate a fidarvi di quelli?/2 La Corea del Nord viola gli accordi dopo tre settimane

marzo 20, 2012 Leone Grotti

Gli Stati Uniti fanno una bella figuraccia. Il regime comunista ha annunciato che tra il 12 e il 16 aprile farà test balistici per missili che possono portare testate nucleari. Solo tre settimane fa aveva promesso agli Usa di interrompere le attività nucleari. Perché l’America si fida ancora?

«Il nostro governo ritiene che il cosiddetto “piano per il lancio di un satellite” della Corea del Nord sia una grave provocazione che mira a testare la tecnologia balistica dei missili come mezzi per sviluppare armi nucleari a lunga gittata». Così il portavoce del presidente sudcoreano ha commentato l’annuncio di venerdì scorso da parte del regime comunista che tra il 12 e il 16 aprile verrà lanciato nello spazio un satellite. «Il nostro lancio del satellite è un problema che riguarda solo i nostri diritti sovrani di Stato indipendente» si legge su un comunicato dell’agenzia di Stato. «Sarebbe un errore pensare che noi vi rinunceremo. Nessuno infatti ha il diritto di impedirci di lanciare il Gwangmyungsung 3».

Il lancio, secondo quanto si apprende dalla Corea del Nord, deve festeggiare il 100mo anniversario dalla nascita di Kim Il-sung, padre della patria e nonno dell’attuale leader Kim Jong-un. Pochi però si fidano degli annunci fatti dal regime perché i lanci di satelliti sono sempre stati usati come mezzi per testare missili a lunga gittata, in grado di raggiungere gli Stati Uniti. Anche per questo Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha votato una risoluzione che vieta alla Corea del Nord di realizzare test missilistici balistici o attività nucleari.

Non sono passate neanche tre settimane dal 29 febbraio, quando gli Stati Uniti hanno annunciato di aver raggiunto un accordo con il regime comunista: in cambio della sospensione da parte di Pyongyang del programma nucleare, Washington avrebbe inviato ingenti aiuti alimentari, che servono alla dittatura per impedire alla gente di morire di fame e per rafforzarsi così al potere. Il portavoce del dipartimento di Stato americano, Victoria Nuland, ha reagito così all’annuncio del test missilistico nordcoreano: «Ci chiediamo se quando abbiamo raggiunto un accordo con la Corea del Nord, loro fossero in buona fede. Noi infatti li avevamo avvertiti che avremmo considerato un lancio di satellite come un modo per stracciare l’accordo. Questo ci fa pensare sulla loro capacità di mantenere un accordo».

Tutte le osservazioni di Nuland sono logiche e corrette, il suo ragionamento non fa una piega e il suo disappunto è in tutto e per tutto comprensibile, visto che l’America ha fatto una vera e propria figuraccia. Quello che non si capisce è come facciano gli Stati Uniti a fidarsi ancora della Corea del Nord, che ogni volta che si trova sul lastrico e sull’orlo del baratro baratta interruzioni del programma nucleare per tonnellate di cibo. L’amministrazione Obama pensa di aiutare il popolo nordcoreano attraverso l’invio di aiuti alimentari, ma come può trattare con un regime che tiene più di 200 mila persone nei campi di concentramento, che non permette alla gente di praticare la religione, che manda ai campi di lavoro chi critica il governo, che giustizia quelli che cercano di scappare dal paese e che la Cina è sempre pronta ad aiutare?

Come diceva il dissidente nordcoreano Choi Song Min a tempi.it: «Le potenze straniere pensano di fare la cosa giusta inviando aiuti alimentari ma devono sapere che il cibo non viene neanche toccato dalla gente, anzi, viene usato per rafforzare il regime. Gli aiuti alimentari non servono più a niente. Dovrebbero invece fare pressione politica sul regime perché impedisca che la gente muoia di fame e la lasci uscire dai piccoli buchi in cui vivono».
twitter: @LeoneGrotti

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