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«Ma allora perché ci avete invitati?»

aprile 21, 2015 Silvia Vayra - Carlotta Moro - Filippo Irone

Tre cattolici, coinvolti a Ferrara dal Comune in una serie di incontri sulla famiglia, scoprono che le loro opinioni non saranno considerate perché non in linea con la promozione delle unioni civili

marino-trascrizione-matrimoni-gay-roma-h-ansaInvitati dal Comune di Ferrara, Silvia Vayra, Carlotta Moro e Filippo Irone hanno partecipato a una serie di incontri promossi dall’assessorato alle Pari Opportunità sul tema “Nuovi diritti nuove famiglie”. Questa è la lettera che ci hanno inviato per raccontarci cosa è successo.

Caro direttore, siamo stati invitati agli “incontri partecipati” promossi dal Comune di Ferrara (Assessorato alla Pubblica Istruzione, Formazione, Pari Opportunità) sul tema: “Nuovi diritti nuove famiglie, incontri partecipativi di discussione e raccolta proposte su convivenze, affetti, differenze discriminazioni” (ben 6 incontri). L’intenzione che ci è stata manifestata era quella di recepire osservazioni e proposte del mondo cattolico su questi temi, in una logica di confronto e dialogo. Abbiamo aderito con entusiasmo alla proposta. All’apertura il Sindaco ha introdotto i lavori sottolineando lo scopo e il metodo degli incontri: a tema ci dovevano essere i problemi vissuti dalle famiglie nel vivere quotidiano, seguendo un metodo operativo così dettagliato: «La Giunta ha deciso di non procedere con forza imponendo autoritariamente delle decisioni, ma in un dialogo aperto con le famiglie che possono esprimere le ragioni all’interno della vita sociale… mettendo a confronto tutta una serie di dati che entrano dentro il problema cercando di scoprire le ragioni profonde  delle diverse posizioni che su questo tema si confrontano… Prima di tutto è una esperienza di confronto. Fare un percorso di valorizzazione dell’esperienza che giri intorno alla maternità e alla paternità in maniera significativa».

Si sono aperte le danze, ed è emerso subito tutto il desiderio di dialogare e di esprimere le proprie ragioni. Ma che sorpresa quando il giorno prima del secondo incontro arriva il “report” che – nelle note metodologiche redatte dalla “facilitatrice” – precisa lo scopo del percorso: unicamente quello di riempire di contenuto il registro delle unioni civili, con riconoscimento di tutele a favore delle copie omosessuali. Gli interventi che non vanno nella direzione di tali obiettivi non saranno ritenuti  pertinenti; non verranno inseriti nel documento finale inviato alla Giunta Comunale.

Anziché valorizzare tutti gli interventi e le posizioni, veniamo discriminati all’origine decidendo quali interventi siano pertinenti e quali no: se non condividi l’obiettivo già stabilito all’inizio dei lavori sei cancellato! Ma allora perché ci avete invitati?

L’unica cosa positiva, che l’istituzione non ha potuto eliminare, è stata l’emergere in molti dei partecipanti del desiderio di dialogare, di esprimere ragioni che partivano dalla comune esigenza di verità, di bene, di giustizia, che superava infinitamente il tentativo ideologico di incastrare la discussione dentro la scatola preconfezionata.

Non vogliamo essere trattati da burattini ma da persone, e per questo non ci servono incontri dove la nostra personalità e la nostra identità vengono censurate e represse, bensì luoghi in cui ci sentiamo provocati a riscoprire la nostra vocazione a vivere da uomini e donne impegnati con noi stessi e con la realtà. Questo per noi è il ruolo autentico che le Istituzioni devono garantire ai cittadini, certi che la comune radice umana potrà essere l’unico “facilitatore del dialogo”, e solo partendo da essa potrà nascere un’amicizia che supera le differenze, e aiuta a vivere da protagonisti la costruzione del bene comune.

Silvia Vayra
Carlotta Moro
Filippo Irone

Foto Ansa

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14 Commenti

  1. Nino scrive:

    Mi sono andato a leggere il sito, l’obiettivo della iniziativa è chiaramente descritto nella delibera comunale del 13 febbraio 2015 : non è messa in discussione l’esistenza dell’Elenco (delle unioni civili) o la sua validità per coppie dello steso sesso!

    Quindi è ovvio che se l’intervento degli autori del post era in quella direzione era ovvio che non sarebbe stato preso in considerazione

    • Giannino Stoppani scrive:

      Quindi è ovvio che fanno bene a domandarsi che cavolo li hanno invitati a fare.

      • Nino scrive:

        @Giannino Stoppani: quello che volevo dire è che avrebbero dovuto chiederselo (e chiederlo) subito, non al secondo incontro. La lettera fa trasparire l’idea che la situazione sia stata cambiata in corsa, mentre era chiara fin dall’inizio. Tutto qui.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Quello che voglio dire io è che col senno del poi uno va a spulciare le delibere e si rende conto di essere stato preso per le mele.
          Resta il fatto che si tratta di una cosa senza senso alcuno se non quello del tentativo di salvare le apparenze da parte di gente ipocrita.

          • Nino scrive:

            Vedi … in questo commento a mio avviso c’è un giudizio gratuito ed abbastanza offensivo su chi gestisce il processo di cui si parla.

            Delle persone sono state invitate a dare un contributo ad un progetto i cui contenuti erano chiarissimi (ed io se vengo invitato stai certo che mi informo). Potevano declinare dicendo che il progetto in sè era basato su concetti che loro non condividevano e la cosa finiva lì. Se non fossero stati invitati avresti detto che la loro esclusione mostrava disinteresse e poco rispetto per chi quel progetto non lo condivideva.

            Loro hanno partecipato e nella discussione (da quel che capisco) hanno espresso liberamente le loro opinioni, ma i loro contributi sono stati al di fuori dello scopo del progetto e per questo non inseriti nel documento finale.

            Io trovo il comportamento del progetto corretto (poi si può andare a sindacare sulla delibera, che comunque è stata approvata dalla maggioranza) e quello dei tre firmatari della lettera poco attento

            • Giannino Stoppani scrive:

              Tu trovi “il comportamento del progetto corretto”, io lo trovo ridicolo e ipocrita, visto che in un regime democratico le decisioni si prendono dopo le discussioni e non prima.
              Era meglio risparmiare i soldi dei cittadini che spenderli per organizzare incontri solo per far finta di essere tolleranti
              Ti faccio notare che non sempre paga cavillare su concetti di buonsenso elementare.
              Ti conviene spremere le tue meningi per altri scopi.

              • Nino scrive:

                Si, io trovo il comportamento del progetto correttissimo e aderente alla delibera comunale. Al limite si può criticare il comune, ma secondo me neanche perché il comune ha decisi di effettuare delle attività mirate a migliorare l’efficienza il registro delle unioni civili (che non riguarda solo gli omosessuali) non a metterne in dubbio la sua validità né l’accesso allo stesso da parte delle coppie omosessuali.

                Facendo un paragone, è come se lo stato creasse un gruppo di lavoro per migliorare la legge 194, ed invitasse anche Il Movimento per la Vita (che se non fosse invitato ovviamente si sentirebbe, giustamente, emarginato) ma rifiutasse di prendere in considerazione (e quindi mettere nel documento finale) la affermazione che “per migliorare la 194 la cosa migliore è abolirla”

                • Giannino Stoppani scrive:

                  Tu trovi normale che una coppia con figliolanza a carico pratichi il sadomasochismo e che te lo venga pure a raccontare (magari mostrandoti pure qualche diapositiva), quindi direi che il fatto che tu trovi “correttissimo” pure un “progetto” in cui prima si decide e poi si discute non mi stupisce più di tanto.

                  • Nino scrive:

                    ma che risposte di spessore. Io trovo normale che se si decide di ristrutturare una casa si chieda consiglio a tutti sul come ristrutturarla, ma non si prenda in considerazione l’ipotesi di raderla al suolo. Altrimenti si sarebbe deciso di raderla a l suolo e si sarebbe chiesto consiglio su come farlo.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Ecco, appunto, che glielo chiedi a fare il preventivo all’impresa di demolizioni se l’idea di demolire l’hai scartata in partenza?

    • Luigi Amicone scrive:

      Grazie a Camillo Podda. LA

      • GKC scrive:

        Negli anni 70 del secolo scorso una giunta comunale monocolore PCI si era gemellata con un ente analogo della DDR e periodicamente i consiglieri comunali di tutti gli schieramenti erano portati in gita presso questo paese per gli “scambi culturali”. Si può immaginare la sorpresa che provò un consigliere di minoranza quando incontrò i suoi colleghi di minoranza (CDU e Partito Agrario) presenti nel locale consiglio comunale.
        Cito da Wikipedia:
        “La posizione dominante nel sistema politico era affidata alla Sozialistische Einheitspartei Deutschlands (SED, Partito Socialista Unificato Tedesco), formata dalla fusione forzata dei comunisti del KPD coi socialisti dell’SPD, con la finalità della costruzione di una società senza classi. Questo partito però, contrariamente a quanto avveniva in altri regimi comunisti, non si vedeva attribuito dalla Costituzione il ruolo di partito guida. Esso non era l’unico partito ammesso. Il SED era infatti affiancato da altri quattro partiti: i democratico-cristiani dell’Unione Cristiano Democratica, gli agrari del Partito Democratico Rurale, i liberaldemocratici del Partito Liberal-Democratico di Germania e i nazionaldemocratici del Partito Nazionale Democratico. Il ruolo di questi quattro partiti era quello di raggruppare le classi piccolo-borghesi e contadine intorno al progetto politico operaio del SED. Un deputato della CDU ricoprì, ad esempio, per oltre sette anni la presidenza del Parlamento; un funzionario del partito presiedette per anni il Tribunale Superiore. Raccolti nel Fronte Nazionale, i cinque partiti controllavano ogni aspetto della vita politica, economica e sociale, centrale e locale, del Paese.”

        Come si vede le analogie con la situazione attuale non mancano. Pluralismo si, ma all’interno di un progetto precostituito e non modificabile. Come poi è andata a finire lo sappiamo.

  2. Martino scrive:

    Vi hanno chiamato per isolarvi. È ovvio.
    Dico anche: con cinico razzismo.

    Preparatevi ad essere discriminati e, in virtù del Vangelo, rallegratevi!

  3. Valerio scrive:

    Il problema maggiore e’la completa afasia,meglio il completo rincoglionimento della gente comune,in maggioranza battezzati ma lungi dal comprendere qualsiasi cosa che c’entri con l’essere e il vivere da cristiani .Le anime belle hanno vinto una enorme battaglia.. per ora …

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