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Lupi: «Ncd chiederà a Renzi due miliardi e mezzo per famiglie e imprese»

febbraio 18, 2014 Redazione

Il ministro delle Infrastrutture anticipa alcuni dei punti che Alfano proporrà di inserire nel «patto di legislatura» con il premier in pectore

Mentre il presidente del Consiglio in pectore Matteo Renzi avvia le consultazioni con i partiti in vista della formazione del governo che dovrebbe arrivare, secondo l’annuncio dello stesso Renzi, entro sabato, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi anticipa in una intervista ad Avvenire alcuni dei punti che il Nuovo Centrodestra metterà sul tavolo questa sera (l’incontro tra l’ex sindaco di Firenze e Alfano è previsto per le 19) come condizione per partecipare all’esecutivo: «Chiediamo che si investa un miliardo di euro in misure in favore delle famiglie e un miliardo e mezzo per finanziare un vero Piano casa», spiega Lupi, che pretende da Renzi un «patto di legislatura» che sia «un contratto alla tedesca, dettagliato e condiviso».

FAMIGLIE. Per la precisione, continua il ministro, sono 10 i capitoli che Ncd vuole inserire nel patto, «partendo dalle riforme costituzionali, ma che comprendano anche interventi concreti, e non promesse, per le famiglie, per le piccole e medie imprese, per i lavoratori». Per la precisione, «servono detrazioni vere per i figli, riconoscimento degli investimenti dei genitori nella loro educazione e sostegno concreto a chi cerca una casa», poiché secondo Lupi sono proprio «le famiglie, specie quelle numerose», ad aver «pagato il prezzo più alto della crisi, surrogando il welfare deficitario».

IMPRESE. Ma, sempre a proposito di crisi, c’è ovviamente un altro pezzo di società chiaramente «in sofferenza». Le Pmi e gli artigiani, ricorda Lupi, sono oppressi «da carichi che bisogna alleggerire, cancellando il fardello della burocrazia e tagliando le tasse sui beni strumentali (negozi, aziende). Sul fronte del lavoro, bisogna introdurre elementi premiali per chi assume giovani a tempo indeterminato. E ancora, si deve ridurre il peso delle tasse su stipendi e salari».

COPPIE GAY. Quanto ai potenziali nodi di possibile disaccordo con la piattaforma del futuro governo Renzi, il ministro di Ncd dice un no secco a «politiche ostili alle imprese» e a «misure, come dire, a favore della disoccupazione», come per esempio il salario minimo garantito: «Non è una buona idea investire risorse per garantire una situazione che comunque resta di disoccupazione», spiega Lupi. «È meglio destinarle per far aumentare il tasso di persone occupate. Vista la penuria di risorse, occorre avere ben chiare le priorità». Parziale apertura, invece, sulle coppie dello stesso sesso: «Va bene regolarle nel codice civile» purché «senza tirare in ballo istituti come il matrimonio, l’adozione e la reversibilità».

BERLUSCONI. Nell’intervista ad Avvenire Lupi affronta anche temi più strettamente “politici”. Quali poltrone chiederà Ncd a Renzi?  Interno, Trasporti e Salute? «È una questione di programma, non di poltrone», replica il ministro, pur precisando che «è chiaro che la squadra del governo dovrà ben rappresentare i partiti che lo sostengono». Non sarebbe digeribile, ad esempio, l’ipotesi di Romano Prodi all’Economia: il suo è un nome troppo «divisivo». E i rapporti con Berlusconi? «Chi gli ha suggerito la frase infelicissima sugli “utili idioti” non gli ha fatto un favore», dice Lupi. E ancora: «Chi crea divisione rifletta sulla sconfitta alle regionali in Sardegna», dove il governatore uscente Ugo Cappellacci del centrodestra è appena stato sconfitto da Francesco Pigliaru (con, rispettivamente, il 39,3 per cento dei voti contro il 42,5). «Nel centrodestra – conclude il ministro – bisogna dar vita a una nuova classe dirigente e un buon padre dovrebbe compiacersi quando i figli diventano grandi».

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6 Commenti

  1. Giulio Dante Guerra says:

    Tutto bene, salvo quell’apertura alle coppie gay. La storia recente di Francia e Regno Unito ha dimostrato che qualunque forma di “riconoscimento giuridico” si è rivelata nient’altro che un grimaldello per aprire la porta al “matrimonio” fra persone dello stesso sesso. Bisogna, invece, ribadire con forza che il sesso è una realtà biologica, definita dai cromosomi: in breve, chi è XY è maschio, e deve comportarsi da maschio, e chi è XX è femmina, e deve comportarsi da femmina; almeno nei rapporti pubblici, sanciti per legge, come il matrimonio. Poi, a casa sua ciascuno faccia quel che gli pare, purché, ovviamente, non coinvolga i/le minorenni.

  2. marzio says:

    Mi fa piacere che i liberali del centrodestra si ricordino che lo Stato , facendo degli investimenti ,può essere promotore di sviluppo economico, vista la fobia che hanno nei confronti di ogni intervento statale.Comunque sarebbe altrettanto opportuno costringere le grandi banche a riaprire il rubinetto del credito nei confronti delle pmi e delle famiglie, invece di fare solo investimenti in campo finanziario. In caso contrario , rinazionalizzazione dii qualche grossa banca e concessione di prestiti a tassi agevolati.Comunque mai usciamo dall’eurozona e mai risaliremo, a tale proposito, l’idea di resuscitare prodi mi sembra purtroppo emblematica della direzione prenderà il governo renzi.Grazie alla redazione per l’interessante articolo.

  3. Malossi Alberto says:

    Caro Ministro, meno voglia di potere e più fermezza sui problemi etici della Famiglia e lobby LGBT.
    I soldi sono importanti ma senza etica sono sterco del diavolo e nemici dell’uomo, abbia il coraggio di passare all’opposizione e non sia schiavo del potere e della sinistra.
    Mi delude la sua bramosia, Gius e il Movimento non le hanno insegnato niente?

  4. Guido says:

    Ma basta parlare sempre di NCD, un autentico 0 politico, su Tempi …

  5. leo aletti says:

    ma si è bevuto il cervello, il futuro e attuale ministro Lupi. Non vado oltre solo per discrezione.

    • giovanna says:

      Non so cosa possano rappresentare interventi simili a quelli di Guido e Leo Aletti: non entrano nel merito di niente dell’articolo, solo sfogo istintivo .
      Così non si costruisce nulla: Grillo ha fatto strada, non c’è che dire.

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