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Lupi: «Ieri sera a Porta a Porta noi del Pdl abbiamo mandato in scena il miglior spot per il Pd»

novembre 29, 2012 Redazione

Sul proprio blog il vicepresidente della Camera scrive: «Renzi e Bersani si confrontavano su scuola, lavoro e giovani, noi sembravamo marziani che discutevano ancora delle primarie». E poi «Alfano e Berlusconi devono chiarirsi»

Sul suo blog il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi ha pubblicato un post relativo alla sua partecipazione di ieri sera alla trasmissione di Bruno Vespa Porta a Porta, andata in onda immediatamente dopo il confronto tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi sulle primarie. Scrive Lupi: «Ieri sera ho partecipato a Porta a Porta. Mi dispiace molto che sia andato in scena il miglior spot per il partito democratico». Oltre a Lupi, nel salotto di Vespa erano presenti altri esponenti del partito: Daniela Santanchè, Giorgia Meloni e Mariastella Gelmini.
«Mentre Renzi e Bersani si confrontavano su scuola, lavoro e giovani, – scrive Lupi – noi sembravamo marziani che discutevano ancora delle primarie. Se farle o no. Delle discussioni tra Berlusconi o Alfano. Bisogna avere il coraggio della responsabilità e riprendere l’audacia della costruzione».

LE PRIMARIE. In un altro post, poi il vicepresidente della Camera scrive: «Una considerazione sincera sulla situazione del Popolo della Libertà: il segretario e il presidente del Pdl devono chiarirsi».
Ecco il suo ragionamento: «Ho sempre creduto che le primarie fossero uno strumento particolarmente utile per scegliere il candidato alla presidenza del Consiglio anche per il Pdl. Come dimostra quanto sta succedendo nel Pd, rappresentano infatti la modalità più immediata ed efficace di fronte agli elettori e non nel chiuso di conciliaboli più o meno ufficiali per un confronto serio aperto, franco e a volte anche duro sui contenuti, sulle diversità di posizione che convivono all’interno dello stesso partito, sapendo che la differenza ricondotta a una guida è una ricchezza e non un limite; sono un fatto di democrazia pubblica non di resa di conti interna. Le primarie, infine, favoriscono una partecipazione cosciente e significativa alla vita di un partito».
«Per questi motivi – prosegue Lupi –, nonostante le difficoltà organizzative ed economiche che ho ben presenti, in qualità di responsabile organizzativo del partito, ho sostenuto il segretario del Pdl Angelino Alfano nel mantenere la data indicata dall’Ufficio di presidenza, il 16 dicembre prossimo, per il loro svolgimento».

NON C’E’ NIENTE DI PIU’ DANNOSO DELL’INUTILE. «Ad oggi Alfano non ha deciso se mantenere questa scadenza o se posticiparla. Io penso, ed è quello che ho pubblicamente espresso durante la puntata di mercoledì 28 novembre di Porta a porta, che chi crede nelle primarie, e non vuole che siano un rituale formale dall’esito predefinito, voglia sapere con certezza quale sia la proposta politica sulla quale è chiamato a esprimersi, quale la compagine di partito, quali i candidati premier. Non si può far finta che quello che succede non sia successo. A diciotto giorni dalla data fissata l’intervento del presidente del Pdl Silvio Berlusconi ha aperto su tutti questi su temi più di un interrogativo. Se il presidente e fondatore di un partito dopo aver annunciato il suo passo indietro dichiara di voler tornare in campo ricandidandosi alla guida del governo, se fa sapere di coltivare l’idea di un nuovo partito ma di non essere ancora deciso nel metterla in pratica, se si ipotizza che parte del Pdl potrebbe o dovrebbe confluire in una nuova formazione di destra… su che cosa chiamiamo a esprimersi i nostri elettori? Non c’è niente di più dannoso dell’inutile. Meglio, allora, che prima vengano chiarite le questioni politiche fondamentali che hanno rimesso in discussione un cammino intrapreso dal gruppo dirigente del Pdl e sancito nei suoi organi direttivi. Detto in modo più semplice: il segretario e il presidente del Pdl devono chiarirsi. Non è una questione personale, è un problema politico: con quale partito e con quale leadership ci presentiamo al paese?
Ci sarà poi una decisione da prendere negli organi di cui ci siamo dotati per garantire una conduzione democratica del partito, in primis l’Ufficio di presidenza. Solo allora, spero molto presto ché i problemi del Paese non hanno il tempo di aspettarci troppo, si potrà parlare con cognizione di causa di primarie e di tutto quello che implicano anche per il rilancio del Pdl».

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8 Commenti

  1. Stefano scrive:

    E mentre il governo che lui sostiene uccide le scuole paritarie Lupi si preoccupa di queste c..ate?

  2. Anto100 scrive:

    Il PDL si è’ suicidato! Se non lo hanno capito, lo capiranno ben presto…

  3. Alessandro scrive:

    Il Pdl non esiste più…se la stanno suonando e cantando da soli. C’è molto smarrimento nell’area liberaldemocratica che non sarà certo il “ritorno del cavaliere nero” a risolvere. Game Over

  4. Roberto scrive:

    Si pende ancora dalle labbra di una persona, se decide, se non decide, e gli altri a dire un giorno si fanno le primarie e l’altro per dire che forse non si fanno. Questo è il teatro dei burattini, col rispetto dei burattini.
    Si sta dimostrando, ancora una volta se ce ne fosse stato bisogno che si sta a ruota di una persona. Non si ragiona e si prendono decisioni in autonomia e con coraggio di scelte.
    Alfano è o non è il segretario? Penso che non lo sia mai stato.
    Questo evidenzia ancora che il partito (?) è una persona. Se pure dovesse decidersi per la nuova discesa in campo ed il partito dovesse ricompattarsi, significa semplicemente rimandare l’implosione.
    Ci sono uomini nel pdl che abbiano il coraggio di decidere?

  5. gmtubini scrive:

    Mi pare che, da parte del PDL, ci sia la volontà di perdere le elezioni. In Toscana tale intento poco democratico si è già palesato in tante occasioni, tanto da far ritenere a molti dei miei concittadini, non allineati col potere rosso, che tra i partiti principali ci sia un accordo per spartirsi la torta. Ci vorrebbe un azzeramento totale subito (quello della sinistra ci sarà quando avranno sgovernato per un poco).

  6. Rosa Ana Genghini scrive:

    Caro Lupi,
    lodevoli le tue parole, peccato però che si riferiscano ad un partito morto, popolato da sopravvissuti orfani e confusi. Potrai obiettare che non è per tutti così, ma allora non ti sembra più dignitoso prendere una posizione netta e dissociarsi e magari dimettersi piuttosto che rendersi complici di un simile sfascio? Come si fa difendere l’indifendibile? Ma tu e gli altri amici che fanno politica richiamandosi all’esperienza cristiana non avete nessun’altra possibilità se non quella di pendere e dipendere dalle decisioni di Berlusconi e dalle oscillazioni di Alfano? Da povera elettrice sono veramente affranta.

  7. luigi lupo scrive:

    L’incoerente Lupi, sempre lui, da ancora una volta il meglio di se. Elencare tutte le incoerenze espresse in queste articolo aggiunte al suo intervento a Porta a Porta, sarebbe come sparare sulla croce rossa e quindi mi astengo.
    Un solo consiglio, dia le dimissioni da un movimento politico che non rappresenta i valori umani che lui sbandiera tanto.
    Se dovesse dare le dimissioni vorrebbe dire che è sulla strada della guarigione dalla malattia del’incoerenza.
    Auguri.

  8. Roberto scrive:

    Eliot parla di un Tempio che deve essere abbattuto e ricostruito, egli si riferisce alla Chiesa.
    Qui molto più umilmente si tratta di ricostruire non tanto un partito ma una realtà in cui un popolo si possa identificare. Mi pare che la sede del partito sia “Via dell’Umiltà”. Ecco cosa ci vuole: in umiltà abbattere e ricostruire. Solo dalle macerie credo che oggi si possa ricostruire un ambito in cui potersi ritrovare.
    Anche se questo dovesse passare attraverso una opposizione in parlamento. Occorrono persone e idee per guardare oltre il contingente, avere un ampio respiro. Alla luce dei fatti, credo sia necessario oggi attraversare il deserto.

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