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Dopo il LoveIsLove c’è il netloving. Ecco il poliamore, la polifamiglia e la polifedeltà

ottobre 25, 2015 Aldo Vitale

Aumentano i casi di unioni “poliaffettive”, teorizzate da Jacques Attali e rilanciate dal Gay Pride. Cosa sono e cosa c’è in ballo

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«A Diogene fu chiesto quale sia il tempo opportuno per sposarsi. La sua risposta fu questa: “Quando si è giovani non ancora, quando si è vecchi mai più”»: questo aneddoto biografico racconta Diogene Laearzio intorno alla figura e al pensiero del filosofo cinico Diogene di Sinope per il quale il matrimonio è in sostanza qualcosa da evitare.

Non si può non concordare con il filosofo sinopita alla luce di ciò che sta avvenendo in questi anni, cioè lo scempio dell’istituto giuridico del matrimonio, sottoposto a stiramenti e compressioni di ogni tipo solo per soddisfare le esigenze e i desideri di alcuni, distorcendo la natura stessa del diritto in sé e per sé considerato, non più espressione di razionalità, ma di volontà assoluta: non ratio, sed voluntas facit legem!

Lo si era già intuito lo scorso marzo allorquando dalla Thailandia si è saputo che tre uomini hanno deciso di sposarsi tutti insieme, o ancora quando, più recentemente, in Canada una coppia omosessuale ha deciso di divorziare per fare entrare un terzo elemento e creare tutti insieme una famiglia con tanto di prole ricorrendo al prestito d’utero della sorella di uno dei tre.

Così, non dovrebbe suscitare meraviglia la notizia che adesso giunge dal Brasile, cioè che un notaio ha regolarizzato una “unione poliaffettiva” tra tre donne.

Alla base di tutte le suddette richieste c’è la pretesa di riconoscere e tutelare la relazione d’amore tra le persone coinvolte, ignorando la non trascurabile circostanza per cui l’amore, come del resto l’odio o l’amicizia, non è un bene giuridicamente rilevante e tutelabile.

La questione, tuttavia è molto più complicata della “semplice” legalizzazione della poligamia, poiché qui si tratta di qualcosa di nuovo, cioè di poliamore.

Mentre la poligamia o la poliandria, infatti, rappresentano un rapporto matrimoniale rispettivamente tra un uomo e più mogli, ma pur sempre bilaterale, cioè dell’uomo da solo con ciascuna moglie, e tra una donna e più mariti, cioè della donna da sola con ciascun marito, il poliamore introduce una variabile ulteriore, plurilaterale, cioè la relazione matrimoniale e legale anche tra tutte le mogli o i mariti fra loro.

L’idea non è certo del notaio brasiliano, ma si può ascrivere al noto sociologo e finanziere internazionale Jacques Attali, il quale, nel tempo libero, scrive opere sull’amore e congegna meccanismi simili. Scrive, infatti, spiegando il meccanismo e il funzionamento del poliamore: «Un giorno il sentimento amoroso potrà essere talmente intenso da implicare più persone alla volta […]. Nascerà così una nuova tipologia di relazioni che sarà meglio denominare netloving, in analogia con networking: uomini e donne potranno avere relazioni sentimentali e/o sessuali simultanee, trasparenti e contrattuali con più persone che avranno a loro volta partner multipli. A seconda delle situazioni giuridiche verranno distinte diverse forme di netloving: il poliamore, in cui ciascuno potrà avere più partner sessuali distinti; la polifamiglia, in cui ciascuno apparterrà a più famiglie; la polifedeltà, in cui ciascuno sarà fedele a tutti i membri di un gruppo dalle sessualità multiple».

La questione è ben più che mera teoresi strampalata o ipotesi utopistica, come, tra i tanti esempi citabili, testimonia il documento politico del gay pride di Roma dello scorso giugno 2015 in cui, per la prima volta (rispetto ai precedenti simili eventi), gli organizzatori, oltre l’omoconiugalità e l’omogenitorialità, al punto 6 delle loro pretese, rivendicano, appunto, «il riconoscimento dei poliamori e delle diverse forme di affettività e di relazione che ciascuna e ciascuno di noi ha scelto liberamente».

Questo è ciò che accade allorquando si pretende di mettere da parte le ragioni e la natura del diritto per tentare di legalizzare i desideri e le esigenze che di volta in volta si vengono a manifestare nei singoli o in alcuni gruppi più o meno organizzati e più o meno influenti.

Alla base di tutto vi sono due sostanziali equivoci, uno più grave dell’altro.

Il primo, che la famiglia non abbia una sua essenza ed una sua propria giuridicità costitutiva, così da poter considerare famiglia tutto ciò che nel corso del tempo si auto-propone come tale.

Il secondo, che il diritto non sia qualcosa di universale e di afferente alla natura razionale dell’uomo, ma (idea al cui orizzonte si stagliano pericolosamente tutti gli ordinamenti degli Stati totalitari) che il diritto sia qualcosa di particolare, anzi, un mero strumento, il mezzo con cui legalizzare e rendere lecito ogni capriccio dell’essere umano.

Battersi contro simili distorsioni, dunque, non è né una battaglia ideologica o confessionale, né mero pregiudizio omofobico, ma semplice difesa della natura delle cose e soprattutto del diritto, tenendo ben a mente la lezione di un padre della civiltà giuridica occidentale come Cicerone che, tra i tanti possibili esempi citabili in tal senso, ha avuto modo di insegnarci «che non su una convenzione, ma sulla natura è fondato il diritto».

Foto da Shutterstock


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41 Commenti

  1. leo aletti says:

    Aumentano i “pirla”.

  2. doroty says:

    Per favore chiamatelo come volete ma non chiamatelo amore!

  3. Francesco M. says:

    Il sonno della ragione genera mostri

  4. Sebastiano says:

    Ullallà, e dopo che in molti lo avevamo amplissimamente previsto, che diranno adesso i nostri troll-eroi dell’ammmoooore? Che quelli del Gay pride sono “omofobi”? o che sono “compagni che sbagliano”?
    P.S.: pagina da salvare e ricopiare a futura memoria in occasione dei loro prossimi deliri.

  5. Emanuele says:

    Aspetto con ansia i commenti dei dei nostri amici progressisti (Nino, Michele, etc.) che ritenevano degne di tutela solo le unioni a due (etero o omo), poiché sono le uniche paritetiche…

    Saranno contrari a queste forme di policoniugalità, affermando di fatto che esistono amori di serie A e di serie B? O cederanno al dio #loveislove, accettando pure queste nuove strampalaterie?

  6. Daniele says:

    Cicerone aveva torto: proprio su una convenzione è fondato il diritto e non sulla “natura”, per la semplice ragione che la “natura” non esiste. È un’astrazione, un costrutto puramente mentale. Gli uomini chiamano “natura” ciò che gli fa comodo, ciò che corrisponde alla loro visione del mondo in un dato momento storico- sociale.
    L’appello alla natura è stato usato per giustificare le peggiori ingiustizie, come la schiavitù e il razzismo (perché era “naturale” che ci fossero popoli dominatori e popoli dominati, razze superiori e razze inferiori) e la negazione dei diritti delle donne (perché per “natura” le donne erano fatte per stare a casa ad accudire i bambini e cucinare, e non per lavorare o fare politica).
    Perciò non esiste una famiglia “naturale”: è famiglia ciò che la società decide che lo sia. E difendere “la natura delle cose”, come dice l’autore, è una sciocchezza. Quello che vuole difendere è semplicemente la sua personale visione delle cose.
    Perciò non vedo nulla di male in queste unioni fra più persone, che sono “naturali” per il solo fatto che esistono.

    • clemente says:

      Non è vero che la natura non esiste. Infatti i figli nascono SOLO da uomo e donna. Luxuria potrà anche vestirsi da donna, ma se poi va a letto con un uomo, non combina niente, e i figli non escono dal buco del culo (scusate la volgarità, ma quando ci vuole ci vuole).
      E comunque, cari mistificatori LGBT, sulla base delle vostre ipotesi, dovreste invocare non il matrimonio per tutti, ma l’ abolizione del matrimonio per tutti. Se lo Stato non deve entrare nei fatti privati e decidere cosa è “natura” o no, allora eliminiamo il matrimonio, no?.
      Invece, chissà perchè voi vi intestardite a volervi “sposare” e chiamare in causa lo Stato. Perchè?
      E’ la stessa cosa che per tutti gli altri pseudo-diritti, dall’ aborto all’ eutanasia. Si parla di libertà, ma poi si pretende che sia il grande fratello Stato a fare questo (e pagare le spese).
      Non libertarismo, ma statalismo.

      • Daniele says:

        “I figli nascono solo da uomo è donna”
        Questo è oggettivamente vero (almeno per ora). Ma tu confondi il meccanismo biologico della riproduzione (che non metto in discussione) con il concetto socio-culturale di “famiglia”. Sono 2 cose distinte.

        • Emanuele says:

          Quindi, ok all’estensione dei diritti agli omosessuali, ma niente figli neppure nella forma stepchild adoption, giusto?

    • Lucia says:

      Ma che sciocchezza supergalattica!

    • Lucia says:

      Mai visti gli uccelli quando sono in cova o quando hanno i pulcini?Mai visto ,magari in documentari i branchi di animali?Mai provato a entrare in un pollaio?Famiglia naturale.E ci sono specie che sono addirittura fedeli l’uno all’altra (maschio alla femmina)e monogami.Ma dai!!**

      • Daniele says:

        Il gallo non insemina una sola gallina, ma tante: il pollaio è quindi un perfetto esempio di “poliamore” o “polfamiglia”
        Sai, quando si argomenta, si dovrebbero portare esempi che avvalorano la tesi propria, non quella dell’avversario 😉

        • To_Ni says:

          Allora diciamo che avvalora la tua tesi. In questo caso dobbiamo dare lo stesso riconoscimento allo stupro, l’incesto, la pedofilia, ecc. Tutti prodotto naturali, primizie, che “le convenzioni” reprimono.
          O forse tu non hai idea di cosa è la natura umana. Mi sembri troppo convenzionale nel definirla.

        • Menelik says:

          Negli animali da cortile che possiamo osservare allo stato libero, cioè liberi davanti alla corte di casa, di organizzarsi socialmente COME LORO NATURA, quando abbiamo la situazione poligamia, abbiamo sempre un maschio che ingravida tutte le femmine disponibili, dunque una sorta di harem, e gli altri maschi, se non ce la fanno ad eliminare il maschio padrone dell’harem, se ne vanno (e di solito muoiono – i gatti maschi fanno così, sistematicamente -), i galletti che non possono vincere il gallo grande perché fisicamente ancora poco prestanti, o fanno i sottomessi al gallo grande, o cercano di accoppiarsi con le galline fuori dall’attenzione del gallo che ingravida (ossia quello che “ingalla” la gallina. Il tempo necessario per consumare un atto sessuale per il gallo è pochissimi secondi, 4-5, e quando il gallo non è proprio a portata di mano, ce la fanno).
          Comunque le lotte per la supremazia ed il possesso delle femmine (cioè il diritto ad ingravidare) nelle specie poligame, sono furibonde e sanguinose: le bestie muoiono per questo.
          Io infatti lascio un solo gallo e tiro il collo ai galletti prima che incomincino le lotte.
          E c’è da dire anche un’altra cosa: gli accoppiamenti delle femmine dell’harem non sono proprio quello che si dice consenzienti: appena inizia la maturità sessuale, le femmine vengono ingravidate (con le categorie della specie umana si direbbe che vengono stuprate fino ad essere ingravidate).
          Pensate che le galline molto spesso hanno delle ferite sui fianchi causate dagli artigli del gallo durante l’accoppiamento, che non fanno a tempo a rimarginarsi perché vengono continuamente riaperte dal gallo, e diventano veicolo di infezioni.
          Non arrivano a sviluppare infezioni solo perché appena ti accorgi le tiri il collo, poveretta, prima che si ammali, altrimenti muore e devi seppellirla.
          Io ho passato metà della mia vita in un podere, e tuttora ci abito, ed ho bestie….non due-tre, molte di più, decine in numero variabile).
          Quando parliamo di relazioni sessuali DELLA SPECIE UMANA, evitiamo di associarle a quelle delle specie animali, PERCHE’ TRA L’UOMO E LE BESTIE C’E’ MOLTA DIFFERENZA.
          Basta abitarci assieme e vederle allo stato brado per rendersene conto.
          Le oche tendono ad essere monogame, e le volpi.
          Oltre alla specie umana.
          Se conoscete gli animali vi accorgerete coi vostri occhi quanto è superiore la monogamia rispetto alla poligamia.
          E’ incomparabilmente superiore.
          E per conoscere gli animali intendo dire poterli osservare quotidianamente lungo l’anno in libertà (cioè in giro per la corte ed il terreno intorno alla casa, o rinchiusi in un recinto ampio, dove possono muoversi in uno spazio sufficiente a potersi organizzare in strutture sociali conformi al loro istinto (il DNA?).

          • SUSANNA ROLLI says:

            Menelik -c’entra niente- ma attento quando scrivi che il tuo gallo è un po’ prepotente, anzi, parecchio…Sai, i controlli, le denunce (non al pollo),le sanzioni pesanti…
            Scherzo!!!!!
            Ma mica tanto……

        • Lucia says:

          Leggi bene gli articoli.Il gallo è un esempio di poligamia naturale,non di poliamore o polfamiglia decisa dalla società dei polli.

          • Menelik says:

            Ma non fate ridere la gente col poliamore o la polifamiglia !
            Siamo più onesti, e diciamo: facciamo un gruppo tipo ammucchiata, una comune praticamente, dove viviamo insieme e facciamo i cavoli nostri.

    • To_Ni says:

      Cicerone aveva torto solo perché tu chiami “convenzione” il fondamento del diritto? E ti basta il dire che la “natura” non esiste ? Pochino!
      Il fatto che culture di tutti il mondo , sconosciute tra di loro, concepiscono a grandi tratti, tra le differenze che ci possono essere (territori, tipi di economie, e vari fattori) , gli stessi bisogni esistenziali, orientamenti e strumenti per appagarli (e la famiglia tra le differenze è presente dappertutto) la liquidi come “convenzione”?

      Questo è quello che ti fa comodo ed è cosa possibile solo in questo contesto di degrado consumistico (compulsivo con una super stimolazione dei desideri), un aborto di famiglia, una patacca. Cosa che in tutte le epoche e in tutte le latitudini del mondo neppure è concepita. La tua “famiglia” è una risposta esistenziale solo in questo contesto di degrado, così come lo è il cannibalismo in altri precisi contesti.

    • To_Ni says:

      Ritento
      Cicerone aveva torto solo perché tu chiami “convenzione” il fondamento del diritto? E ti basta il dire che la “natura” non esiste ? Pochino!
      Il fatto che culture di tutti il mondo , sconosciute tra di loro, concepiscono a grandi tratti, tra le differenze che ci possono essere (territori, tipi di economie, e vari fattori) , gli stessi bisogni esistenziali, orientamenti e strumenti per appagarli (e la famiglia tra le differenze è presente dappertutto) la liquidi come “convenzione”?

      Questo è quello che ti fa comodo ed è cosa possibile solo in questo contesto di degrado consumistico (compulsivo con una super stimolazione dei desideri) concepire un aborto di famiglia, una patacca. Cosa che in tutte le epoche e in tutte le latitudini del mondo neppure è minimamente pensabile. La tua “famiglia” è una risposta esistenziale solo in questo contesto di degrado, così come lo è il cannibalismo in altri precisi contesti.

      • Daniele says:

        Veramente le “polifamiglie” (tema di nessuna rilevanza pratica e tirato in ballo in questo articolo al solo scopo di attaccare indirettamente il matrimonio gay) esistono, o sono esistite, “in tutte le latitudini” (basta cercare su Wikipedia le voci “Polygamy”, “Polyandry” e “Polygyny” per trovare elenchi numerosissimi di casi, presenti e passati).
        Io non sono né a favore né contro questo tipo di unioni (“il tema non mi appassiona”, direbbe un politico). Però la loro esistenza dimostra la relatività e il carattere convenzionale, sociale, culturale del concetto di famiglia, che di “naturale” non ha nulla.

        • To_Ni says:

          Daniele
          La famiglia nella sua struttura essenziale, nella struttura nucleare, è presente in tutte le culture del mondo e questo non viene assolutamente contraddetta da forme, tipo quelle poligamiche, che nei secoli si sono sempre più visti ridotti in ambiti ristretti della popolazione. Se poi dovessi fare “una ricerca” troverei società che praticano il cannibalismo, che praticano l’incesto, che hanno attraversato degli stadi culturali (rituali) orgiastici. Tutte superate dalle “convenzioni”?
          Oppure si tratta che l’umanità nel proprio , nel creare civiltà, trova risposte più adeguate alla propria natura. capisce se stessa e trova risposte adeguate? Penso che questa è la risposta più credibile. Ragione che mi porta a dedurre che tu fai la mastodontica confusione del confondere nella condizione umana i suoi bisogni esistenziali, presenti “in tutte le culture e a tutte le latitudini” con le dicotomie storiche che sono artificiose e legate al periodo che si vivono e superabili nell’epoca che la sussegue (schiavitù nella società greco romana, superata in quella cristiana. Condizione della donna rispetto alla società greca, romana , cristiana) .

          La tua idea di patacca di famiglia, partorisce da una immaginazione dopata dagli stimoli di una società consumistica. Purtroppo se questa follia viene assecondata, cosi per come sembra, aprirà la legittima strada ad altre compulsioni.

          (Tu glissi inoltre le questioni che ti ho posto (stupro, l’incesto, la pedofilia ecc) fanno parte della natura : come la mettiamo? )

        • SUSANNA ROLLI says:

          Scusate, mi intrometto.
          Di naturale non ha nulla? Ho letto bene?
          Certe volte mi vien da pensare che certa gente -che si scorda facilmente da dove è saltata fuori, vagito o meno- preferirebbe essere stata trovata sotto un cavolo. Bio.

          • To_Ni says:

            No, cara Susanna, Daniele è molto raffinato : il topo ha una sua natura che lo distingue dal cavallo e dalla scimmia. Per lui l’uomo no, non ha nulla di specificatamente proprio. E’ solo “cultura” quindi opera in base a convenzioni. In sostanza è un libro dove chi ha il potere di farlo (diciamo la società … ma sarebbe corretto dire chi la controlla) ci può scrivere tutto.

          • SUSANNA ROLLI says:

            O “avrebbe preferito essere stata trovata”..nessuno mi corregge!!

  7. Giuseppe says:

    …ma voi cattolici non potreste – semplicemente – vivere tranquilli le vostre vite nelle quali l’amore non è contemplato sotto nessuna forma e lasciare che gli altri vivano la propria?

    • Sebastiano says:

      Ma vi costa così tanto intervenire nel merito di quanto afferma l’articolo e fare un discorsino sensato, anziché insultare gratuitamente e propugnare (per gli altri) il confinamento privatistico di ciò in cui crede?

    • Emanuele says:

      Ok, facciamo un patto… voi lasciate stare i bambini e noi vi lasciamo “amare” come vi pare, ci stai?

      • SUSANNA ROLLI says:

        Emanuele, loro sono già liberi di amarsi come vogliono, e questo da sempre..Chi glielo impedisce di vivere insieme e amarsi? Io? Tu?

  8. maboba says:

    Giusto l’avvertimento, o meglio l’allarme dell’autore.
    Una piccola notazione. Se si recupera il termine e il concetto di poliandrìa quello dei musulmani è più precisamente poliginìa, mentre poligamia li comprende entrambi

  9. Vando says:

    Mi sembra che siamo tornati indietro di 40/50 anni, ai tempi del sesso, droga e rock n’roll, delle prime rivoluzioni sessuali, delle diffusioni dei gruppi rock contestatori, i figli dei fiori e conseguente amore libero anche di gruppo, senza legami, quando la gelosia era diventata roba da vecchi e la mariuana andava via come le caramelle.
    Ecco cosa ci vorrebbe imporre la dittatura del pensiero unico, un ritorno a quei tempi.

  10. Sebastiano says:

    Mi chiedo come mai non sia ancora intervenuto il CervelloRadiografatoL a sostenere che ci sono “studi autorevoli” che lo consigliano, ‘sto poliamore (e sì che l’Arcobalenato Galassi gli ha alzato la palla, o forse sarebbe meglio dire il massillone). A meno che non sia andato a sbirciare sul sito che lo sponsorizza e, in un barlume di intelligenza, abbia visto anche lui la devastante annichilazione della ragione di ci scrive.

  11. Franco says:

    una volta qualcuno si stupiva che Caligola avesse fatto senatore il suo Cavallo

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