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Lodo Mondadori, Marina Berlusconi: «Ennesima aggressione a mio padre»

luglio 11, 2011 Redazione

La Fininvest, società del premier Silvio Berlusconi e dei figli, dovrà pagare 560 milioni alla Cir di Carlo De Benedetti. Il presidente del Consiglio è però sicuro che la Cassazione sancirà la restituzione del denaro. Berlusconi non ha voluto commentare la sentenza ma la figlia Marina ha dichiarato: «Aggressione a mio padre»

Si è trincerato in un ostinato silenzio per mascherare l’amarezza e la delusione. Pochi sono riusciti a sentire oggi Silvio Berlusconi: il premier sarebbe dovuto andare a Lampedusa per controllare, insieme alla figlia Marina, la situazione sul fronte immigrazione e visionare la villa acquistata due settimane fa. Invece è volato in Sardegna. Solo relax, per “dimenticare” la sentenza sul lodo Mondadori che ai suoi ha definito «farsa». A rincuorare il presidente del Consiglio e soprattutto i figli più piccoli del cavaliere ci ha provato Salvatore Sciascia, uno dei consiglieri di amministrazione della Fininvest. «E’ una botta pesante – ha detto loro – ma dobbiamo combattere e andare avanti».

Il senatore del Pdl, amico di antica data del premier, spiega al telefono: «L’azienda non morirà mai, in ogni caso si riprenderà. Saremo costretti a tagliare gli investimenti ma la Fininvest non fallirà». In realtà l’obiettivo del cavaliere è ancora quello di «disinnescare» la sentenza che prevede un esborso di circa 560 milioni alla Cir. La Fininvest, riferisce chi è addentro alla «partita», chiederà la sospensione del pagamento per grave danno aziendale poi il passo successivo: l’inserimento della norma, definita nei giorni scorsi dall’opposizione “salva Fininvest”, nella manovra che la prossima settimana arriverà a palazzo Madama. La norma, si apprende, dovrebbe essere inserita in aula al Senato, quando solo il presidente Renato Schifani potrà pronunciarsi sull’ammissibilità degli emendamenti. Questo il percorso previsto, ma qualora ci si incamminasse su questa strada il Pdl potrebbe trovare diversi ostacoli.

«Bisognerà capire – riflettono fonti parlamentari di via dell’Umiltà – come si comporterà la Lega e soprattutto come la mossa verrebbe accolta ai massimi livelli istituzionali. Il rischio, eventualmente andasse in porto il progetto, è che la manovra venga “respinta”. Ma con una situazione economica così pesante – sottolineano le stesse fonti – è difficile che qualcuno potrebbe prendersi simili responsabilità. Che il premier ritenga “sacrosanta” la norma lo si è capito dalle stesse parole pronunciate dal cavaliere durante la presentazione di un libro di Scilipoti. Il premier, nei suoi ragionamenti, ha continuato a ripetere in questi giorni di subire un attacco dalla magistratura, un’aggressione morale e patrimoniale che ora rischia di colpire anche la sua famiglia. Nel Pdl c’è chi insiste sul fatto che anche la sentenza arrivata oggi sia un altro “tassello” di una vasta operazione studiata a tavolino dai giudici per far cadere il governo e aprire la strada ad un esecutivo tecnico.

Berlusconi pubblicamente non si è espresso, lo ha fatto sua figlia Marina parlando di una «ennesima aggressione a mio padre». Oltre il percorso di inserire la norma nella manovra che arriverà a palazzo Madama fonti parlamentari dalla maggioranza ripetono che il cavaliere vorrebbe anche garanzie che qualora la Cassazione annullasse la sentenza – il consigliere giuridico del premier Niccolò Ghedini si è detto convinto di questa possibilità – i soldi tornerebbero nelle casse della Fininvest.

«Il Pdl è al fianco del presidente Silvio Berlusconi con determinazione e con affetto e sottolinea che si tratta di una decisione che, per essere definitiva, dovrà certamente avere il vaglio di altri giudici». E’ il ministro della Giustizia, e segretario del Pdl, Angelino Alfano, ad affermarlo con riferimento alla sentenza di secondo gardo con la quale la Fininvest è stata condannata a versare 560 milioni alla Cir di De Benedetti. «Siamo certi – aggiunge Alfano – che questo episodio non togliera’ al premier la serenità necessaria per governare, come ha sempre fatto, nell’interesse esclusivo dell’Italia e degli italiani».

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