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L’Occhio di Londra e la voce dei piccoli Stati del Pacifico

ottobre 18, 2017 Sandro Fusina

Chi erano l’archietto David Marks e l’avvocato Anton de Brum

London Eye in London

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – David Marks. I giardini di Kew alla periferia di Londra sono dal Settecento il centro di raccolta e di diffusione delle ricchezze botaniche del mondo. I visitatori possono oggi passeggiare per duecento metri tra le chiome degli alberi a diciotto metri d’altezza, godendo di una prospettiva che sir Joseph Banks, che a Kew aveva dedicato ogni energia, non avrebbe potuto ammirare se non da una mongolfiera.

Creatori della passerella sono due architetti, Barfield e Marks, moglie e marito. Si erano conosciuti all’Architectural Association di Londra; avevano girato il mondo con il sacco in spalla. Erano tornati convinti che gli architetti avevano il dovere e i mezzi per rendere il mondo più vivibile. Avevano cominciato creando un vero parco nel povero quartiere a sud di Londra dove avevano preso casa. Il Sunday Times lanciò un concorso per un monumento per il terzo millennio. Era il 1993, centenario dell’Expo di Chicago e della prima ruota panoramica.

Barfield & Marks ne proposero una nuova edizione, l’Occhio di Londra. Non vinse. Decisero di finanziarla in proprio. I mutui non bastarono: nella British Airways trovarono un socio. Come la Tour Eiffel il London Eye avrebbe dovuto essere abbattuto alla fine della fiera: continua a staccare 3 milioni di biglietti l’anno. David Marks, nato in Svezia nel 1952, è morto venerdì 6 ottobre.

Anton de Brum. Era il 1 marzo 1954. Era a pesca col nonno. Sentì un boato. Il mare si alzò, tutto divenne rosso: acqua, cielo, pesci. A 200 miglia di distanza era avvenuto il più grande test nucleare Usa: una bomba all’idrogeno, mille volte più potente di Hiroshima.

Anton de Brum era nato il 26 febbraio 1945, nella sperduta isola di Tuvalu a 700 miglia a nord delle Figi. Con la famiglia si era trasferito a Likiep , una delle mille isole Marshall. Primo della sua gente frequentò l’università: alle Hawaii.

Avvocato, partecipò sia ai negoziati per chiudere il mandato Usa sia al primo governo indipendente. Il ricordo del rosso nucleare lo impegnò per il disarmo. Nel 2014 firmò una citazione presso la Corte internazionale di giustizia contro tutti i nove paesi in possesso di armi nucleari. Ai colloqui di Parigi per il controllo del cambiamento climatico diede un piglio autorevole alla voce dei piccoli Stati del Pacifico. È morto martedì 22 agosto.

Foto Ansa

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