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L’infortunio di Cahill e gli strascichi della facile condanna a Terry

giugno 4, 2012 Emmanuele Michela

Se il 3-0 subito contro la Russia è stato l’emblema dello stato di forma degli Azzurri, messi ko dagli uomini di Advocaat e dal troppo vociare sul calcioscommesse, non se la passa certo meglio la Nazionale inglese. L’amichevole pre-Europeo è andata bene per gli uomini di Hodgson, che hanno battuto 1-0 il Belgio, ma il […]

Se il 3-0 subito contro la Russia è stato l’emblema dello stato di forma degli Azzurri, messi ko dagli uomini di Advocaat e dal troppo vociare sul calcioscommesse, non se la passa certo meglio la Nazionale inglese. L’amichevole pre-Europeo è andata bene per gli uomini di Hodgson, che hanno battuto 1-0 il Belgio, ma il match ha dovuto registrare il brutto infortunio patito da Gary Cahill: il difensore del Chelsea ha infatti rimediato in uno scontro di gioco col proprio portiere Hart una doppia frattura alla mascella, e ha dovuto abbandonare la squadra e a tornarsene in Inghilterra. Al suo posto, è stato convocato il giovane Martin Kelly, difensore del Liverpool.

Quello di Cahill è l’ennesimo colpo che indebolisce i Three Lions, che ormai settimanalmente vedono la loro rosa indebolirsi con nuovi infortuni: mesi fa avevano perso Darren Bent (uno che certo sarebbe stato tra i 23 per Polonia e Ucraina), mentre nelle ultime due settimane hanno dovuto dire addio agli Europei i centrocampisti Barry e Lampard e il terzo portiere Ruddy. In più, per i primi due match della competizione sarà out Wayne Rooney, sul quale pende ancora la squalifica di tre turni rimediata a ottobre contro il Montenegro. Difficile quindi per Hodgson, il cui arrivo è stato accolto con perplessità Oltremanica, districarsi tra tutte queste assenze e riuscire a trovare un undici competitivo da mettere in campo. Specie in attacco, c’è da credere che l’assenza di Wazza creerà un certo disagio: coi belgi è stato provato titolare Welbeck, reduce da una buona annata con lo United, ma solo 22enne. Chissà se il giovane riuscirà a reggere da solo il peso dell’assenza del compagno di squadra. Le alternative sono Defoe e Carroll, ma se al primo è dura chiedere di giocare da prima punta, il secondo potrà essere schierato più per offrirgli la possibilità di riscattarsi da un’annata così così piuttosto che per un reale merito acquisito in campo.

A stupire ancor di più, è la mancata convocazione di Rio Ferdinand, mai preso in considerazione da Hodgson, nemmeno ora che l’infortunio di Cahill ha lasciato un posto libero in difesa. Il difensore del Manchester rimane a casa per un evidente scelta politica, più che sportiva. La sua annata è stata buona a livello sportivo, eppure non è tra i 23: è chiaro che la Federazione sente il peso delle vicende extra-calcistiche tra Ferdinand e John Terry, mesi fa accusato di insulti razzisti proprio al fratello del collega, in forza al QPR. Una vicenda nota e arcinota, dove la FA aveva provato già a mettere becco togliendo la fascia da capitano al centrale del Chelsea (sebbene ancora in attesa di giudizio definitivo), con una mossa che aveva mandato su tutte le furie Fabio Capello, dimissionario in breve tempo da tecnico della Nazionale.

Il sospetto è che quel caso ancora irrisolto renda incompatibile la compresenza dei due giocatori nella stessa squadra. Dalla sua, Rio Ferdinand, che tanto spinse il fratello Anton a sporgere denuncia contro Terry in seguito ai presunti insulti, è il primo ad essere stupito per questa mancata chiamata: «Trattare così uno giocatore che ha capitanato e servito il suo paese per 81 volte è semplicemente vergognoso», dice il suo agente. «È una totale mancanza di rispetto di Hodgson e della Federazione. Lampard, Terry, Barry, Gerrard: tutti in età avanzata ma convocati per gli Europei. Perché con Rio ci si comporta diversamente?» Ma al di là di tutto, ciò che fa davvero notizia è la palese incapacità della Federazione nel gestire questo caso: prima l’addio di Capello, ora la mancata convocazione del giocatore dello United. Se a processi mediatici sommari e a giudizi preventivi ed esagerati si fosse preferito attendere un verdetto definitivo, e trattare il caso Terry-Ferdinand per quello che è, ovvero un fatto successo su un campo di calcio, forse non si sarebbe incappati in tutti questi problemi. E per lo meno, la Nazionale inglese avrebbe potuto far fronte ai troppi infortuni contando sull’abilità di un super tecnico italiano, e su due centrali di difesa che nessun’altra squadra ha.

colpodireni.wordpress.com 

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3 Commenti

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