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L’imbarazzo a distanza, cose che succedono solo davanti alla tv

ottobre 8, 2012 Paola D'Antuono

Cronaca semiseria di un sabato sera passato per caso davanti alla tv, tra ospiti internazionali che non sanno cosa fare, storie da lacrima facile e un imbarazzo che costringe a cambiare canale o, almeno, a eliminare l’audio.

Il sabato sera. I liceali si riversano sulle strade, nei locali, in piazza. La settimana scolastica è finita, è tempo di divertirsi prima che sia di nuovo lunedì. Gli universitari chiudono i libri alle 20 e vanno a mangiarsi una pizza nel ristorante più economico della città, un’allegra brigata rumorosa tra ellissi, statistiche, malattie dai nomi impronunciabili. Gli amici di vecchia data si ritrovano a cena, per raccontarsi la settimana e le magagne dei figli, che giocano nell’altra stanza. E poi ci sono quelli che, cascasse il mondo si guarda Maria De Filippi, la signora del sabato sera. C’è posta per te è un programma televisivo che non lascia scampo: se ti piace, devi vederlo ogni settimana, seguendo una specie di rito collettivo armato di fazzoletti (almeno due pacchi), se non ti piace è lo zapping che ti frega. Capiti su Canale 5 e la vedi lì, in piedi, che va avanti e indietro e con una voce monocorde racconta una storia che farebbe piangere persino i moai dell’Isola di Pasqua.

L’ARTE DI MARIA. Sono bastati due secondi e sei lì, ad ascoltare la storia. In un attimo spunta il vip di turno, arrivato giusto in tempo per rendere felice il destinatario dell’invito di Maria. È imbarazzato, non sa che fare, si nasconde dietro la busta e ascolta i due lati dello studio che si parlano. Da una parte c’è un lui o una lei speranzoso, dall’altra il fidanzato, marito, amico, fratello, deluso, arrabbiato, stizzito, che Maria inizia a lavorare sui fianchi, per convincerlo a cambiare idea. E dove non arriva lei spunta il vip, che non è mica abituato a fare queste cose strappalacrime, ma gli tocca pure questo (leggere alla voce cachet). E dove non arriva il vip, arrivano i bambini. Una schiera, una marea di bimbi bellissimi, attori indefessi in grado di far salire il grado di empatia con i protagonisti a livelli inimmaginabili. E la lacrima scende imperterrita, anche contro la nostra volontà.

L’IMBARAZZO. Ma poi arriva un momento in cui, ancora con il fazzoletto in mano e l’espressione di disapprovazione di nostro marito, non riusciamo più a guardare. Diamo un occhio al cellulare, ci alziamo per prendere un po’ di acqua, togliamo l’audio. Si chiama imbarazzo e solo la tv può provocarlo a distanza. Per esempio quando un ospite internazionale varca la soglia dello studio e viene accolto da ululati di signore di mezz’età che urlano il suo nome e lui, che ha recitato nel Padrino, Gli intoccabili, Ocean’s Eleven deve stare al gioco perché l’avranno pagato profumatamente ed è suo compito stare lì ed essere il regalo perfetto per una conduttrice che non ha parlato sempre bene dei programmi della sua amica e quindi forse per sdebitarsi vi si presenta ormai regolarmente. I siparietti si sprecano e l’ignaro ospite internazionale non sa più che pesci pigliare e chissà se dentro di se avrà pensato: «Ma chi me l’ha fatto fare?», mentre su migliaia di divani italiani gli spettatori arrossiscono vertiginosamente. Meglio uscire a cena il prossimo sabato sera.

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