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Liguori: «In Italia stiamo tornando indietro in tutti i campi, sopratutto in politica»

giugno 28, 2017 Fabrizio Ratiglia

Intervista al direttore del TgCom alla vigilia di Garda D’Autore, rassegna con i protagonisti della vita sociale, imprenditoriale e politica italiana

liguori-ansa

Da domani 29 giugno e fino al 2 luglio, Garda sarà il crocevia di alcuni dei personaggi e dei protagonisti della vita politica, culturale e imprenditoriale del paese. Dopo alcuni anni a Ponza, la rassegna ideata da Gianluigi Nuzzi e dalla società Visberbi sbarca sul lago e diventa Garda D’Autore (qui il programma). Un momento di riflessione completamente libero da condizionamenti in cui spiegare le metamorfosi del paese e disegnarne il futuro. Giovedì 29 giugno, oltre a un dialogo tra Luigi di Maio e Gianluigi Nuzzi sulla concretezza del Movimento 5 Stelle, sul palco per intervistare i leghisti Lorenzo Fontana e Giancarlo Giorgietti e un esponente di primo piano del Pd ci sarà il direttore del TgCom Paolo Liguori. Lo abbiamo sentito per qualche anticipazione.

#Rinascimento, questo è l’hashtag della rassegna Garda d’autore che la vedrà protagonista insieme a tanti autorevoli personaggi della cultura e della politica italiana. Perché rinascimento? Perché ormai siamo tornati al medioevo della politica?
Sì, non c’è alcun dubbio che siamo al medioevo ma non sono così fiducioso che siamo al Rinascimento, mi sembra tutto il contrario. Stiamo tornando indietro in tutti i campi, anche e soprattutto in politica. Rinascimento è solo un titolo, una speranza.

Anche nelle relazioni sociali più passa il tempo e più si torna indietro peggiorandole. Ormai prevalgono l’individualismo, il nichilismo e l’eccesso in tutti i comportamenti abituali della vita. I valori tradizionali come la solidarietà, l’altruismo, il sacrificio per il bene collettivo sono in progressivo declino. Della serie “fai del bene e scordatene” perché nessuno probabilmente contraccambierà. Anche sugli aspetti sociali al paese serve un Rinascimento?
Basterebbe un po’ di buon senso, recuperare il senso comune, cercare di capire che ci sono i poveri e non solo i benestanti che sognano di diventare ricchi e invece non lo diventano mai. Basterebbe guardarsi intorno e forse sul piano sociale saremmo tutti un po’ più equilibrati. Invece si sentono tutti fenomeni e con i fenomeni non si arriva lontano.

Per quanto riguarda l’economia quanto siamo indietro? Il Pil, anche se lentamente, cresce, ma di nuovo lavoro neanche a parlarne. Papa Francesco ha detto: «Stolto far lavorare così a lungo gli anziani mentre i giovani sono a casa». Oltre alla necessità di non disperdere esperienza e professionalità degli anziani, sembra più facile a dirsi che a farsi. E chi la paga la pensione agli anziani che lasciano il posto ai ragazzi?
Questo è il punto, c’è un equilibrio nelle pensioni che va calcolato con attenzione. Provate a immaginare a lasciare a casa gli anziani senza pensione. L’Italia crollerebbe.

Lei è rimasto particolarmente colpito da quella donna di 46 anni che si è data fuoco perché l’Inps le ha negato l’indennità di disoccupazione. Era disperata per la mancanza di lavoro. L’hanno salvata con gli estintori ma ora ha ustioni sul 70 per cento del corpo. Ora non solo non avrà un soldo ma sarà deturpata per sempre.
Sono stato profondamente colpito da questa vicenda. Però sono molto colpito anche dalla facilità con cui si dice “per fortuna hanno spento il fuoco”. Questo nasconde un forte disprezzo culturale nei confronti di una scelta estrema e drammatica, cioè comunicare attraverso il proprio suicidio. Io penso che queste scelte – che non consiglierei a nessuno – vadano sempre rispettate. Credo cioè che quella donna non sia stata salvata affatto, anche perché continuerà ad avere i suoi problemi, anche peggiori di prima e tra poco ce ne dimenticheremo. Non l’avrei lasciata morire ma se io decidessi di darmi fuoco vi prego di non spegnere le fiamme. Se dovessi prendere questa decisione è perché voglio che questo gesto estremo possa contare, venga registrato e abbia un significato preciso. Tutti devono sapere!

Quali domande farà domani sera sul lago di Garda agli esponenti della Lega?
Chiederò loro: ci siete o ci fate? Spiegateci fino a che punto ci siete e fino a che punto ci fate per prendere più voti e sembrare diversi dagli altri.

E all’esponente del Pd?
Anche a loro chiederò: ma voi ci siete o ci fate?

Foto Ansa

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