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Libia, la proposta Onu non mette d’accordo i governi rivali. Intanto «l’Isis conquista Sirte»

giugno 10, 2015 Leone Grotti

La bozza Onu della «quarta e ultima proposta di accordo» è ancora osteggiata da Tobruk, che non vuole dare troppo potere agli islamisti di Tripoli. Intanto lo Stato islamico avanza

Alla fine sono partiti per Berlino. Ieri si era diffusa la notizia che i rappresentati del Parlamento libico regolarmente eletto di Tobruk avessero rigettato la quarta proposta del mediatore Onu Bernardino Léon per un governo di unità nazionale insieme agli islamisti di Tripoli. Invece si sono resi disponibili a discuterla ancora, dopo un primo turbolento dialogo avvenuto in Marocco.

LA PROPOSTA ONU. La proposta dell’Onu prevede un governo di unità nazionale della durata di un anno, guidato da un Consiglio dei ministri capeggiato da un primo ministro e due deputati delle rispettive fazioni con potere esecutivo. Nella bozza di accordo, composta da 69 articoli, è previsto anche che l’organo ad interim con potere legislativo sia costituito dal Parlamento di Tobruk.

IL CUORE DEL PROBLEMA. Perché allora il portavoce del Parlamento di Tobruk, Fradj Abou Hashem, si è espresso contro l’accordo? Perché uno degli articoli prevede la costituzione di un organo consultivo di 120 membri, composto in maggioranza da islamisti di Tripoli, «in grado di esprimere opinioni vincolanti a maggioranza qualificata sui progetti di legge». Abou Hashem ha criticato le troppe «prerogative concesse» a questo organo, guidato di fatto da una fazione golpista, e ha dichiarato che eventuali delegati che si recheranno in Germania nel nome del Parlamento di Tobruk, lo faranno su iniziativa personale e non ufficiale.

«QUARTA E ULTIMA PROPOSTA». Oggi i colloqui riprenderanno ma il loro successo è appeso a un filo. La Casa Bianca ha già affermato che questa è «la quarta e ultima proposta di intesa»: se i due governi della Libia non si metteranno d’accordo ponendo fine alla guerra civile, l’Onu e l’Europa, che su questo piano fa affidamento per trovare una soluzione alla partenza dei barconi, dovranno pensare a un’altra soluzione. Secondo Léon quello che accadrà in caso di fallimento è semplice: «Sarà l’Isis a prendersi la Libia».

libia-mappa-bbc

ISIS PRENDE SIRTE. Questo scenario, in mancanza di un intervento, non è così improbabile. Proprio ieri lo Stato islamico ha annunciato di aver conquistato totalmente la città libica di Sirte, strappandola ad Alba libica, insieme di milizie che controlla la capitale Tripoli. La notizia è stata diffusa dall’affidabile SITE Intelligence Group, che ha mostrato anche foto nelle quali i miliziani dell’Isis esplorano la nuova centrale elettrica appena strappata ad Alba libica.

CAOS LIBIA. La confusione che regna in Libia rischia di facilitare nuove partenze di barconi verso le coste italiane ed europee. Mentre la parte orientale del paese è governata dal Parlamento di Tobruk, riconosciuto a livello internazionale e sostenuto militarmente da Egitto e Arabia Saudita, la parte occidentale è in mano agli islamisti appoggiati principalmente da Qatar e Turchia. Lo Stato islamico, oltre a Sirte, controlla anche la città di Derna ed è presente a Bengasi e in alcune zone a ovest di Tripoli. Il sud del paese invece è ancora controllato da diverse tribù, con le rispettive milizie. Mettere d’accordo tutti sarà un’impresa.

Foto Ansa/Ap


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9 Commenti

  1. Memorandum scrive:

    “La guerra contro il terrorismo”, una campagna degli Stati Uniti iniziata nel 2001 e supportata da alcuni membri della NATO, si presenta come uno “scontro di civiltà”, quando in realtà persegue obiettivi economici e strategici.
    Gli Stati Uniti appoggiano segretamente vari affiliati di Al Qaeda in Medio Oriente, in Africa sub-sahariana e in Asia per creare conflitti interni e destabilizzare i paesi indipendenti.
    In questi gruppi si possono nominare Boko Haram in Nigeria, il Gruppo combattente islamico in Libia o Jemaah Islamiyah in Indonesia.
    Le organizzazioni affiliate ad Al Qaeda nella regione autonoma di Xinjiang Uigur, in Cina, ricevono anche il sostegno degli Stati Uniti. Lo scopo dichiarato di queste organizzazioni jihadiste è di stabilire un califfato islamico nella Cina occidentale.
    Il paradosso è che, mentre l’Isis è cresciuta grazie al sostegno americano, l’obiettivo “strategico” degli Stati Uniti è la lotta contro l’islamismo radicale del gruppo jihadista.
    La minaccia terroristica è una creazione puramente americana che è promossa da altri governi occidentali e dai media. Sotto l’obiettivo della difesa della vita dei suoi cittadini, dall’altra parte libertà civili e privacy vengono violate.
    La campagna anti-terroristica contro Al Qaeda e lo Stato islamico ha contribuito notevolmente alla “demonizzazione” dei musulmani, che vengono associati alle crudeltà dei jihadisti.
    Chiunque metta in discussione la “guerra al terrore” è dichiarato terrorista e sottoposto alle numerose leggi anti-terrorismo approvate negli ultimi dieci anni negli Stati Uniti.

    • Menelik scrive:

      L’isis e TUTTI GLI ALTRI gruppi della galassia jihadista non sono altro che dei volgari assassini e stupratori che hanno in mente il GENOCIDIO DI CRISTIANI, CURDI E YAZIDI, la nuova Shoah, e la riduzione in schiavitù delle donne giovane sottratte alla morte nel corso del genocidio curdo-cristiano-yazide per poterle utilizzare sessualmente al fine di soddisfare le loro sadiche perversioni.
      E quelli si autoproclamano seguaci di Allah, mentre è sotto gli occhi di tutte le persone che non si sono ancora bevute il cervello che quelle bande di criminali jihadisti sono seguaci solo di satana, checché ne dicano loro stessi.
      Se l’Europa non fosse una succursale di finanzieri corrotti e avesse un briciolo di midollo spinale, muoverebbe gli eserciti regolari contro gli schiavisti ed assassini jihadisti.
      Ma è un’Europa smidollata, governata da smidollati.
      Noi europei costruiamo il nostro “progresso” sulla sofferenza dei popoli schiacciati dai terroristi della jihad oggi, e dei vari sceicchi miliardari corrotti fino a ieri, è da lì che veniva la maggior parte dei nostri approvvigionamenti energetici.
      Il nostro benessere, ogni anno sempre più simile ad un simulacro vuoto, si fonda sul dolore di quei popoli si cui oggi incombe l’ombra del genocidio degli schiavisti dell’isis.

    • Menelik scrive:

      L’isis e TUTTI GLI ALTRI gruppi della galassia jihadista non sono altro che dei volgari assassini e stupratori che hanno in mente il GENOCIDIO DI CRISTIANI, CURDI E YAZIDI, la nuova Shoah, e la riduzione in schiavitù delle donne giovane sottratte alla morte nel corso del genocidio curdo-cristiano-yazide per poterle utilizzare sessualmente al fine di soddisfare le loro sadiche perversioni.
      E quelli si autoproclamano seguaci di Allah, mentre è sotto gli occhi di tutte le persone che non si sono ancora bevute il cervello che quelle bande di criminali jihadisti sono seguaci solo di satana, checché ne dicano loro stessi.
      Se l’Europa non fosse una succursale di finanzieri corrotti e avesse un briciolo di midollo spinale, muoverebbe gli eserciti regolari contro gli schiavisti ed assassini jihadisti.
      Ma è un’Europa smidollata, governata da smidollati.
      Noi europei costruiamo il nostro “progresso” sulla sofferenza dei popoli schiacciati dai terroristi della jihad oggi, e dei vari sceicchi miliardari corrotti fino a ieri, è da lì che veniva la maggior parte dei nostri approvvigionamenti energetici.
      Il nostro benessere, ogni anno sempre più simile ad un simulacro vuoto, si fonda sul dolore di quei popoli si cui oggi incombe l’ombra del genocidio degli schiavisti dell’isis.

    • Menelik scrive:

      Ripeti come un mantra le stesse panzane della cosidetta “strategia della tensione” che circolava negli ambienti della sinistra italiana negli anni 70.
      Strategia messa in circolazione apposta per sviare l’opinione e le indagini dal filone promettente delle indagini sugli attentati terroristici di quegli anni, filone che portava ad est.
      Visto il successo della strategia della tensione, è un buon prodotto, è in grado di mobilitare molte teste, sviamo dall’estremismo sunnita attribuendone la paternità agli Israeliani e agli Americani i quali ultimi pare facciano la collezione di disastri militari.
      Gli ideatori della mattanza in Medioriente sono arabi ultra-sunniti e ex-membri del partito Bath e dell’esercito di Saddam.
      Gli esecutori sono arabi estremisti sunniti a cui si sono aggiunti arabi opportunisti (chi gliela darà un’altra occasione così per depredare e stuprare ragazze ridotte in schiavitù ammessa dalla legge?) e cretini occidentali i quali ultimi, se non venissero fatti fuori laggiù, lo dovrebbero essere al ritorno qua da noi dai servizi segreti, tanto quella è la peggio feccia dell’occidente e a perderli è tutto di guadagnato per tutti gli altri…..farne fuori uno per salvarne mille.

  2. Angelo scrive:

    Dopo una informativa degli osservatori delle Nazioni Unite, stanziati sul confine del Golan, sono arrivate anche le foto, prese di nascosto da corrispondenti di Press Tv, sulla zona del Golan e che dimostrano i “buoni rapporti” di collaborazione intercorrenti fra israeliani e miliziani jihadisti di Al Nusra, quelli che combattono in Siria contro l’Esercito Siriano per rovesciare il regime di Bashar al-Assad e destabilizzare la Siria, secondo i piani elaborati dagli strateghi di Washington e Tel Aviv.
    Le autorità israeliane negavano che vi fosse questa collaborazione, nonostante fosse abituale il ricovero di centinaia di terroristi feriti presso gli ospedali israeliani, dove vengono “amorevolmente” curati ed assistiti, con lo stesso premier Netanyahu che si recava a “confortarli”.
    Quando più volte l’aviazione di Tel Aviv si è levata sui cieli della Siria per bombardare le postazioni e i depositi dell’esercito siriano, Tel Aviv affermava che si trattava di operazioni fatte per assicurare la sua “sicurezza” contro il trasporto di missili di Hezbollah dal territorio siriano. In realtà era chiaro a tutti che l’Aviazione israeliana supporta le milizie jihadiste ogni qualvolta queste vengono messe in difficoltà dall’avanzata dell’Esercito siriano.
    Rapporti “fraterni” quindi tra i miliziani di Al Nusra ed i soldati israeliani sul confine del Golan, da cui, secondo le accuse del governo di Damasco e varie altre fonti, i miliziani hanno stabilito dei santuari da cui partono per le incursioni in territorio siriano. I miliziani vengono riforniti di armi ed equipaggiamenti dai servizi di intelligence militare israeliano ed alcuni di loro ricevono anche addestramento per compiere operazioni di infiltrazione e sabotaggio in territorio siriano.

    • Raider scrive:

      Gli osservatori delll’O.N.U. e le truppe onusiane a guida italiana non hano impedito alla Siria e all’Iran di armare Hezbolla libanesi e Hamas: quest’ultima essendo sono, per i complottisti multinick e non, essa stessa una organizzazione messa su dal Mossad. Quindi, l’Iran e la Siria aiutavano Israele a armare Hamas: ecco “rapporti fraterni” su cui i complottisti anti-occidentali non hanno nulla da delirare.
      Se queste sono le credenziali degli osservatori dell’O.N.U., cui la dittatura del Baas e del clan Assad andava bene, riprese dagli islamofili sul tasto di guerra&incolla che ignorano o omettono altre notizie sui bombardamenti siriani in cui ci vano di mezzo i civili, valgono quanto “le accuse del governo di Damasco e varie altre fonti”(?) : zero. Quanto al piano di “rovesciare il regime di Bashar al-Assad e destabilizzare la Siria”, le mire egemoniche come potenza regionale in qualità di “protettore” del Libano e in rapporti ambivalente con i vicini e con l’Iran, ma tutti uniti solo nel tentativo di annientare Israele, meriterbbe un discorso a parte. Ma agli islamofili, come agli islamici in lotta fra di loro, non interessa discutere: gli interessa, forse più che agli stessi islamici, annientare Israele. Si tengano Assad e si prendano Israele, volenti o nolenti.

  3. Angelo_bis scrive:

    Come stavo dicendo prima, l’idea della CIA che finanzia un gruppo islamico per favorire i propri interessi politici non è esattamente “inverosimile”. In realtà, ci sono diversi casi evidenti nella storia recente in cui gli Stati Uniti hanno apertamente sostenuto i gruppi islamici estremisti (soprannominati “combattenti per la libertà” nei mass media). L’esempio più flagrante e ben documentato è la creazione dei mujaheddin in Afghanistan, un gruppo che è stato creato dalla CIA per attirare l’URSS in una “trappola afghana”. Il termine mujaheddin descrive “musulmani che lottano sul sentiero di Allah” e deriva dalla parola “jihad”. Il “grande nemico” di oggi era l’amico del passato. Un importante architetto di questa politica fu Zbigniew Brzezinski uno degli statisti più influenti nella storia degli Stati Uniti. Da JFK a Obama, Brzezinski è stato una figura importante che ha plasmato la politica degli Stati Uniti in tutto il mondo. Creò anche la Commissione Trilaterale con David Rockefeller. In un’intervista del 1998, Brzezinski spiegò come i mujaheddin sono stati utilizzati in Afghanistan:

    Domanda: L’ex direttore della CIA, Robert Gates, ha dichiarato nelle sue memorie [“From the Shadows”], che i servizi segreti americani cominciarono ad aiutare i Mujahadeen in Afghanistan sei mesi prima dell’intervento sovietico. In questo periodo tu eri il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Carter. Hai quindi giocato un ruolo in questa vicenda. E ‘corretto?

    Brzezinski: Sì. Secondo la versione ufficiale della storia, l’aiuto della CIA nei confronti dei Mujahadeen è iniziato nel corso del 1980, vale a dire, dopo che l’esercito sovietico invase l’Afghanistan, il 24 dicembre 1979. La realtà, segretamente custodita fino ad ora, è completamente diversa, infatti, fu il 3 luglio del 1979 la data in cui il presidente Carter firmò la prima direttiva per aiutare segretamente gli oppositori del regime filo-sovietico di Kabul. E quel giorno, ho scritto una nota al presidente in cui spiegai che a mio parere questi aiuti avrebbero provocato un intervento militare sovietico. Le Nouvel Observateur, l’intervento della CIA in Afghanistan

    Pochi decenni dopo, questi “combattenti per la libertà” si sono trasformati in terroristi talebani, tra i quali Osama bin-Laden, inizialmente un agente della CIA e successivamente nemico pubblico n ° 1. Il gruppo è stato poi usato per giustificare la guerra in Afghanistan. Si tratta di uno dei numerosi esempi in cui è stato creato un gruppo islamico, finanziato e utilizzato per promuovere gli interessi degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno anche sostenuto la Fratellanza Musulmana in Egitto, il Sarekat Islam in Indonesia, il Jamaat-e-Islami in Pakistan, e il regime islamico di Arabia Saudita per contrastare la Russia.

    “L’America non ha amici o nemici permanenti, solo interessi” disse Henry Kissinger

    • Raider scrive:

      Come stava dcendo, così il multnick insiste a stravolgere quello che non può falsare e a falsare quello che non può stravolgere: lo ha imparato nelle madrasse catto-islamiche sulla base delle tradizione inaugaurata da Maometto, che si appropriò e distorse il messaggio cristiano e la Persona di Cristo: e proseguita, in fatto di ambiguità in tutto, tranne che nell’antisemitismo, con Louis Massignon e i suoi seguaci – Massignon traeva ispirazione dagli alawiti siriani, il 12% della popolazione siriana, che, come i sunniti in Iraq: non si capisce come e perché gli uni e gli altri detenessero il potere sul resto della popolazione.
      Ora, vedete voi che roba: gli americani aiutavano i “resistenti” anti-comunisti sei mesi prima che l’U.R.S.S. invadesse l’Afghanistan! Ah! Che dimostrazione di machiavellismo della C.I.A.!
      Addirittura – addirittura! -, la C.I.A. avrebbe attirato l’U.R.S.S. nella “trappola afghana! Non era l’U.R.S.S. che, in continuità storica con un interesse strategico della Russia zarista fin dai tempi del Grande Gioco, cercava, spingendosi a sud, uno sbocco verso l’Oceano Indiano e tentava di contrastare la Gran Bretagna che dominava l’India, da cui tentava di allungare le mani sull’Iran: no: era una “trappola”, in cui quegli ingenuoni del Cremlino, quei garbati signori del Praesidium del Soviet Supremo – contro cui il multinick paranoico non spende una sola parola di condanna – erano caduti in pieno, oh poveri cocchi! E i combattenti islamici, in terre divise da contrapposizioni etniche e confessionali inter-islamiche, sono sempe stati piuttosto uniti a difendere la loro indipendenza, come hanno sempre fatto contro, appunto, russi, inglesi, iraniani.
      Quando i talebani andarono al potere, dove erano i complottisti filo-islamici, se non a difendere la “giusta” reazione al caos post-invasione? Quando i talebani mettevano in atto la sharya, chi li ha sentiti protestare, i filo-islamici come i relativisti culturali, che sarebbero nemici degli islamofili? Gli stava bene così: e vai con gli attacchi agli Occidentali – e a Israele, che sale non guasta minestra.
      Questa perfetta concordanza fa dogmatismo islamista e relativismo culturale è funzionale al Pensiero Unico. Per esempio, dato che prendono pe buone le paranoie condivise suelle colpe dell’Occidente, ci sarebbe da chiedersi, al loro posto, una cosa che non viene in mente né agli uni né agli altri: am perché a essere strumentalizzati sono sempre i seguaci dell'”Islam, religione di pace”, dell'”Islam, religione naturale dell’umanità”? E’ piuttosto curioso, no? Ma a questi falsificatori e mistificatori uniti nella lotta all’Occidente e al Cristianesimo, così scrupolosi nello star dietro alle trame cospirazioniste in cui si avvolgono come in turbante le meningi, domande del genere non sorgono spontanee; anzi, gli viene più spontaneo soffocarle sul nascere in interiore. E così, possono prendere come prova delle loro paranoie una banalità: che gli U.S.A., come tutti o Paesi e gli Stati del mondo, non hanno amici o nemici permanenti, ma interessi permanenti. Chiedere a russi, cinesi, sauditi, ecc…
      Così, i nazi-islamici, divagando sul tema dell’aria fritta in salsa compottista, possono fare finta che non sia un problema l’islamizzazione dell’Occidente, complici in questo morphing proprio le forze che, nel gioco di ruolo in cui interpretano la loro parte, i filo-islamici e gli islamici dicono di combattere. Che è il motivo per cui noi cristiani combattiamo tanto i relativisti culturali politicamente corretti che gli islamofili coranicamente corretti: le due facce mascherate della stessa medaglia falsa, il Pensiero Unico.

  4. Raider scrive:

    Il multinick infila un’altra schidionata di bestialità, che, d’altra parte, corrispondono al profilo psico-ideologico del muktinick in una delle sue identità rivelatrici.
    – i contrasti interni al mondo islamico, che non datano da oggi, in cui tutti cercano di fare le scarpe a tutti gli altri e che si intrecciano alle questioni più generali che riguardano non solo l’area medio-orientale, andrebbero visti nella loro specificità, prima di farne dono agli Occidentali;
    – Israele cerca di approfittare di questi contrasti atavici e d’alta parte, l’esercito israeliano è, per l’Isis, un nemico ben più temibile delle truppe irachene, poco motivate e la cui lealtà, nel caso dei sunniti, è stata smentita sul campo in diverse occasioni;
    – i complottisti non lo dicono, ma i jihadisti sunniti erano gratificati di “resistenti”, dai complottisti filo-islamici: be’, per i sunniti l’Isis è il fiore della “resistenza”, come sapeva bene quell’anima bennata di Mohamed al-Douri, ex generale saddamita esponente di primo piano del regime baathista, passato all’Isis, nelle cui fila defunse un mese fa, armi in pugno contro l’esercito iracheno che si era indotto a servire vista la malaparata, salvo ricredersi quando i vessilli dell’Isis sventolarono con la promessa di qualcosa in più della semplice “resistenza”;
    — una foto di Netanyahu che stringe la mano a un ferito sarebbe una prova della filiazione isrealiana della ribellione siriana: certo, logico, sicuro, vero e come no: così come la mancanza di foto che lo provino è una prova che Hamas è uscita da una costola del Mossad, come riferito dal solito re dei troll, il complottista multinick or ora yusufeggiante;
    – la foto con McCain risale a una fase antecedente l’Isis, frutto di una politica dissennata dell’Amministrazione Obama, contestata negli U.S.A. proprio dai ranghi che avevano spinto per l’attacco ai talebani e a Saddam Hussein;
    – il mistificatore può sparare a mansalva di aiuti americani all’Isis, mentre l’America li bombarda e invia truppe per addestrare e sostenere un esercito iracheno inconsistente;
    – i bombardamenti possono cadere su zone di interesse economico o sui civili, i complottisti hanno buon gioco a dire che è fatto apposta, ma liberare il terreno dall’Isis ha un prezzo e anche l’aviazione di Assad colpisce i civili siriani nelle zone sotto controllo dell’Isis, cosa che i complottisti trascurano, anzi, oscurano;
    – dopo aver volutamente e inutilmente stravolto la realtà dei fatti assemblando banalità a assurdità, il multinick paranoico conclude trionfalmente occupandosi, nientepopodimenoché, dell”‘agenda della politica estera americana”, che ha scoperto lui perchè, sennò, era come non avessero ancora scoperto l’America. E al nazi-islamico sembra di aver fatto, diciamo in Sicilia, l’uovo con due rossi, cioè, con due tuorli: la divisione in tre distinte aree di Siria e Iraq, nazioni nate, a sentir molti, compreso il multinick islamofilo, dall’arbitrio degli imperialisti occidentali. Che sarebbe la soluzione che molti auspicano, oltre tutto, proprio in contrasto con le mire restauratrici califfali e succedanei: e certo, i curdi sarebbeo d’accordissimo, non dispiacerebbe agli sciiti, che sono la maggioranza nelle aree petrolifere e scontenterebbe solo i sunniti, che vedrebbero svanire i loro sogni di restaurazione dei fasti saddamiti.
    D’altra parte, come i complottisti dimenticano ogni volta che si illudono possa fargli comodo, i sunniti iracheni sono pro-Isis e agenti dei Sauditi: cioè, folleggiano i complottisti islamofili, i sunniti sono nelle grinfie del Mossad. Lasciare a bocca asciutta i sunniti, pertanto, dovrebbe fare felici i complottisti: ma hanno messo i sunniti nell’agenda sbagliata: e col bollettino medico fermo alle fisse dei paranoici, non si scherza.

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