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Libia al voto dopo 48 anni, ma il paese è nel caos

luglio 7, 2012 Leone Grotti

I seggi saranno aperti dalle 8 alle 20 per eleggere l’Assemblea costituente. Prevista la vittoria dei Fratelli Musulmani libici. Ma la Cirenaica è in subbuglio e le bande armate seminano ancora il terrore.

Oggi la Libia torna al voto 48 anni dopo le ultime elezioni. Il voto era previsto per il 19 giugno, ma per motivi “tecnici e logistici” (tra cui l’occupazione dell’aeroporto di Tripoli da parte di un gruppo di bande armate) sono state rinviate a oggi. L’ultima volta per i libici è stata nel 1964 quando alla guida del paese c’era re Idriss, deposto nel 1969 dal raìs Muammar Gheddafi, che dopo 42 anni di dominio incontrastato, i partiti politici erano vietati, è stato deposto e ucciso lo scorso 20 ottobre.

La Libia si avvicina alle elezioni in pieno caos: le bande armate scorrazzano indisturbate per il paese, la Cirenaica si è proclamata regione semi-autonoma, il sistema giudiziario non esiste ancora, il Consiglio nazionale transitorio libico ha dichiarato che la Costituzione sarà certamente e come minimo ispirata alla sharia e pochi giorni fa un gruppo di federalisti armati ha ordinato la chiusura di due terminali petroliferi nell’est del paese costringendo allo stop della produzione. L’azione segue le minacce pro-federaliste che avevano intimato il boicottaggio delle elezioni del 7 luglio. I federalisti rivendicano una più equa allocazione tra le diverse parti del paese dei 200 seggi che verranno redistribuiti oggi e che attualmente prevedono, secondo un criterio demografico, 100 seggi per la regione occidentale, 60 per quella orientale e 40 per quella meridionale.

I seggi saranno aperti dalle 8 alle 20, i libici iscritti alle liste elettorali sono più di 2,7 milioni. In palio ci sono 200 posti nell’Assemblea costituente: di questi 80 andranno ai partiti politici e il rimanente ai candidati indipendenti. I candidati indipendenti sono 2.500, 1.200 appartengono a 142 partiti politici. Tra questi spiccano il partito di Giustizia e Sviluppo (o Costruzione), ramo politico dei Fratelli Musulmani, Al-Watan, guidato da Abdel Hakim Belhaj, ex leader del Gruppo Combattente dei Libici Islamici (Lifg), e la coalizione delle Forze Nazionali, i “moderati” della nuova Libia, guidata dall’ex premier del Consiglio nazionale di transizione, Mahmoud Jibril.

La Libia è attualmente guidata dal Cnt, organo non eletto e formato da leader tribali e oppositori di Gheddafi. L’Assemblea costituente ha il compito di nominare un nuovo governo e una commissione per redigere una Costituzione che dovrà poi essere ratificata con un referendum. Dopo, verranno fissate nuove elezioni nel 2013 per eleggere un Parlamento che sostituisca il Cnt, sperando che il paese non si divida prima.

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1 Commenti

  1. autores scrive:

    Queste bande armate della Libia sono tutte al Sud della Libia,proprio come e’ nel Sud del Egitto l’esercito dell’Egitto e’ contro i Sudanesi armati che occupano l’Egitto del Sud ed e’ per questo che in Libia del sud i gruppi armati sono integri all’esercito Libico contro le Tribu’ di Africa ed ai negri Africani. I gruppi sono retribuiti ed assicurati dal Governo Libico,e’ dichiarato al Sito di Governo. C’e’ qualche gruppo soversivo che e’ contrario all’integrarsi nell’esercito Libico ed e’ perche’ si sono considerati ribelli Liberali,sono in molto pochi,ed e’ nel complesso tutto l’esercito Libico unito ai battaglioni ed ai gruppi ribelli,questo e’ un grande caos ribelle,ogni modo. L’esercito Libico mette in pratica la dittatura militare che fa’ abuso contro di tutti con la scusa della Sicurezza interna della Libia e che e’ per i confini. Voi vedete qualche negro di Africa,Africa in Libia ed in Egitto?Forse qualche Partito Politico coi negri di Africa Africa e no come intende e pretende l’Egitto in Egitto?Questo e’ il vero Caos e’ pare che la Grande Industria di Africa no ha alcun timore in caso di controspionaggio, e’ perche’ sa’ che gli U.S.a. e’ dalla parte dell’Africa e no di quella della Libia e dell’Egitto in caso di guerra contro l’Africa.

L’Osservatore Romano

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