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Liberato dopo 18 mesi padre Tom. «Ho sentito Gesù accanto a me ogni giorno»

settembre 14, 2017 Leone Grotti

Il sacerdote salesiano di origini indiane, rapito in Yemen da un commando dell’Isis, ha incontrato ieri papa Francesco. Monsignor Hinder: «Sono felice, ringrazio Dio»

Indian priest, Father Tom Uzhunnalil, who was kidnapped in Yemen, disembarks a plane after he was freed and arrived in Muscat, Oman, 12 September 2017. Father Tom Uzhunnalil was abducted during an attack on a charity care home in the Yemeni port city of Aden in March 2016.  ANSA/HAMID AL-QASMI ALTERNATIVE CROP

«Veramente, ogni giorno, ho sentito Gesù accanto a me, ho sempre saputo e sentito nel mio cuore che non ero solo». Sono queste le parole che padre Tom Uzhunnalil ha rivolto a papa Francesco ieri nella Casa Santa Marta. Il sacerdote salesiano di origini indiane è stato liberato nei giorni scorsi dopo essere stato rapito in Yemen da estremisti islamici e detenuti per 18 mesi. Il religioso 57enne ha detto al Papa di aver «pregato ogni giorno per lei, offrendo le mie sofferenze per la sua missione e per il bene della Chiesa».

IL RAPIMENTO. Padre Tom è stato rapito ad Aden durante l’assalto da parte di un commando dell’Isis al convento delle Missionarie della carità, l’ordine di santa Teresa di Calcutta. Nell’attentato sono state massacrate 12 persone, tra cui quattro suore, mentre una quinta, suor Sally, superiora del convento, è sopravvissuta. Durante la prigionia, sono stati rilasciati dai terroristi due filmati che ritraevano il sacerdote e nel quale risultava emaciato ed implorante aiuto.

L’OMAN E IL PAPA. Fondamentale per il suo rilascio è stato l’intervento dell’Oman e non a caso il Vaticano ha ringraziato espressamente «sua maestà il sultano dell’Oman e le autorità competente del sultanato». La Conferenza episcopale indiana ha invece ringraziato «l’impegno personale di papa Francesco, che ha speso tutta la sua influenza» invocando la liberazione di padre Tom il 10 aprile 2016 durante il Regina Coeli in piazza San Pietro.

«RINGRAZIAMO DIO». Parlando brevemente a tempi.it monsignor Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia Meridionale, responsabile della Chiesa per Oman, Emirati Arabi Uniti e Yemen, ha detto di essere «felice per la liberazione. Ringrazio Dio e tutti quelli che hanno lavorato al suo rilascio». Padre Tom resterà ancora qualche giorno a Roma prima di fare ritorno in Kerala. L’arcivescovo di Mumbai, cardinale Oswald Gracias, che ha accompagnato il sacerdote nella visita al Papa, ha dichiarato che «nel periodo di prigionia non ha avuto particolari problemi ed è stato trattato bene. Le sue condizioni di salute sono buone». Il salesiano, invece, ha preferito non parlare alla stampa della sua esperienza.

Foto Ansa

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