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Lettera dalla Siria. «Io piango ad alta voce: vi prego, salvate Aleppo»

aprile 14, 2015 Suor Annie

Il grido della religiosa suor Annie: «Ci sono massacri contro l’umanità e nessuno ne parla. Per quanto tempo ancora il mondo resterà in silenzio, come uno spettatore?»

Mideast Syria

Pubblichiamo di seguito la drammatica lettera che suor Annie ha inviato il 12 aprile ad Aide a l’Église en Détresse da Aleppo, seconda città più importante della Siria, sconvolta dalla guerra e divisa a metà tra ribelli e governo. La religiosa ha scritto dopo che l’ennesima pioggia di razzi lanciati dai ribelli ha colpito una scuola, uccidendo nove persone, tra cui cinque bambini. Sabato, invece, erano morte 35 persone nei quartieri cristiani. Traduzione nostra.

Cari amici di Aed,
vi scrivo per mettervi a parte della nostra grande tristezza su quello che sta succedendo ad Aleppo. Mi sembra che Aleppo sia una città dimenticata, i popoli e il mondo intero mantengono il silenzio. Ci sono massacri contro l’umanità e nessuno ne parla. Per quanto tempo ancora il mondo resterà in silenzio, come uno spettatore?

La nostra festa di Pasqua si è trasformata in una festa di dolore. La popolazione è in lutto per la perdita ciascuno dei propri cari. Alcune persone si ritrovano senza casa, altre non vedono più la vita ma solo la morte sotto le macerie, perché sono vittime di violenza. Quanto tutto questo durerà ancora?

Io vi chiedo di condividere e diffondere questo messaggio. Il silenzio non è più ammissibile. Noi dobbiamo fare qualcosa per salvare Aleppo e i suoi abitanti. Due giorni fa, circa 165 famiglie hanno abbandonato la città dopo che una pioggia di razzi si è abbattuta su Aleppo. Tutti i tipi di mortaio [sono caduti], che dono di Pasqua per un popolo pacifico che non vuole altro se non vivere in pace! Io piango ad alta voce: vi prego, salvate Aleppo, salvate le nostre famiglie.

Non ho potuto scrivervi prima perché da diverse settimane non abbiamo più internet, ma in piena notte finalmente ha ripreso a funzionare. Ieri, domenica, un mortaio è esploso sotto la nostra cucina ed è solo per la provvidenza del Signore che siamo salve. Solo le finestre sono andate in frantumi. Noi abbiamo perso così tante persone, ne conoscevamo la maggior parte, la gente ha paura e la maggior parte di loro erano cari ai nostri cuori. Anche gli abitanti di Soulemaneh e Telfon hanno dovuto abbandonare le loro case, sia perché alcune costruzioni sono state distrutte o gravemente danneggiate, sia perché sono terrorizzati.

Ancora una volta, fate che questo mio appello oggi risuoni per il mondo intero: per piacere, fate qualcosa per salvare il nostro popolo.

Foto Ansa/Ap

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2 Commenti

  1. Sascha scrive:

    E come facciamo a salvare Aleppo??! Ma soprattutto salvarla da chi? Dal governo o dai ribelli? E eventualmente nel secondo caso da quali ribelli: l’esercito libero siriano o il jabhat an-nusra oppure lo Stato islamico o dai curdi?
    Tempo fa scrissi esasperato di allontanarsi il più possibile dalle beghe mediorientali… lo so che suona sbagliato. Il fatto è che quel mondo somiglia sempre più a un labirinto pieno di scorpioni e serpenti a sonagli che azzannano appena ne hanno l’occasione il malcapitato e, in assenza di questi, si azzannano tra loro.
    Certo sarebbe meglio prendere posizione finalmente ad esempio in Libia sostenendo il governo di Tobruq ma in posti come la Siria l’Iraq o lo Yemen qual’e la cosa giusta da fare? Più che chiederci “chi è il nemico” dovremmo chiederci chi è l’amico? Comunque al momento attuale la minaccia numero uno è lo stato islamico e al-Qaida per cui sarebbe opportuno mettere le cose nella giusta prospettiva e combattere soltanto contro di loro.
    Il resto possiamo mediare ma loro devono imparare a vivere insieme e risolvere le controversie senza ricorrere alla violenza a rispettare le diversità religiose e culturali.

    • Menelik scrive:

      Infatti, il primo punto è CANCELLARE l’isis.
      Solo dopo ci saranno le basi per sperare timidamente in una soluzione se non incruenta, almeno poco cruenta.
      L’isis ha da essere tolto di mezzo, fatto sparire in ogni modo, sia laggiù colpendolo pesantemente, anzi, siamo espliciti, rendendogli impossibile la sopravvivenza fisica, che qua in Occidente tenendo sotto rigido controllo tuti i potenziali sospetti e incarcerando chi lo favorisce.
      Se qualcuno pensa di risolvere la faccenda con i baci e le carezze…..prego, se ne vada in Siria e sperimenti personalmente.
      Ma non venga a piagnucolare, poi, col velo nero in testa ed il cartello col riscatto in mano.

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