Google+

L’Egitto in bancarotta, «e coi Fratelli Musulmani sarà peggio»

aprile 15, 2012 Leone Grotti

Se la politica è nella fase peggiore da quando Hosni Mubarak è stato cacciato dal paese, l’economia del paese sta ancora peggio: le riserve estere possono coprire a malapena tre mesi di importazioni. Negli ultimi 14 mesi l’Egitto ha perso 20 miliardi di dollari, il turismo 4 e gli analisti arabi criticano i Fratelli Musulmani.

L’Egitto sta attraversando una delle fasi politiche più burrascose dalla caduta di Mubarak. La Corte amministrativa del Cairo ha sciolto l’Assemblea costituente giudicandola dominata in modo eccessivo dalle forze islamiste; non si sa ancora se il candidato salafita alle elezioni presidenziali del 23 e 24 maggio potrà correre per problemi giudiziari legati al possesso da parte della madre della cittadinanza americana (per candidarsi non bisogna avere parenti stranieri); i Fratelli Musulmani avevano assicurato che non avrebbero candidato nessuno, ora invece ci sono ben due politici in corsa per le presidenziali, di cui uno in forse, visto che è stato in prigione sotto il regime di Mubarak; infine, quello che è considerato da tutti il candidato delle Forze armate, Omar Suleiman, sta aspettando che l’esercito ratifichi o meno una mozione del Parlamento che prevede che tutti gli uomini che sono stati primi ministri o hanno ricoperto ruoli politici importanti durante l’era Mubarak non possano fare attività politica per dieci anni.

Ma se la politica è confusa e la gente torna in piazza Tahrir a protestare chiedendo le dimissioni dell’esercito, c’è un elemento che getta un’ombra ancora più scura sul futuro dell’Egitto: lo stato dell’economia. La Banca centrale ha annunciato che le riserve estere sono diminuite tanto da raggiungere una cifra inferiore ai 15 miliardi di dollari (l’Italia per intenderci ha 140 miliardi di euro), che possono coprire a malapena tre mesi di importazioni. Negli ultimi 14 mesi l’Egitto ha perso 20 miliardi di dollari, mentre la liquidità a disposizione delle banche è scesa dai 30 miliardi dell’era Mubarak ai 9 attuali, a causa della fuga in massa dei capitali durante la “Primavera araba”. Il deficit commerciale ammonta già a 10 miliardi di dollari, il turismo fa registrare perdite per 4 miliardi di dollari, il deficit previsto a budget per il 2012 ammonta al 76 per cento dell’attuale Pil. Se l’andamento dell’economia egiziana continua così, la bancarotta sembra inevitabile.

Secondo l’economista del Peterson Institute for International Economics Mohsin Khan, l’Egitto avrebbe bisogno prima di tutto di stabilità politica, quindi di 15 miliardi di dollari di prestiti e investimenti stranieri per risollevarsi. Altrimenti la moneta egiziana, che ha già perso il quattro per cento del suo valore, potrebbe crollare entro la fine dell’anno del 25 per cento. Ma per l’analista arabo Adel Al Toraifi, direttore del magazine saudita Al Majalla, considerato il giornale più importante del regno, i Fratelli Musulmani con il loro «linguaggio infiammatorio» non sono in grado di risollevare il paese. Anzi: «Le esperienze dell’ultimo anno – scrive sul celebre quotidiano Asharq alawsat, mettendo in dubbio la buona riuscita della “Primavera araba” – mostrano che i Fratelli Musulmani vivono ancora nel passato, la bancarotta della elite egiziana e la natura inconsistente della visione della Fratellanza che cerca di conquistare il potere».
@LeoneGrotti

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

1 Commenti

  1. paolo delfini scrive:

    GRAZIE ALLA “PRIMAVERA ARABA” APPOGGIATA E OSANNATA DALL’OCCIDENTE, ALCUNI PAESI COME L’EGITTO SONO PASSATI DALA PADELLA ALLA BRACE!

Tempi Motori – a cura di Red Live

Scale, Genius, Genius LT ed E-Genius sono i quattro modelli che sposano la filosofia Plus e calzano cerchi maggiorati e gomme da 2.8"

Debutta a Francoforte la nuova versione scoperta della city car smart. Capote in tela come in passato, ma ora i supporti laterali del tetto possono essere rimossi.

La seconda generazione della crossover MINI debutterà a primavera 2016. Sarà più grande e verrà proposta anche in un’inedita configurazione ibrida plug-in a quattro ruote motrici.

La versione da pista della 308 GTi vede il 1.6 turbo benzina erogare 308 cv e lavorare in abbinamento a un cambio sequenziale a 6 marce. In Italia correrà nel CITE.

A partire da settembre sarà possibile provare in anteprima oltre 100 nuovi modelli della gamma Scott 2016

Speciale Nuovo San Gerardo