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Le “unioni civili” di fatto sono nozze tra persone dello stesso sesso

aprile 11, 2015 Sentinelle in piedi

Siamo in piazza per il bene anche di chi ha la coscienza addormentata, di chi ci contesta perché vittima cosciente o incosciente dell’ideologia. le prossime veglie

sentinelle-in-piedi-vegliaPubblichiamo il comunicato delle Sentinelle in piedi – Le chiamano “unioni civili” perché ancora una volta cercano di ingannarci modificando il linguaggio. Il ddl Cirinnà infatti, adottato dalla commissione Giustizia del Senato, altro non è che un testo che mira ad equiparare le unioni tra persone dello stesso sesso al matrimonio, consentendo quindi a due uomini o due donne di accedere a meccanismi di filiazione vari: per esempio attraverso l’istituto della cosiddetta “stepchild adoption”, che di facto legittimerà il ricorso anche all’utero in affitto, pratica abominevole che porta alla produzione di bambini ad uso e consumo di adulti benestanti in grado di alimentare lo sfruttamento di donne spesso povere, per produrre bambini come prodotti privati del diritto di conoscere le loro madri.

Tutto questo però viene taciuto o edulcorato dal falso mito del progresso, della civiltà e dalla menzogna dei desideri trasformati in diritti per cui si introducono nel nostro paese leggi e pratiche contro la natura dell’uomo e contro la famiglia, cellula della nostra società. Non solo, opporsi a questo oggi significa essere accusati di omofobia, altro termine creato ad arte per ingannare le persone e confondere le idee. Termine che sta alla base di un disegno di legge fermo ma sempre pendente, studiato per mandare in carcere chiunque sostenga che la famiglia è fondata sull’unione stabile e fedele tra un uomo e una donna, che non esiste il diritto al figlio ma solo quello di crescere con un papà e una mamma.

Di fronte a questo le Sentinelle in Piedi instancabilmente resistono. Da oltre un anno e mezzo, da quando il ddl Scalfarotto ha iniziato il suo iter in Parlamento, e mentre l’ideologia gender penetra nelle scuole mascherata da pseudo corsi contro la discriminazione o contro il bullismo, ogni fine settimana, uomini e donne di diversa cultura, estrazione sociale, religione, nazionalità e storia occupano un piccolo spazio pubblico, ciascuno il proprio, come in una rete, con il proprio corpo, il proprio volto, il proprio nome. Stiamo in piedi, perché ci rifiutiamo di piegarci alla menzogna del pensiero dominante, stiamo in silenzio perché solo nel silenzio e nel tempo di un’ora si può riflettere e scoprire che dipendiamo e non possiamo autodeterminarci senza tradire la nostra natura.
Per ognuna delle 225 veglie dell’ultimo anno e mezzo migliaia di persone hanno vigilato, vigilano e vigileranno nella vita: a scuola, al lavoro, nei tribunali, nelle sedi politiche e in ogni luogo denunciamo ogni tentativo di distruggere l’identità dell’uomo e resistiamo con ogni strumento possibile.

  • Sabato 11 aprile 2015: La Spezia, piazza Garibaldi ore 18.00
    Sabato 11 aprile 2015: Campobasso, corso V. Emanuele (distretto militare) ore 18.00
    Domenica 12 aprile 2015: Milano, Arco della Pace ore17.00
    Domenica 12 aprile 2015: Siena, piazza del Campo ore17.00
    Venerdì 17 aprile 2015: Udine, piazza Libertà ore 18.30
    Sabato 18 aprile 2015: Faenza(RA), piazza del Popolo ore 17.30
    Sabato 18 aprile 2015: Matera, piazza Vittorio Veneto ore 19.00
    Sabato 18 aprile 2015: Crema, piazza Duomo ore 21.00
    Domenica 19 aprile 2015: Salò (BS), lungolago incrocio piazza V. Emanuele ore 16.30
    Domenica 19 aprile 2015: Bologna, piazza S. Stefano ore 16.30

La nostra è una resistenza spontanea, cresciuta per contagio, costruita con l’amicizia, basata sull’amore comune per l’uomo e sulla necessità di essere liberi di dire che esiste una verità iscritta nel cuore di ciascuno di noi. Il nostro no alle crescenti leggi anti umane, all’ideologia gender nelle scuole, alle sentenze dei tribunali che rendono i bambini degli oggetti, si impone con la forza di questa testimonianza.

Siamo in piazza per il bene anche di chi ha la coscienza addormentata, di chi ci contesta perché vittima cosciente o incosciente dell’ideologia. Vegliamo perché sia tutelata l’essenza dell’uomo, vegliamo per la ragione, vegliamo in silenzio perché emerga la voce della verità presente nel cuore di ciascuno, anche nel tuo.

Su facebook: Sentinelle in piedi
info@sentinelleinpiedi.it

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106 Commenti

  1. Helvetius scrive:

    No purtroppo le unioni civili non sono ancora matrimonio , ma ci arriveremo come gli altri paesi civili. con buona pace degli integralisti

  2. Luka scrive:

    Bene, allora aprite il matrimonio ai gay

    • Raider scrive:

      E’ proprio per questo che diciamo NO alle unioni civili. Omosessuali e LGBT vivano i loro sentimenti e i loro orientamenti sessuali come e con chi gli pare opportuno, ma il matrimonio non c’entra e i bambini, per niente.

      • Helvetius scrive:

        E invece c’entrano tesoro. Vi ergete a paladini della vostra morale senza capire che agli altri non si applica, taNti meno ai bambini che hanno diritto ad avere genitori, anche dello stesso sesso. Andate a raccontarvi le frottole in chiesa, ma prima , per favore, pagate l’IMU

        • Raider scrive:

          I bambini c’entrano con unioni civili e derivati come i soldi imboscati nelle banche svizzere frodando il fisco; la morale non fa da piedistallo a nulla e a nessuno di più importante dei bambini; in chiesa andiamo per ascoltare senza sentirci più importanti di un bambino; alcuni di noi vanno in piazza restando in silenzio e leggendo un libro, cosa che sembra urtare certuni, colpiti nel loro fragile complesso di superiorità, fino a suggerirgli insulti di molto inferiori alle frottole di cui hanno bisogno come alibi alla viltà con cui si scagliano contro le Sentinelle In Piedi. Se pagare o no l’IMU non spetta ai militanti di un gruppo o un altro stabilirlo; i “genitori” dello stesso sesso non sono i genitori di un bambino che può essere generato solo da individui dei due sessi; i bambini non sono oggetti da desiderare e i soggetti dell’altro sesso non sono prestatori d’utero o donatori di seme, ma, se vogliamo dirlo, soggetti morali, che non possono alienare la propria dignità e libertà per privare un bambino del diritto a avere la coppia di genitori da cui può nascere una nuova vita.

        • To_NI scrive:

          Helveticus

          Parli di frottole, tu. E dici pure che i bambini hanno “il diritto” di avere genitori dello stesso sesso. Allora ho ragione a dire che la tua famiglia vive una perenne tragedia. Sei di una ignoranza unica, surclassi Shiva 101 (o sei lui …. in crisi….)
          E’ quarant’ore che imperversi in tutte le discussioni. Ricordi l’alcolista alla guida pericolosa che sbatte da una parte all’altra , ma che continua a guidare.
          Non riesci ad esprimere una idea sensata , figuriamoci ad approfondirla. Per esempio: sai dire, senza vomitare insulti, il perché il bambino ha “il diritto” di avere due genitori dello stesso senso? Ci provi , se hai difficoltà chiedilo a Platone, dato che lo conosci personalmente. Ma dici UNA cosa sensata. Ci riesci?

  3. prova2 scrive:

    Vedo che toni e Giovanna redattori di tempi.it (o come dicono loro solo lettori) si lamentano che “imperverso” in tutte le discussioni. Ovviamente la colla e’ portare una prospettiva diversa dal loro integralismo becero e senza sostanza, oltre l’odio atavico che la loro religione coltiva.

    • giovanna scrive:

      Ma, caro paperotto, che vuoi “imperversare ” !!!!
      Ma non imperversi affatto, tenti solo di sfogarti con parolacce e insulti !
      Tantomeno imperversi in una qualsiasi discussione!
      Ma di quale “discussione ” stai parlando ? Tu non sai nemmeno cosa significa una “discussione ” !
      Se ti tolgono le parolacce, non riseci a scrivere più di tre righe , nemmeno di senso compiuto !
      Ma una famiglia o degli amici che ti vogliano bene ce l’hai?
      Fagli leggere quello che scrivi : forse non si sono accorti dell’abisso in cui sei sprofondato.
      Ti aiuteranno.

    • To_Ni scrive:

      Ma che parli di sostanza, che sei un insulto all’intelligenza di una scimmia.Non lo vedi che togliendo la tua volgarità, la cosa più semplice che un essere umano riesce a realizzare, sei un involucro vuoto. Sei un ignorante in tutto lo scibile umano, con forti tratti di perversione (per questo ti “gustano” parole insulse in bocca).
      Imperversare in queste condizioni ti è facile: un ignorante, fannullone, compulsivo non ha difficolta ha cernere il proprio letame in continuazione.
      Sei tristemente comico, come un personaggio del circo barnum e dovrebbero cacciarti solo per una forma di rispetto alla tua umanità ….esposta come una caricatura.

  4. Silvia scrive:

    Matrimoni gay con adozione di bambini (così i pederasti avranno il loro bambolotto con cui giocare), il Governo Renzi a volte semba il Governo Vendola.
    E’ uno schifo, soprattutto considerando la maschera di cattobuonismo che Renzi vuole indossare.
    Speriamo solo nel Papa e nelle Sentinelle, che riescano a risvegliare le coscienze di tanti cattolici addormentati.

    • Helvetius scrive:

      Cara Silvia, come avrai modo di informarti i gay non sono pederasti. Ti riferisci ai preti cattolici forse

      • To_Ni scrive:

        Caro Helveticus
        i preti indegni, o gli indegni come categoria, non nascono nella Chiesa, ma tuoi ambienti.

  5. Michele L scrive:

    Le unioni civili, incluse le adozioni, ci sono da decenni in tutta Europa, a partire dagli stati più progrediti e in cui vige maggiore solidarietà e meno pregiudizi. Queste unioni non hanno avuto effetti negativi sulla società, soprattutto se la si compara con la conservatrice Italia o la Grecia o peggio ancora con tutte le dittature in cui tali unioni sono vietate.

    L’ufficializzazione di una unione infatti mira a cementare la società chiarendo alle famiglie di origine (famiglia nel senso più ampio, compresi gli amici e i conoscenti), che il legame è solido e possono vederlo come un “ponte” verso la famiglia del partner.
    Infatti si celebrano matrimoni anche per coppie che non possono o non vogliono avere figli, tra persone mature oltre l’età della riproduzione.
    La filiazione è importante e va tutelata, ma non è una condizione necessaria, evidentemente.

    Venendo ai figli, poi, è frequente che le coppie gay ne abbiano, soprattutto quelle lesbiche. Aldilà dei pregiudizi, tali famiglie sono buone quanto le altre per la crescita dei figli. Lo dimostrano numerosi studi autorevoli (ovvero condotti da gruppi e non da singoli, finanziati da organi indipendenti e giudicati da altri esperti indipendenti), come lo studio di Simon R. Crouch del 2014 e molti altri. Tali studi, che coprono migliaia di bambini, dimostrano che sono sani quanto gli altri. APA e AAP, le due più grandi associazioni di psicologi e pediatri del mondo, basano infatti la loro posizione favorevole su tali studi.

    Due autori, Regnerus e Sullins, sono gli unici che hanno pubblicato studi critici. Il primo ha ricevuto 700.000$ da un’associazione religiosa, per manipolare una banca dati commerciale in cui ha classificato come gay carcerati e prostitute con almeno una esperienza omosessuale. I revisori dello studio erano finanziati dallo stesso istituto. Lo studio è stato criticato dallo stesso editore, come manipolato e inadatto a rappresentare le famiglie omogenitoriali.
    Sullins è un reverendo, che quindi non può essere considerato privo di condizionamenti ideologici, dato che ha preso i voti. Ha sostenuto che i figli di coppie gay si diplomano meno degli altri. Ma non ha corretto per l’età, più bassa in media, di tali ragazzi (le famiglie omogenitoriali sono in media più giovani). Corretto il dato di base, la differenza sparisce.
    Entrambi gli autori non hanno avuto collaboratori nei loro studi che potessero avvalorare le loro tesi.
    Non è dunque un caso se APA e AAP hanno ignorato i suddetti studi.

    D’altra parte è evidente che non vi è una vera alternativa alla step-child adoption, che non apre affatto all’eterologa, che resta vietata in Italia, ma non può vietare alle coppie di andare all’estero. A quel punto è di certo meglio, oltre le polemiche, che il figlio abbia due genitori ufficialmente riconosciuti. Un divieto infatti pesa sui bambini e non ha senso. Sarebbe come impedire la step-child adoption a qualcuno che si risposa, perchè l’unione sarebbe immorale. L’interesse del bambino viene prima delle polemiche.
    APA e AAP confermano che l’interesse del minore è quello di avere due genitori amorevoli.

    Inutile anche la polemica sulla poligamia. Infatti le unioni omosessuali non vanno riconosciute per coronare un amore, ma per la convenienza sociale, come nel caso delle unioni eterosessuali. Ripeto, la fusione di famiglie è utile alla coesione sociale.
    La poligamia destabilizza la società, perchè il partner ridondante spesso è quello debole (la donna), ed entra in competizione con l’altro. Le stesse ragioni che la proibiscono prima, proibiscono la poligamia anche dopo l’approvazione di tali unioni.

    Dunque l’esperienza geograficamente, socialmente, politicamente, storicamente, psicologicamente e scientificamente disponibile conferma che tali unioni dovrebbero essere viste allo stesso livello delle altre e in nessun modo in competizione o antitesi.

    • Mazinga Z scrive:

      Egregio MicheleL, sono incappato per caso nel suo verboso commento e, in qualità di non credente, mi lasci esprimere la mia sconcertata deplorazione del fatto che lei (evidentemente imbeccato a dovere!) consideri la condizione di sacerdote cattolico del professor Sullins un fatto pregiudizievole riguardo alla qualità e all’obbiettività dello studio da lui effettuato.
      Tra l’altro, mosso dall’indignazione per l’uso di un mezzo così spregevole per attaccare il lavoro di una persona, ho voluto verificare di persona quanto pubblicato in peer review dal professore e mi sono reso conto che lei mente pure sulla natura e portata dei risultati scientifici raggiunti.
      Dai tempi della Pravda non assistevo a una disinformazione così gretta.
      Si vergogni.

      • Michele L scrive:

        Gentile Mazinga, non ho affatto mentito su Sullins, quali risultati scientifici avrebbe raggiunto? Le faccio presente anzi che non sono andato nei dettagli delle macroscopiche falle dei lavori di Sullins. Per esempio l’uso di dati vecchi di decenni.
        Vede, il problema di Sullins è in effetti che non fa ricerca scientifica, nel senso di ricerca della verità, ma usa metodi pseudo-scientifici per far aderire i suoi risultati al vincolo religioso che ha assunto prendendo i voti. Una strategia simile si vede nei lavori sull’omeopatia, in cui il punto non è leggere il lavoro, ma capire dove è fallato.
        Non sorprende infatti che Sullins pubblichi lavori fatti da solo, senza collaboratori che possano verificare il suo lavoro direttamente, che li pubblichi sempre sulle stesse riviste e che abbia come revisori sempre le stesse (amichevoli) persone.
        D’altra parte ogni autore scientifico prima di pubblica dichiara di non avere conflitti di interesse ed egli questo non può farlo, avendo un interesse “superiore” da servire. Dunque pare chiaro come mai lui e Regnerus abbiano risultati diametralmente opposti rispetto al resto della comunità scientifica.
        Si informi meglio e rifletta lei sull’opportunità di vergognarsi, nell’invitare a fare altrettanto una persona che lei insinua sia “imbeccata”. O dovrei dire “indottrinata”?

        • Mazinga Z scrive:

          Mai letto in vita mia un tale coacervo di pregiudizi e di accuse vergognosamente lanciate senz’altro fondamento che la necessità di fare disinformazione propagandistica.
          Quelli di Sullins sono lavori più seri pubblicati in peer review da riviste specializzate e i risultati proposti all’attenzione della comunità scientifica sono ottenuti dall’analisi oggettiva e verificabile dei dati statistici di un campione rilevantissimo e a disposizione di tutti (e non ridicolo come quelli composti da “volontari” reclutati tra le comunità lgbt, su cui sono basati certi “autorevoli studi” come quello della Patterson) e tra l’altro giungono a conclusioni molto più articolate di quelle che lei ha voluto banalizzare nel mancato conseguimento del diploma.
          Finora avevo una posizione possibilista su matrimonio gay e solo qualche riserva sull’adozione da parte di coppie omosessuali.
          Ora, grazie anche a lei, ho capito che la partita nella pubblica opinione per questi nuovi diritti non si gioca nel campo di un onesto confronto scientifico e culturale, ma in quello della prevaricazione e della menzogna.
          In una cosa ha ragione però, invece che “imbeccato”, avrei dovuto dire “indottrinato”, visto che lei applica in modo spregiudicato delle tecniche di disinformazione degne del terzo reich.

    • Luca scrive:

      Bravo Michele, colpiti e affondati!!!
      Ora ti insulteranno, come fanno sempre.. Lascia perdere e speriamo che il seme di saggezza che hai generosamente piantato riesca a germogliare in qualcuna di queste povere menti offuscate dalla paura.

      • Raider scrive:

        Intanto, delle sue certezze, Luca, una sta per crollare miseramente, attento che qualche coccio non le cada addosso: non è vero, come lei avvisa Michele L., che “ti insulteranno, come fanno sempre.” Questa sua stessa affermazione, anzi, insulta gente che viene insultata e provocata qui e in piazza e ovunque ci si limiti a esporre idde non in linea col mainstream, come fanno in tanti del fronte in cui lei si riconosce: e che fanno anche di peggio, bestemmiando: e se le bestemmie non trovano accesso al display, atteggiandosi a vittima di censura: e intanto, vorrebbero censurare anche il silenzio delle Sentinelle in Piedi. Tanto per dire come stanno le cose dalle parti in cui lei è liberissimo di auto-esiliarsi o di auto-“asilarsi.”
        Inoltre, Michele L., le cui idee non accetterò mai e i cui argomenti mi sembrano tutt’altro che conclusivi fin dal principio, non ha dato prova, sinora, di quell’intolleranza e come dire, sgradevolezza?, facciamo di sì, cui indulgono altri del suo stesso fronte di lotta in pro del regime a Pensiero Unico. Chi agisce così potrà, forse, mettere in conto qualche punzecchiatura o battuta ironica: ma insulti, offese sul piano personale, volgarità gratuite, penso proprio di no. E penso che non li meriterebbe, se dovesse arrivargli qualche malignità fuori bersaglio.
        A Michele L., che ribadisce quanto ha espresso in altre occasioni, non posso che rispondere come ho fatto in quelle stesse occasioni. Vedo che lei, Michele L., ha pazientemente ridigitato quello che altre volte aveva postato: io non ho, al momento, né la pazienza né il tempo né la voglia di controbbattere ripetendo ciò che ho già sostenuto rispondendole personalmente. La contrapposizione è chiarissima e sui temi etici ovvero sui valori non negoziabili non è ammesso alcun compromesso: io mi auguro che abbiano la sua stessa correttezza tanti che sono del suo stesso parere. Ma mi lasci esprimere la convinzione che se il dibattito civile si svolgesse senza trucchetti mediatici, politici, di legge e di Commissioni ristrette, l’esito sarebbe lo stesso che si è visto in consultazioni anche recenti in America, malgrado non vi fosse alcuna par condicio, per es., nella progressista California: con il popolo che decide in un modo: e un pugno di giudici che decide in un altro: e per un solo voto di scarto.

        • Michele L scrive:

          Gentile Raider, temo di non poterle lasciare la convinzione che se il dibattito civile si svolgesse senza “trucchetti mediatici, politici, di legge e di Commissioni ristrette” le unioni civili per persone dello stesso sesso non sarebbero approvate. La prova sta semplicemente negli stati in cui la popolazione sa davvero di costa stiamo parlando (quindi non trucchetti, ma vera esperienza), ovvero dove sono legali da decenni. In tali stati la spinta contraria è sempre più debole se non del tutto assente. Non si è mai chiesto come mai, nonostante la qualità della vita sia elevata?

          L’opposizione californiana trovava la sua linfa negli strati meno colti, ovvero meno informati e più sensibili a manipolazione della popolazione. Può verificarlo qui: http://www.ppic.org/content/pubs/jtf/JTF_Prop8JTF.pdf ovviamente la posizone ideologica di tipo politico e soprattutto religioso (ovvero non critica) fu predittiva.

          Quindi se il dibattito c’è e chi lo conduce sa giudicare un’idea sulla base di fatti e ragionamenti ciritici e non sulla base di pregiudizi e ignoranza, il risultato è diverso da quello che pensa lei.
          Se osserva infatti il livello medio del rispetto del prossimo negli stati in cui ci sono le unioni civili (stati progrediti del nord america, quasi tutti gli stati europei) e in quelli in cui non ci sono (tutte le dittature di stampo politico e religioso, stati del terzo mondo, rigide culture tradizionali orientali) si accorgerà che in media gli stati progrediti sono quelli in cui tutti vivono meglio, c’è meno criminalità, più educazione, salute, meno corruzione, più sicurezza nei luoghi pubblici, uno stato sociale più efficente. Vi sono ovviamente alcune eccezioni, come il Giappone (contrario) e alcuni stati dell’america latina -più democratici- (a favore), ma la correlazione è lampante.

          L’intervento del giudice quindi, in modo comunque democratico, salva un diritto ragionevole e ragionato della minoranza, contro pregiudizi maturati non sulla base di un dibattito, ma sulla base di una pretesa verità e superiorità morale che non si riflette né nella società, né nei fatti, come le ho argomentato anche nel mio precedente messaggio, che sarò lieto di discutere con lei se vorrà farlo.

          • Giannino Stoppani scrive:

            Capito che argomenti?
            Nei paesi dove la pancia è più piena si pensa di più al porco comodo!
            Ma va?!

          • To_NI scrive:

            Michele L
            Sul quasi “quasi tutti gli stati europei”, che ovviamente presuppone la solita decantata “civilta” di questi non guasta ricordare che la bigotta Italia è ancora al diciottesimo posto tra gli stati europei con più alto tasso di violenza nei confronti delle donne. I cui primi 5 posti sono occupati nientemeno da Danimarca, Finlandia, Svezia, Olanda e Francia. Mi sembra più corretto dedurre che la meravigliosa invenzione di “diritti civili”, già totalmente realizzati in queste primi citati cinque “stati europei”, rendono l’uomo più violento, egoista, più propenso a “schiacciare” l’essere umano (partendo dal concepimento alla morte naturale) magari appagato da “una legge” che rende possibile trasformare le persone in merce che si può richiedere (un catalogo delle caratteristiche del figlio da produrre), acquistare vendere(uteri e ingredienti simili), esigere (il gay maschio che vuole fare l’esperienza della mamma), scartare (abortire i “mal riusciti”) .

            Chiaramente a te che te se l’humus adatto per far crescere i tuoi “presunti diritti” è, aldilà del reddito pro-capite di questi paesi e della relativa pancia piena, è una società disgraziata te ne frega un fico secco.

            • Michele L scrive:

              Conosco il rapporto sulla violenza da lei citato e la invito a leggere la riflessione dell’agenzia che lo ha pubblicato:

              “Ma, spiegano da Fra (Agenzia europea per i diritti fondamentali ), ci sono alcune considerazioni da fare. “In alcuni paesi può essere più o meno accettato culturalmente parlare di violenza contro le donne. In società in cui la violenza nelle relazioni intime è considerata un fatto privato, la violenza difficilmente è raccontata a famigliari o amici e raramente denunciata alla polizia. Questa reticenza può aver inibito alcuni degli intervistati” scrivono nel rapporto. Inoltre l’uguaglianza di genere nella società, come quella sperimentata nei paesi Scandinavi può portare “a un più alto livello di consapevolezza della violenza contro le donne”. […]
              Istat e Fra i numeri a confronto
              Ci sono differenze tra i numeri rilasciati da Fra e le statistiche ufficiali italiane. Quella dell’Istat, la prima sul tema della violenza di genere condotta in Italia ha registrato che le donne che subiscono violenza nel corso della loro vita sono un terzo della popolazione. «Nella nostra ricerca non sono incluse le minacce, con le minacce la percentuale sale al 29% – spiega Sami Nevala, Fra, ha raccolto i dati della ricerca – La differenza con il 33% delle statistiche italiane non è significativa». «Il 98% delle danesi conosce almeno tre organizzazioni che supportano le donne, nei paesi mediterranei questa percentuale crolla – spiega Bianca Tapia, portavoce di FRA – ci aiuta a capire come la consapevolezza sia cruciale su questo tema». Tra le più alte è la percentuale italiana di donne che pensano che la violenza di genere sia comune nel proprio paese, il 92%. ”

              E come meravigliarsene? Non serve una laurea per vedere che le donne in Italia hanno mansioni meno prestigiose, guadagnano meno e sono meno considerate degli uomini.
              Inoltre sarebbe interessante sapere quanti uomini maneschi con le donne sono a favore delle unioni civili… Questa gente andrebbe a braccetto con le sentinelle in piedi!

              Dunque, se stava provando egregio Toni a dimostrare che l’Italia sarebbe un paese più civile del resto dell’Europa, con la nostra mafia, il lavoro nero e la corruzione pubblica tra i primi al mondo, penso non abbia fatto centro.

              Riguardo alla sue insinuazioni sui genitori omosessuali, la rimando allo studio di Simon R Couch dell’anno scorso su centinaia di bambini australiani; dati veri e verificabili, non illazioni.

              • Mazinga Z scrive:

                Ebbene, caro signor attivista MicheleL, se lei considera poco obbiettivo e poco “serio” lo studio di Sullins allora dovrebbe considerare quello di Couch una barzelletta!
                Non ci vuole la laurea (come dice lei) per verificare da soli, ricercando in rete, la differenza metodologica tra i due studi e rendersi conto chi è che bara.
                Basterebbe solo confrontare l’ampiezza del campione di Sullins ovvero il National Health Interview Survey (NHIS), che riguarda 1.390.999 adulti e 207.007 minori con quello di Couch che invece riguarda solo 500 minori i cui dati sono stati riferiti da entusiasti genitori reclutati anche tramite le associazioni gay.
                E lei ha avuto pure il coraggio di rinfacciare a Sullins l’appartenenza al clero cattolico!

                • Michele L scrive:

                  Gentile Mazinga, una banca dati enorme non serve a nulla se ne abusa. Il campionedi 500 è rappresentativo della popolazione (guardi i sondaggi) e il gruppo di Crouch ha pubblicato uno studio affidabile, tanto è vero che è stato pubblicato su una rivista prestigiosa, BMC Public Health (fattore di impatto 2.32).

                  Lo studio di Sullins, fallato dal fatto che non ha usato le stesse categorie per coppie omo ed etero, come le ho detto. La rivista dove ha pubblicato (“British Journal of Education, Society and Behavioural Science”) non si qualifica nemmeno ad avere un fattore di impatto, tanto è ignorata dalla comunità scientifica, anche perchè con tutte probabilità dei revisori severi non avrebbero mai passato uno studio del genere.

                  Forse non ci vuole una laurea per capire quanto sopra, ma di certo aiuterebbe comprendere che vi sono persone autorevoli ed altre…Meno.

                  • Mazinga Z scrive:

                    Che del campione enorme se ne sia fatto abuso è solo una sua illazione, della quale potrebbe essere pure chiamato a rendere conto a chi di dovere.
                    Sullins ha riaggregato secondo criteri statistici dei dati che sono a disposizione di tutti, i quali, seguendo le metodologie applicate dall’illustre sociologo, possono addivenire agli stessi risultati.
                    Crouch si è servito di un campione di convenienza che scientificamente è solo un pochino più accurato che chiedere l’opinione degli amici del bar.

        • Mazinga Z scrive:

          A proposito di “argomenti conclusivi”, è veramente un’offesa alla ragione pretendere di screditare i risultati scientifici dello studio del professor Sullins rilevando che costui è un sacerdote.
          Così come è pretestuoso voler screditare lo studio di Regnerus rilevando che sono stati finanziati da questo o da quello, facendo capire che i risultati scientifici dipendono da chi paga, senza pensare che lo stesso discorso si può fare anche per quelli che ci piacciono.
          Inoltre faccio presente che mi è bastato un semplice giretto su internet (il lettore se ne potrà accertare da solo) per rendermi conto che le obiezioni pseudo-metodologiche sui presunti bias degli studi di Regnerus e Sullins ricordano più la disinformazione della Pravda che una discussione scientifica.

          • Giannino Stoppani scrive:

            Caro Mazinga Z, codeste obiezioni pari pari le feci io nel tempo che fu.
            Avrai notato che questi signori vengono ad appiccicare sempre il solito manifesto e dei tuoi rilievi se ne fanno un baffo.
            Se li pigli di petto ti fanno rimbecillire anche te.

          • helvetius scrive:

            Vorresti dirmi che un sacerdote può essere uno scienziato obiettivo ? È il resto della comunità scientifica cosa ne pensa?

            • Mazinga Z scrive:

              Il resto della comunità scientifica, a differenza di lei, si distingue dalla gente ignorante perché valuta le cose senza pregiudizi ideologici e inoltre, a differenza di lei, conosce bene il rilevantissimo contributo scientifico di numerosissimi consacrati.

              • Michele L scrive:

                Confermo che anche persone consacrate possano contribuire alla ricerca scientifica, anche se si tratta di eventi molto rari. Ancora più raramente accade che lo facciano per temi su cui gravano pregiudizi ideologici di tipo religioso.

                D’altra parte basta notare che le università cattoliche quasi sempre non hanno dipartimenti scientifici.

                La invito dunque a leggere la lista di pubblicazioni di Sullins e a dirmi quante sono pubblicate su riviste specializzate peer-review non religose. Noterà facilmente che le bastano le dita di una mano per contare.
                Infatti una peronsa che ha pubblicato decine di studi riviste religiose dove l’ideologia conta più dei dati, difficilmente potrà essere considerata affidabile, e infatti gli studi che ha pubblicato si sono rivelati affetti da notevoli problemi metodologici, sintomo della volontà di avere le risposte cercate, piuttosto che le più corrette.

                Troverà un ottimo articolo sull’Huffingtonpost di Giuseppina La Delfa intitolato “Studi sull’omogenitorialita una guida per i perplessi”, che tratta di Sullins, Regnerus e molto altro.

                • Mazinga Z scrive:

                  “Confermo che anche persone consacrate possano contribuire alla ricerca scientifica, anche se si tratta di eventi molto rari.”
                  Ma si rende conto di quello che scrive?
                  Studi la storia!

                  • Michele L scrive:

                    Dai tempi di Galileo, in cui la scienza nacque ed iniziò ad essere perseguitata dalla religone, fino a Darwin, i contributi scientifici da parte di uomini (e donne…) consacrati sono poche centinaia in 4 secoli e per giunta i riferimenti religiosi hanno spesso influenzato le loro interpretazioni (come sorprendersene?).
                    Io qualche centinaio di soggetti su milioni di scienziati (la stima odierna è 10 milioni) li definisco un evento raro, stiamo parlando di numeri da cinquina…

                    Credo che quello a digiuno di storia sia lei.

                • Giannino Stoppani scrive:

                  “Troverà un ottimo articolo sull’Huffington post di Giuseppina La Delfa intitolato “Studi sull’omogenitorialita una guida per i perplessi”, che tratta di Sullins, Regnerus e molto altro.”
                  Uah! Uah! Uah! Uah! Uah! Uah!
                  Giuseppina La Delfa?!?
                  La presidente dell’associazione italiana delle famiglie arcobaleno!
                  Che fonte attendibile e soprattutto “super partes”!!!
                  Uah! Uah Uah!
                  Un t’offende nini, a vai a ca’are va’!
                  E ti danno anche corda!

    • Sebastiano scrive:

      “L’interesse del bambino viene prima delle polemiche”

      Già. E anche prima dei tuoi pistolotti pseudo sociologici.

    • Sebastiano scrive:

      “L’interesse del bambino viene prima delle polemiche”

      Già. E anche prima del tuo pistolotto pseudo sociologico.
      Magari tu e quella “povera mente offuscata” (non so se dall’ignoranza o dalle pasticche) di Luca potreste andare a leggere uno di questi 60 (sessanta) studi scientifici:
      http://www.uccronline.it/2013/01/16/adozione-agli-omosessuali-gli-studi-scientifici-dicono-di-no/

      Dico “potreste”, perché quand’anche vi decideste a farlo poi sareste pronti a dire che sono contestabili perché l’opinione di chi li ha fatti “non è neutrale”. Ovviamente i soli studi che accettereste sono quelli fatti dai vostri compagni di merenda, che sono “neutrali per definizione”. Figuriamoci.

      • Michele L scrive:

        Conosco questa lista ed è cristallina come la coscienza di chi l’ha stilata.
        A parte le insinuazioni di studi vecchi di 20 anni che vi sia un nesso tra omosessualità e pedofilia (non sono infatti presenti studi che evidenzino molestie sessuali in ambito domestico per le coppie omogenitoriali più che per quelle etero), molti studi riguardano genitori single (infatti APA e AAP raccomandano la presenza di due genitori, ove chiaramente la solitudine di un genitore single persa sul bambino).
        La lista poi mescola libri divulgativi, opinioni personali di singoli individui non suffragate da dati, tanto è vero che sono presenti persino psudo-studi dimostrati falsi, come quelli di Regnerus che ha annoverato nel suo campione prostitute e carcerati.
        Persino la sua università ha preso le distanze da lui, per cui la lista andrebbe aggiornata visto che afferma il contrario: http://www.utexas.edu/cola/depts/sociology/news/7572 Ma potrà stare tranquillo, dato che è stato finanziato con abbastanza soldi per pagarsi lo stipendio per 20 anni.
        Inoltre spazzatura pubblicata da Paul Cameron (dal titolo “Children of homosexual parents report childhood difficulties.”), pluri-radiato (da USA e Canada) per aver deliberatamente manipolato dati di colleghi per far loro dire cose del tutto false.

        Proprio una bella lista, non c’è che dire. Si raschia il barile a fondo, e i risultati si vedono. Soprattutto ci si tappa forte le occhi e orecchie per non vedere le centinaia di studi seri condotti sull’argomento.
        Visto che le piaccino le liste lunghe lunghe per farle capire la proporzione della ricerca che cita lei rispetto al totale, ecco una lisa delle pubblicazioni scientifiche sull’argomento degli ultimi anni: http://goo.gl/OPha8C
        Sono 5000 pubblicazioni, faccia la tara di quelle della lista da lei citata e capirà di cosa stiamo parlando e la ragione per cui APA e AAP hanno adottato la loro posizione ufficiale.
        Si figuri pure.

        • Sebastiano scrive:

          Q.E.D.

        • Sebastiano scrive:

          Questo pomeriggio avevo un po’ di tempo da perdere e ho dato uno sguardo alla tua lista.

          E, guarda caso, alcuni dei tuoi “studi imparziali” sono svolti da tale Charlotte J. Patterson.
          E chi è (vi chiederete amici lettori di Tempi)?
          Semplice: “La principale ricercatrice dell’American Psychological Association che si occupa dei pronunciamenti ufficiali circa l’omosessualità, è Charlotte Patterson, lesbica, attivista LGBT”

          Capito ora perché quegli studi sono “seri e imparziali”?

          Caro Michele, evitati la fatica di rispondere, per oggi (e anche per il domani) ho già perso troppo tempo. Ti ringrazio per il divertimento, comunque.

        • Sebastiano scrive:

          Girovagando, ne ho trovato anche migliori:

          “Nel luglio 1998 l’American Psychological Association (APA) ha sostenuto, tramite uno studio scientifico, che gli abusi sessuali sui bambini non sarebbero dannosi se vengono da essi “consentiti”. Nello studio vi si legge che «le esperienze sofferte da bambini, sia maschi che femmine, che hanno avuto abusi sessuali sembrano abbastanza moderate», inoltre, «l’abuso sessuale su un bambino non necessariamente produce conseguenze negative di lunga durata». Così, si conclude, «il sesso consensuale tra bambini e adulti, e tra adolescenti e bambini, dovrebbe venire descritto in termini più positivi, come “sesso adulto-bambino” e “sesso adolescente- bambino”». L’APA ha invitato a non usare lo studio come un avvallo della pedofilia, ma non ha mai preso le distanze dalle affermazioni contenute”

          • Michele L scrive:

            Charlotte Patterson è una stimata professoressa di Sociologia dell’Università della Virginia (indice H oltre 50), che non ha pubblicato studi da sola, ma in equipes di altri ricercatori eterosessuali e omosessuali. Se ha qualcosa da ridire sui suoi studi, visto che i suoi omologhi religiosi non hanno trovato appigli, la invito ad esprimersi, sono curioso.
            Ma se non le piace CJ Patterson ci sono decide e decine di altri autori. Su centinaia di autori è inevitabile che ce ne siano di tutte le razze, età, e orientamenteo sessuale.
            Viceversa, come ho chiarito, su Regnerus e Sullins c’è l’imbarazzo della scelta quanto a falle e manipolazioni.

            L’APA è come la nostra Associazione delgli Psicologi e lo studio che lei cita sulla pedofilia è uno studio serio, assieme alle conclusioni da esso tratte, di cui sono a conoscenza anche se non ricordo gli autori. E’ come dire che non sempre ci si fa male in un incidente d’auto, ma questo non significa che sia il caso di andare contro i muri.

            Se vuole può anche cercare le critiche all’APA di due ex-presidenti, che però non si rendono conto che proprio il fatto che sono poutiti diventare tali, nonostante le loro critiche, dimostra che l’APA è aperta anche ad esse.
            Uno sostiene persino la conversione degli omosessuali, pensi, una tale balla sul piano scientifico e umano che persino Obama di recente ha preso posizione nel definirla tale.

            • Mazinga Z scrive:

              “Il professor Sullins ha pubblicato decine di studi sociologici su riviste peer review ed è referre per numerose riviste scientifiche tra cui l’American Journal of Sociology, la più antica rivista di sociologia d’America, collegata al dipartimento di sociologia della Chicago University e l’American Sociologica Review, organo ufficiale dell’associazione dei sociologi americani. Se invece si ritiene la fede religiosa un conflitto d’interesse insanabile, allora a seguirlo i preti non dovrebbero parlare di teologia e gli ateologi di ateologia. Ed è un argomento che si presta ad un rovescio: la richiesta di rivelare l’orientamento e le pratiche sessuali da parte di tutti i ricercatori che affrontino l’argomento dell’omosessualità, o la propria posizione ideologica, tanto più in un ambito come quello sociologico dove, secondo il vice-cancelliere della Chapman University, Richard Redding, i ricercatori progressisti sono 8-30 volte più numerosi dei conservatori. Della professoressa Charlotte Patterson, docente del dipartimento di psicologia dell’Università della Virginia, sappiamo invece che nelle 25 pagine di curriculum vitae pieno zeppo di attestati, incarichi e premi, non c’è traccia della sua omosessualità dichiarata durante l’interrogatorio in un processo in Florida, non c’è traccia della sua ammissione davanti alla corte che le proprie ricerche erano viziate dall’impiego come campione di amici omosessuali (un campione sicuramente neutro), non c’è traccia del suo rifiuto di consegnare la copia della documentazione originale usata per le proprie ricerche né dell’esclusione dei suoi studi decisa dalla corte d’accordo con i suoi stessi avvocati.”
              Tratto da “La Croce” quotidiano di Mario Adinolfi

            • Sebastiano scrive:

              PERSINO OBAMA????
              Oddio, sono sconcertato….che un topo messo a guardia del formaggio si sia inaspettatamente messo a mangiarlo, mi lascia del tutto basito…

              “Ovviamente” gli studi di Patterson sono “serissimi”, lei non è mica influenzata dalle sue tendenze, mica come quei babbei di “religiosi”….(ma ti ha già risposto Mazinga).

              Ma la cosa più sconcertante è la tua piroetta nulladicente sugli studi/dichiarazioni dell’APA in merito alla pedofilia. Ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate se non facesse venire i conati di vomito.

            • Sebastiano scrive:

              Attendo fiducioso che la Redazione passi il post. Non ne aggiungerò altri: davanti a uno che definisce uno “studio serio” quello in cui si sostiene che “il sesso consensuale tra bambini e adulti dovrebbe venire descritto in termini più positivi”, posso solo cercare di trattenere i conati di vomito.

            • Sebastiano scrive:

              Redazione: quando sbloccherete i miei post?

  6. Andrea N. Ferrando scrive:

    Non so come siate riusciti a collegare stepchild adoption a utero in affitto, ma con la fantasia non siete niente male.

  7. Emanuele scrive:

    @ Michele

    Il tuo modo di interloquire mi pare molto scarretto: spari sentenze a destra e manca e quando ti viene ribattuto con dati ed argomenti cambi argomento…

    Tu dici che è un il illazione che due omosessuali non possano essere bravi genitori… ma il fatto è che due omosessuali non possono essere genitori del medesimo bimbo. Punto. Al massimo lo sarà uno dei due.

    Genitori deriva dal fatto di generare e certamente uno dei due non ha generato un bel nulla. Si potrà dunque discutere se un omosessuale sia un bravo tutore o si possa prendere cura di un bambino… ma genitore non lo diventerà mai.

    Ovviamente ti contesto subito il paragone con l’adozione. In quel caso si cerca di rimediare ad una tragedia, fornendo al bambino ciò che è di più simile rispetto a quello che ha perso. Ma mentre per una coppia etero sterile il non concepire si tratta solo di una condizione accidentale, per una coppia omo è condizione essenziale: nessuna cura o scoperta medica potrà mai cambiare lo stato dei fatti.

    Accennavi poi al fatto che la poligamia destabilizzerebbe la società. Ma nel caso di stepchild adoption sia già di fronte a tre individui (di solito il terzo è il soggetto più debole e serve solo a fornire l’utero). La destabilizza a tal punto che in UK i giudici hanno permesso ai donatori di frequentare i propri figli creando non pochi traumi in ragazzi e bambini che si sono visti piombare in casa genitori fino ad allora sconosciuti. Mi pare abbastanza destabilizzante. ..

    • Michele L scrive:

      Gentile Emanuele,
      il suo cavillare è di poco conto. Non sono forse “gentitori” quelli adottivi? Eppure non hanno “generato”. Questa sua puntigliosa obiezione mi lascia un po’ basito di fronte alla concretezza degli argomenti da me sollevati. Ne vuole fare una questione lessicale?
      E neppure si può “accontentare” di evitare una tragedia, visto che i genitori dello stesso sesso non generano alcuna “tragedia” e gli studi lo dimostrano. Il suo è un pregiudizio al pari dell’idea di togliere i figli a genitori di colore perchè le carceri sono piene di persone di colore.
      Lei presume che gli omosessuali non siano buoni genitori, ma è qui che tutto il suo ragionamento è fallato. Una coppia eterosessuale che ricorre all’adozione non rappresenta automaticamente una migliore alternativa ad una omosessuale e non è una opinione mia, ma di psicologi e pediatri.

      La step-child adoption riguarda bambini veri, non futuri. Si può discutere a lungo se rendere la donazione dei gameti del tutto anonima o priobirla, se rendere la gestazione per altri del tutto gratuita. Ma ogni discriminazione tra coppie omo o etero è ingiustificata.
      Soprattutto dovremmo discutere se rendere illegale il divorzio, primaria fonte di bambini che restano con un genitore per esser adottati dal nuovo compagno. Ma questo non toglie nulla alle qualità genitoriali delle coppie omosessuali, che il bambino sia adottato o magari orfano di un genitore

      Infine, per tornare al tema di base, di certo non cambia nulla sull’opportunità i riconoscere gli stessi diritti alle coppie etero o omo che si vogliono unire ufficialmente.

  8. Mazinga Z scrive:

    “Gli esperti di cavilli, manipolazioni mediatiche, inganni, sono quelli che vestono paramenti dorati, erigono cattedrali, suonano campane, liquefanno sangue, ecc. ecc. e intimidiscono l’opinione pubblica con la minaccia dell’inferno, prefigurando disastri se non si obbedisce, catastrofi sociali, anche laddove il cambiamento è già avvenuto in molti stati senza dramma alcuno, anzi.”
    E lei, egregio MicheleL, che è vittima consapevole e beata di tutti questi pregiudizi antireligiosi, vorrebbe veramente far credere ai lettori di essere minimamente in grado di contestare obbiettivamente sul piano metodologico e scientifico i risultati di studi realizzati da eminenti professori?!
    Sutor, ne supra crepidam!

    • Michele L scrive:

      Ai lettori l'”ardua” sentenza, se credere a cose vere o a fantasie.

      • Mazinga Z scrive:

        O alle sue menzogne.

        • Michele L scrive:

          Lei mi calunnia, nell’evidente impossibilità di dimostare le sue accuse. E ha l’ipocrisia di dire a me che uso metodi da terzo reich?

          • Mazinga Z scrive:

            Io calunniare? Questa è bella! Ma se lei praticamente non ha fatto altro in ogni suo commento! E il metodo di attaccare personalmente di un eminente studioso sostenendo la vergognosa tesi che l’essere sacerdote comprometterebbe la validità dei suoi studi, che razza di metodo sarebbe se non da propagandista del terzo reich?!
            E si metta bene in quella testa radiografata che è lei che deve dar ragioni plausibili delle sue apodittiche asserzioni e basse insinuazioni, non certo io, che non ho fatto altro che esortarla a renderne conto!

            • Michele L scrive:

              Sullins potrà essere “Sua Eminenza”, ma di certo non scientificamente. Le sue pubblicazioni, meno di 30 peer revied e meno di 10 in ambito di infanzia, per una carriera oramai alla fine sono ben poca cosa. Soprattutto se si valutano con il criterio dell’Indice H, usato internazionalmente per valutare l’autorevolezza di uno scienziato. Per Sullins è 6, ovvero quello di un comune giovane ricercatore a inizio carriere nelle scienze sociali. Un professore di sociologia normalmente ha un H Index maggiore di 50.

              Potrei parlarle a lungo delle falle degli studi di Sullins, per esempio uno recente “Emotional Problems among Children with Same-Sex Parents: Difference by Definition” in cui analizza famiglie con genitori dello stesso sesso e di sesso diverso. Bene, mentre per le famiglie eterosessuali distingue quelle divorziate e quelle non, per quelle omoparentali non lo fa. Ovviamente il condizionamento di precedenti divorzi (evitabili in una società dove gli omosessuali non sono spinti ad essere quello che non sono), pesa sui risulati. Il confronto sarebbe stato corretto se avesse confrontato famiglie omo ed etero-genitoriali dopo un’adozione, quindi a parità di condizioni.

              Dunque, come vede, le mie critiche a Sullins sono a ragion veduta e sarei ingenuo se non notassi che, oltre ad essere una delle pochissime voci fuori dal coro, è anche una voce che canta nel “coro della chiesa”.

              • Mazinga Z scrive:

                Vedo che insiste a denigrare Sullins senza aver né titolo né valido motivo né merito per farlo se non l’aver pazientemente raccolto e scopiazzato i pettegolezzi malevoli e detrattori di cui sono zeppi certi siti dichiaratamente allineati.
                E’ questa quella che si chiama calunnia gratuita caro signore.
                Va da sé che, dopo che ha abbondantemente palesato la sua visione settaria e pregiudiziale della questione, la sua pur faticosa raccolta di critiche pelose e partigiane sia priva di qualunque valore nella nostra discussione, nonostante ciò potrà ugualmente compiacersene davanti a uno specchio per aumentare ancor più la pressione di gonfiaggio del suo quanto mai sopravvalutato ego.

                • Michele L scrive:

                  “Non c’è peggior sordo…”, dice l’adagio. Io non ho scritto pettegolezzi, ma fatti puntuali, non affermazioni gratuite. La valutazione oggettiva della carriera scinetifica del Reverendo Sullins è chiara ed è la stessa misura che si usa per tutti, onesta, equa. Non è un mio giudizio personale. Io non sono più autorevole di Sullins, ma cito chi lo è di gran lunga.

                  Se lei avesse qualcusa da aggiungere in difesa di Sullins dovrebbe farlo, potrebbe leggersi i suoi lavori (come ho fatto io) invece di osannarlo, ma immagino che ciascuno faccia quello che è abituato a fare.

                  Sono pronto a mettermi in discussione, come infatti faccio tra persone che la pensano diversamente, i cui messaggi leggo con attenzione, dando risposte le più esaustive e puntuali possibile.
                  Alcuni si trincerano dietro ad attacchi personali, convinti di avere ragione ma senza sapere perchè: questo è il colmo della sopravvalutazione dell’ego, quindi rispedisco al mittente le suo accuse infondate, che potrà bene lei proferire al suo specchio.

                  • Mazinga Z scrive:

                    “Non c’è peggior sordo…” del cretino ideologizzato che si sente antropologicamente e culturalmente superiore ai suoi interlocutori e riduce le discussioni a stucchevoli monologhi autoreferenziali.
                    Pensi che da quando scrivo qui io ne ho incontrati almeno tre, ma credo che siano la stessa persona tanto educata, in buona fede e rispettosa degli altri da cambiare pseudonimo ogni tre per due.
                    PS: io non ho osannato nessuno, ho solo dato a Cesare quel che è di Cesare, visto che, a differenza di certi cretini ideologizzati, non ho bisogno di ricorrere a mezzi disdicevoli come la denigrazione sul piano personale sostenere una posizione e difenderla sino al punto di rendermi ridicolo.
                    PPSS: scrivere che gli altri non hanno argomenti mentre chiunque li può leggere nero su bianco sulla stessa pagina non è una scelta saggia.

                    • Michele L scrive:

                      Mi faccia capire, Signor “Mazinga Z”, lei sta dicendo a me che denigro Sullins perchè lo descrivo in modo oggettivo sul piano scientifico e professionale (fare il prete è un mestiere con relativo stipendio, per quanto ideologicamente pervasivo), chiarendo puntualmente le falle dei suoi studi, e lei mi da del cretino? Ma come si permette? Ma si rende conto dell’ipocrisia e della maleducazione? Sono questi i suoi metodi?
                      Quali sarebbero questi argomenti nero su bianco? Ha risposto alle mie obiezioni metodologiche? Ha letto lo studio di Crouch? Dove ha letto che 500 campioni non sono sufficienti? Sa cos’è il Fattore di Impatto? E l’indice H? Ha verificato cosa e dove ha pubblicato Sullins?
                      Per altro sono a conoscenza di fatti personali di Sullins che avrei potuto usare per mettere ulteriormente in discussione la sua affidabilità. Se vuole fare qualche ricerca li potrà scoprire da solo, ad ulteriore prova che non sto affatto cercando di demolire Sullins in tutti i modi. Ci riesce benissimo da solo, basta avere un minimo di pratica con la letteratura scientifica.
                      P.S. Moderi i termini, la mia pazienza è limitata e anche se usa uno pseudonimo non è affatto irrintracciabile alle autorità.

                    • Mazinga Z scrive:

                      Caro Michele L, mai incipit fu più sciagurato di quel suo “mi faccia capire”, visto che lei di “capire” non ha manifestato la benché minima volontà.
                      E’ stato lei che ha scritto le seguenti parole:
                      “Sullins è un reverendo, che quindi non può essere considerato privo di condizionamenti ideologici, dato che ha preso i voti.”
                      Questa è una volgare calunnia motivata da ancor più volgare pregiudizio.
                      Il resto sono solo suoi balordi tentativi di parlare d’altro solo per illudersi di aver ragione e compiacersene davanti allo specchio.
                      Quanto al resto, come chiunque può constatare leggendo senza stolida acrimonia quanto ho scritto sopra, è letteralmente falso che io le abbia dato personalmente del cretino, avendo solo parlato genericamente di “cretini ideologizzati”.
                      Se lei però ritiene di rappresentare degnamente tale amplissima categoria io non ci posso fare nulla salvo esserne un tantino divertito.
                      Avrei dialogato volentieri dei risultati delle sue affannose ricerche sul web se si fosse dimostrato più capace di ascoltare i suoi interlocutori e soprattutto di abbandonare i suoi gretti pregiudizi.

                    • Michele L scrive:

                      Sullins non è nato reverendo, ha preso i voti e si è impegnato per la causa esplicitamente. Questo non significa che non possa fare scienza, ma pone seri dubbi sulla sua capacità di interpretare un dato in modo obiettivo. D’altra parte le falle dei suoi studi non sono una supposizione. Gliele ho elencate e lei non ha avuto nulla da eccepire, quindi mi lasci dubitare della sua voglia di discutere. Lei ha visto un appiglio per far polemica, un avversario impegnativo e non ha trovato meglio da fare che lagnarsi e insultarlo.
                      Ma d’altra parte sono stato avvertito che ciò sarebbe accaduto, quindi non mi sorprendo, il livello della conversazione che si può avere con lei la qualifica. Con altri interlocutori che sto avendo un confronto può essere duro, ma è per lo meno costruttivo e di certo non ingiurioso come lo è stato con lei.

                    • To_Ni scrive:

                      Quindi c’è insanabile contrasto tra “voti” e “scienza”
                      Secondo te Antonio Stoppani non può essere considerato da tutti il padre della geologia e della paleontologia italiana. Non valgono nulla neanche Lazzaro Spallanzani (1729-1799) o il monaco Gregor Mendel (sono sicuro che lo conosci), monsignor Luigi Cerebotani (l’inventore delle telescrieventi), Giuseppe Mercalli (docente universitario a Catania e Napoli, direttore dell’Osservatorio Vesuviano), Fiorenzo Facchini, Giovanni Caselli (inventore di un telegrafo che, a diverso da quello di Morse, riusciva a trasmettere non punti e linee, ma uno scritto, un disegno, una frase all’altro apparecchio). Posso continuare (e dato che hai menzionato Galileo, possiamo aggiungere che paradossalmente questo è stato “poco scientifico”)
                      Secondo me, dovresti dire che non c’è contrasto tra prendere “i voti” e “scienza” …. Piuttosto che tu non consideri scienza le cose non ti piacciono.

                    • Michele L scrive:

                      Ho detto To_Ni che il contributo da parte di “chierici” è possibile, infatti lei cita alcuni tra le diverse centinaia che conosco. Non ho mai detto che i voti impediscono di ragionare. Ho detto e lo ribadisco che il contributo è “raro” e infatti non trova Nobel nella sua lista, perchè immagino la religione non stimoli il ragionamento critico scientifico, ma anche senza la mia “immaginazione” il “raro” resta, essendo poche centinaia di carriere (per quanto rilevanti) in un panorama di milioni di studiosi.
                      Io ho detto che si possono avere delle remore quando il soggetto della ricerca è anche soggetto di posizioni religiose preesistenti. In tal caso il voto preso permetterebbe di divulgare un risultato “contrario” alla posizione religiosa?

                      Devo aprire una piccola parentesi gnoseologica. A parte che per le scienze esatte, come la matematica o la fisica teorica, il “rumore” della misura (osservazione astronomica, quantificazione biologica, campione sociale, ecc.) genera incertezza e solo l’esperienza alla fine può dirimere definitivamente la questione e formare la verità scientifica. E’ per questo che al di fuori delle scienze esatte la comunità scientifica è conservatrice, perchè raggiunge la conoscenza, su cui basa anche nuovi esperimenti, salendo su un nocciolo duro pluriverificato che di fatto compensa l’incertezza che ogni singolo approccio di ricerca presenta. Chiusa parentesi.

                      Il rischio dunque che il voto preso prescinda dalle evidenze o le condizioni è concreto. Il voto richiede fede e tale fede può guidare lo scienziato verso l’ipotesi meno probabile (il che non significa matematicamente falsa, ma solo improbabile) e dunque indurlo a suggerire alla comunità scientifica non la cosa più utile, ovvero quella più verosimile, ma un’altra… Magari pensando “che Dio me la mandi buona”. Infatti, come le ho spiegato, non è che una mezza verità sia del tutto falsa. Ma di fatto questi atteggiamenti (come l’omeopatia o altre pseudo-scienze) rallentano il processo scientifico gettando sabbia negli ingranaggi del sistema (o negli occhi di altri studiosi).
                      Anche per questo è nato il sistema del fattore di impatto, per distinguere affermazioni più o meno affidabili. In ogni caso i nodi vengono al pettine, le scelte discutibili emergono e il biasimo si fa vivo (v. casi Sullins e Regnerus e aggiungerei anche, sul versante opposto, il caso Patterson, su cui mi sto documentando), ma è un peccato perchè si è perso tempo prezioso. Come il tempo perso nel dibattito sulla depatologizzazione dell’omosessualità, ormai argomento assodato, che però ha richiesto decenni di sviluppo.
                      Lei è un interlocutore interessante To_Ni. Mi prenderò qualche tempo per riflettere sui punti da lei sollevati, sulle questioni sociali e anche sul caso Patterson. Probabile che per quando avrò raggiunto qualche conclusione la discussione non sarà più sulla pagina di Tempi, ma penso ci rincontreremo, il tema è piuttosto frequente.

                    • Hiroito Akkaka scrive:

                      Non vi pare che sia un tantino riduttivo considerare il sacerdozio di Santa Romana Chiesa l’unica cosa ad essere conflittuale con l’attività scientifica?
                      Non è arbitrario considerare i consacrati più influenzabili dei laici dai dogmi della loro fede?
                      E per le altre religioni che si fa?
                      Mica possiamo dire, se non arbitrariamente, che un protestante è più obiettivo di un cattolico, vero?
                      Diciamo allora che la fede in qualche essere superiore è incompatibile con l’attività scientifica.
                      Eh, ma allora anche l’essere seguaci di una ideologia può alterare e compromettere un lavoro scientifico, specie nel campo delle scienze sociali, dove il metodo sperimentale è zoppo e si possono manipolare i dati statistici con grande libertà d’azione.
                      E della pecunia, non ne vogliamo parlare?
                      Insomma, in realtà lo scienziato puro, il ricercatore integerrimo è un falso ideale a cui credono ciecamente solo gli sciocchi, e selettivamente (ovvero quanto conviene) solo i furbetti in mala fede.
                      Temo allora che abbia ragione chi sostiene che l’accusa di non obiettività rivolta ad uno scienziato motivata dal suo essere un sacerdote cattolico costituisca solo una volgare calunnia.

                    • To_Ni scrive:

                      Sui Chierici:

                      Le faccio osservare che il mestiere dei chierici non è di essere scienziati. Ma il loro compito primario è curare le anime. Per cui il loro contributo alla scienza assume un merito addizionale;

                      Sui Nobel

                      Per l’assenza di premi vale oltre la considerazione (da tenere presente) sopra altri due elementi:
                      1) la forte fede religiosa non è impedimento alla grande scienza . Amo ricordare maxwell (Maxwell scrisse: “O Dio onnipotente, che hai creato l’uomo a tua propria immagine, e ne hai fatto un’anima vivente perché egli potesse cercarti e avere potere sulle tue creature, insegnaci a studiare l’opera delle tue mani.“).
                      2) La forte fede religiosa finisce, in tempi oscuri, di non avere i giusti riconoscimenti in campo scientifico (la storia di Jerome Lejeune è emblematica) mentre agevola un certo “allineamento”, poco conta se si è emeriti cialtroni (alcuni premi a scienziati , letterati, presidenti degli Stati Uniti ne sono la prova)

                      Sulla Scienza (considerazioni sulla scienza che piace)

                      Sulla scienza la storia è molto più complicata. L’esempio che segue per me è emblematico rispetto alla realtà che si vive oggi e sul valore di “certe scoperte” ed il lori valore in rapporto ad un indirizzo ideologico (caso che puoi rapportare alla nostra discussione):
                      “Come lei sicuramente saprà, la nostra rivista ha sostenuto e dimostrato una posizione fortemente evoluzionista fin dai suoi esordi, e crede che le spiegazioni evoluzioniste di tutte le strutture e i fenomeni della vita sono possibili e inevitabili. Per questo le posizioni come la sua….. non sono adatte alle nostre pagine” Questo rifiuto non viene fatto da una rivista tipo “Visto”, “Cronaca vera” o “Topolino” , ma da “Science Journals” …. Metodo galileiano o linea editoriale (meglio: censura preventiva) ?

                      Sugli approfondimenti che farai:

                      Sono felice che approfondirai sulla Patterson (se non ricordo male opera un confronto tra 50 di familie lesbiche e famigli etero ma con figli nati grazie dlla banca del seme), ma ti prego di considerare e approfondire la “metodologia” (confrontare bambini cresciuti da coppie lesbiche con bambini cresciuti con una madre sola. tutto con con un reclutamento volontario, con interviste semi-strutturate e capolavori simili) .

                      Per onestà devo ammettere già da ora che io da sempre ho forti dubbi su tutta psicologia comportamentistica che la considero uno strumento di adattamento e/o condizionamento sociale.

  9. giovanna scrive:

    Caro Trollino Giovanna, mi fai una tenerezza così depauperato delle parolacce e delle volgarità !
    Non sembri manco più tu ! :-)
    Però mi compiaccio, sei un grande esempio per tutti i paperotti ! :-)

  10. giovanna scrive:

    Ma non eri stato proprio tu, caro paperotto, a negare che qui si potessero essere fiondati o fiondarsi fior di bestemmiatori ?
    Con asterischi o senza, sempre bestemmiatore sei !
    E pretendi pure di non essere cancellato !
    Ormai l’abbiamo capito il “contenuto ” dei tuoi interventi , giustissimamente, censurati.

  11. yoyo scrive:

    Meglio che trolli alla larga da qui.

  12. To_Ni scrive:

    Ma che ingiustizia che subisce un fine, ed elegante intellettuale del tuo calibro.

    :-)

    Cassarti è l’equivalente di buttare nel cassone il sacco di spazzatura.

  13. tory scrive:

    La cosa che più ci avvicina a Dio in questa terra e amare e desiderare e avere figli. Non capisco che razza di persone sono quelle che vogliono impedire che ciò accada.
    Sentinelle pentitevi. The day of the Lord…….

  14. Giannino Stoppani scrive:

    “La cosa che più ci avvicina a Dio in questa terra e amare e desiderare e avere figli.”
    Eh beh, dipende per farci che cosa…
    «sappiamo vedere nel bambino l’essere umano potenzialmente libero. Noi, si, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega» Mario Mieli, “Elementi di critica omosessuale”.

  15. Il tuo alter ego scrive:

    La tua però per Mieli è una ossessione. Sai citare solo e sempre le stesse parole.

  16. Giannino Stoppani scrive:

    Sai caro, cito sempre le stesse parole perché sono l’equivalente del “il re è nudo” di una famosa favola.
    E a te ogni volta che le posto ti rode il chiccherone, vero?

  17. Helvetius scrive:

    Ti riferisci ai preti cattolici che sempre più spesso si ha il coraggio di denunciare? I gay e le lesbiche non sono più pederasti degli eterosessuali, se il tuo problema è quello.

  18. Helvetius scrive:

    Sono in tanti a buttare i diamanti nella spazzatura per sbaglio. Stai attento, potresti volertela rimangiare tutta quella spazzatura pur di riottenere il diamante

  19. Giannino Stoppani scrive:

    Tanto per cominciare la maggior parte dei pederasti si è rivelata essere omosessuale.
    Seconda di poi, quello che dice l’ideologo degli omosessuali della pedofilia è quanto sopra ti ho riportato con conseguente tuo rodimento di chiccherone.
    Il Capo della Chiesa, invece dice altro:
    “Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare.” (Mt 18:6)
    Buonanotte fiorellino.

  20. Raider scrive:

    Si batte sul tasto degli studi scientifici, opinabili e manipolabili come lo sono i bambini: dateli a doppie coppie e full o pool di genitori in numero pari ai diversi orientamenti sessuali censiti dagli scienziati LGBT ecc..: e gli scienziati otterrano come niente, se ci si mettono d’impegno, d’incanto, i risultati desiderati: e i desideri, che, lo sappiamo, sono legge civile, per gli orientamenti giurisprudenziali politicamente corretti, ci mettono niente a diventare legge scientifica.
    Proprio per questo, come un bambino nasce da due genitori, dev’essere cresciuto da una coppia: e siccome la copia che può generarli non sarà mai composta da due individui dello stesso sesso, occorre che i bambini vadano a coppie eterosessuali. E’ una cosa contro cui la scienza non può fare molto, solo ingannare, aggirare, utilizzando strategie riproduttive che, però, sempre del seme maschile e dell’ovulo femminile hanno necessità.
    Poi, se si vuole cavillare, aggirare, ingannare questo dato inoppugnabile con gli aggiustamenti della tecnica che manipola l’essere umano, con le strategie mediatiche in grado di influenzare, condizionare, intimidire l’opinione pubblica dandole a credere che la stima verso di essa da parte dei maghi della demoscopia, dei signori e padroni, comprimari e figuranti del sistema mediatico, dottori della legge crescerà se si adegua a quello che gli viene instillato: appunto.

  21. Raider scrive:

    Grande Giannino. Ti prego di postare quando opportuno questo promemoria del leader santificato – non dalla sola gay culture, ma dalla intellettualità “illuminata” tutta – dell’avanaguardia pedofila, che considerava i pedofili non criminali, ma “liberatori” dei bambini. I preti pedofili sono corruttori che tradiscono la fiducia delle famiglie, che violano la santità del ministero, che infrangono la legge divina e quella umana: altri hanno considerano eroi civili, “santi laici”, profeti della liberazione sessuale Mario Mieli, cui hanno dedicato circoli ricreativi e culturali. ne dedichino qualcuno agli ex preti pedofili che mettono in pratica gli insegnamentio di Mario Mieli.

  22. Michele L scrive:

    Omosessualità e pedofilia sono due cose del tutto distinte. Lei non sa nemmeno di cosa parla. I pedofili non distinguono il sesso della vittima, perchè non sono interessati alla sessualità del bambino ma al suo essere immaturo e infantile. Infatti la metà delle vittime dei pedofili è femmina e la metà è maschio.
    Il pedofilo non ha rapporti sessuali con adulti, perchè ha una sessualità malata.
    D’altra parte Luca mi ha detto che sarei stato infangato e insultato, e infatti ecco l’insinuazione più infamante. Vede Giannino, se io un vigliacco ora cavalcherei lo stereotipo del prete pedofilo fino ad insinuare cose orrende dei cattolici, non diversamente da lei. Ma io sono una persona onesta e informata e conosco anche i numeri della piaga pedofila che attanaglia il vaticano e so che non sono diversi dalla media della popolazione, come so che non non diversi dalla media della popolazione omosessuale. E questa volta penso proprio di poterlo dire: si vergogni delle sue insinuazioni.

  23. Michele L scrive:

    Certo Raider, il caso Stamina dimostra chiaramente che gli scienziati seguono l’opinione pubblica, vero? O forse gli scienziati non sono così ingenui e non si fanno abbindolare? La scienza è conservatrice, come la religione per certi versi, diffida delle novità. Ma a differenza della religione ammette velocemente l’errore quando i fatti lo dimostrano tale.

    La scienza può molto contro le sue illazioni che due genitori dello stesso sesso non possono essere buoni genitori: contro il suo pregiudizio lo scienziato umilmente le elenca centinaia di famiglie, le studia in modo rigoroso e onesto, rende i dati pubblici, li lasci criticare a tutti e trae conclusioni obiettive. Così si decide cosa è vero o falso, non sulla base di dogmi indiscutibili.

    Gli esperti di cavilli, manipolazioni mediatiche, inganni, sono quelli che vestono paramenti dorati, erigono cattedrali, suonano campane, liquefanno sangue, ecc. ecc. e intimidiscono l’opinione pubblica con la minaccia dell’inferno, prefigurando disastri se non si obbedisce, catastrofi sociali, anche laddove il cambiamento è già avvenuto in molti stati senza dramma alcuno, anzi.

    Io le fornisco fatti, non solo scientifici, ma anche politici, geografici e storici. Lei cosa fornisce, oltre alla sua rispettabile ma -mi permetta- piuttosto limitata esperienza?

  24. To_Ni scrive:

    Strana una cosa: la stragrande maggioranza degli ex preti pedofili, avevano interesse per bambini del proprio sesso (perché non può esistere una pedofilia omosessuale?) . Altra cosa strana: il più della volta si tratta di una definizione “impropria” di pedofilia in quanto sono rivolti ad adolescenti. Quindi si tratterebbe di efebofilia. Altro elemento, la pedofilia è più presente (chiesa e soprattutto fuori) nei c.d. “paesi civili” (70% dei casi in Europa, Italia 15 posto, i paesi Bassi dominano la classifica) . Altra circostanza sospetta tutti i teorici (ma proprio tutti) quelli che difendono la pedofilia, guarda caso, nel contempo difendono anche i “tuoi diritti”. Tu paragoni dati politici, storici e geografici, qualche conclusione “scientifica” da questi elementi non la trai.
    Io penso che sommando le cose tutto, grossomodo, fa parte del tuo mondo.

  25. Giannino Stoppani scrive:

    Ma caro Filomeno, la teoria secondo la quale la pedofilia non c’entra nulla con l’omosessualità prima che a me la dovresti spiegare a Mario Mieli, autore omosessuale (pedofilo e coprofilo) delle inequivocabili parole di cui sopra e notoriamente musa ispiratrice del movimento gay italiano.
    Già che ti ci trovi spiegalo pure a Niki Vendola, in quale sull’argomento ebbe a dire un tempo
    “Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia (…), cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti, e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia (…).”
    E inoltre fai bene, caro Filomeno, a non rammentare la pedofilia dei preti, altrimenti si sbatterei sul grugno il dato rilevato dal John Jay College of Criminal Justice della City University of New York secondo il quale oltre l’80% dei preti incriminati tra il 1950 e il 2002 risultano di orientamento omosessuale.

  26. Michele L scrive:

    Francamente non conosco le statistiche sul sesso delle vittime dei preti pedofili, lei dove le ha trovate?
    Quanto alla definizione di efebofilia e all’insinuazione che gli omosessuali possano essere attratti più degli eterosessuali da soggetti giovani, la rimando al caso Ruby. Riguardo alla distribuzione dei casi di pedofilia, come nel caso degli abusi sulle donne, ecco il commento dell’agenzia che ha pubblicato i numeri:

    “Ma, spiegano da Fra (Agenzia europea per i diritti fondamentali ), ci sono alcune considerazioni da fare. “In alcuni paesi può essere più o meno accettato culturalmente parlare di violenza contro le donne. In società in cui la violenza nelle relazioni intime è considerata un fatto privato, la violenza difficilmente è raccontata a famigliari o amici e raramente denunciata alla polizia. Questa reticenza può aver inibito alcuni degli intervistati” scrivono nel rapporto. Inoltre l’uguaglianza di genere nella società, come quella sperimentata nei paesi Scandinavi può portare “a un più alto livello di consapevolezza della violenza contro le donne”. […]
    Istat e Fra i numeri a confronto
    Ci sono differenze tra i numeri rilasciati da Fra e le statistiche ufficiali italiane. Quella dell’Istat, la prima sul tema della violenza di genere condotta in Italia ha registrato che le donne che subiscono violenza nel corso della loro vita sono un terzo della popolazione. «Nella nostra ricerca non sono incluse le minacce, con le minacce la percentuale sale al 29% – spiega Sami Nevala, Fra, ha raccolto i dati della ricerca – La differenza con il 33% delle statistiche italiane non è significativa». «Il 98% delle danesi conosce almeno tre organizzazioni che supportano le donne, nei paesi mediterranei questa percentuale crolla – spiega Bianca Tapia, portavoce di FRA – ci aiuta a capire come la consapevolezza sia cruciale su questo tema». Tra le più alte è la percentuale italiana di donne che pensano che la violenza di genere sia comune nel proprio paese, il 92%. ”

    E come meravigliarsene? Non serve una laurea per vedere che le donne in Italia hanno mansioni meno prestigiose, guadagnano meno e sono meno considerate degli uomini. Inoltre sarebbe interessante sapere quanti uomini maneschi con le donne sono a favore delle unioni civili…

    Dunque, se stava provando egregio Toni a dimostrare che l’Italia sarebbe un paese più civile del resto dell’Europa, con la nostra mafia, il lavoro nero e la corruzione pubblica tra i primi al mondo, penso non abbia fatto centro.

    Lo stesso vale per i casi di pedofilia, in Italia stiamo ancora discutendo di vittime che saltano fuori ora dopo 20 anni. nel nord Europa non vi è stata l’omertà Italiana, come per le violenze alle donne ed è lecito pensare che i casi siano stati denunciati in maggior numero.
    Gli sparuti gruppi di pedofili, le cui campagne politiche oggi ignoro, provarono ad aderire a gruppi che difendevano gli omosessuali, ma la loro strategia fu presto compresa e furono espulsi (già negli anni 80).

    Riguardo alla sue insinuazioni sui genitori omosessuali, la rimando allo studio di Simon R Couch dell’anno scorso su centinaia di bambini australiani; dati veri e verificabili, non illazioni.

    Penso che lei sia molto disonesto e ipocrita nell’insinuare un legame tra pedofilia e omosessualità. Gioca lo stesso gioco ignobile di chi cerca di legarla al cattolicesimo, mentre sappiamo entrambi che entrambe le associazioni sono insinuazioni inaccettabili, che al limite possono qualificare solo chi cerca di approfittarsene, perchè a corto di argomenti solidi.

  27. Michele L scrive:

    Sta parlando di affermazioni di 40 anni fa, e per altro di soggetti che non hanno la mia stima, per cui non vedo perchè dovrei giustificare le loro affermazioni, da figli dei fiori, che in quel periodo vanno contestualizzate.
    Conosco i risulati (commissionati dagli stessi religiosi) del John Jay College of Criminal Justice della City University of New York, che non dimostrano di certo un legame tra omosessualità e pedofilia, ma tra omosessualità e sacerdozio, se mai. Un sacerdote, come un pedofilo (senza voler fare associazioni) non è eterosessuale o omosessuale finchè non manifesta l’attrazione sentimentale per un altro adulto.

  28. Giannino Stoppani scrive:

    I soggetti in questione, se non hanno la sua stima personale (della quale non me ne può fregare di meno), hanno tutt’oggi la stima incondizionata delle associazioni lgbt, le quali, se oggi ne disconoscono certe dichiarazioni, lo fanno chiaramente per motivi di opportunità politica.
    Lo studio del John Jay College of Criminal Justice della City University of New York non dimostrerà il legame tra omosessualità e pedofilia paraponzi ponzi po, ma ti sbatte lo stesso sul grugno il dato secondo il quale l’82% di tutte le presunte molestie consumate da parte di presbiteri tra il 1950 e il 2002 aveva come vittime degli altri maschi.

  29. Raider scrive:

    Michele L, lei mi fa notare, in maniera puntuale/puntuta ma educata, che io non sono a conoscenza dei dati di cui dispone lei; e osserva che le mie affermazioni non si basano su dati oggettivi e quindi, riflettono mie opinioni personali o diffusi pregiudizi. Sono rilievi che risponderebbero al vero, se non trascurassero differenti premesse a discorsi che, così, vertono su contenuti differenti.
    Infatti, quanto al primo punto, io contesto che la scienza possa essere il criterio di verifica e validità e principio di legge: è solo uno strumento di cui il legislatore può tenere conto entro limiti che stabilisce sovranamente e rifacendosi a criteri che, per non essere validati scientificamente, se mai possano esserlo, non sono né arbitrari né irrazionali. La storia, la cultura, il costume sociale, la sensibilità personale, dovuta a atteggiamenti o convinzioni ideologiche, morali, filosofiche e penso non la scandalizzaerà, religiose, hanno lo stesso titolo a concorrere alla formazione di un giudizio e in ordine alla definizione di decisioni in sede politica. Altrimenti, deleghiamo l’esercizio della libertà e della democrazia alla scienzame non se ne palri cioè, non si aprli più, ci si metta in reverente ascolto e così sia. Ma credo che molti scienziati, prima degli altri, si opporrebbero a una tecnocrazia che non esporrebbe di meno a abusi di ogni genere, fra istanze ideologiche, conflitti d’interesse, dispute fra opposti schieramenti teorici, settarismi di scuola, scontri sul metodo, conformismo gregario, elitismo autoritario, revisionismo incombente.
    Fra l’altro – e lo si dice a titolo di esempio -, in sede giudiziale vengono ascoltati i periti dalle controparti: poi, deciderà la Corte se, di chi e in merito a cosa la perizia è attendibile. E’ una (e)semplificazione e lei dirà che le associazioni di psicologi sono unanimi: le associazioni, può darsi: i singoli scienziati, no.
    Poi, lei Michele L., cita il caso Stamina: potrei citarle la Commissione Lunacek: e vedrà che, lì, abusi di potere scientifico e politico collimano perfettamente: nel senso di una piena democraticità, immagino, per lei: tutto il contrario, proprio tutto il contrario, per quello che ne penso io.
    Ma, come le dicevo e proprio in ragione delle cose che ho appena ricordato, a essere, prima ancora che contestata, respinta da me come impertinente non è la conclusione cui lei arriva sull’onda delle risultanze scientifiche, conclusione opinabile come altre, ma la premessa da cui partiamo: e lei dirà che sono opinibili principi e premesse: ed è vero anche questo: tanto che io penso non ci si possa neppure capire, se uno parla della capacità di una coppia di gay di crescere un bambino, cosa che, col loro desiderio di averne comunque, costituirebbe titolo a averli comunque; mentre io non considero come argomenti pertinenti né probanti l’attitudine personale o di coppia né il desiderio di avere un bambino da parte dei gay, ma solo il diritto del bambino a avere una coppia – due: non tre o quattro o più, in nome di capacità e desiderio di singoli, coppie, trittie o comitive – di genitori composta da individui di sesso diverso, che, soli, possono mettere al mondo un bambino.
    Il resto, su cui non ritengo utile dilungarmi, è aperto, sì, a tutte le illazioni in un senso o nell’altro: ma trovo che siano piuttosto inconsistenti le motivazioni come quelle che lei porta a favore delel nozse gay: “L’ufficializzazione di una unione infatti mira a cementare la società chiarendo alle famiglie di origine (famiglia nel senso più ampio, compresi gli amici e i conoscenti), che il legame è solido e possono vederlo come un “ponte” verso la famiglia del partner. Infatti si celebrano matrimoni anche per coppie che non possono o non vogliono avere figli, tra persone mature oltre l’età della riproduzione. La filiazione è importante e va tutelata, ma non è una condizione necessaria, evidentemente.”
    L’idea di famiglie allargate a amici e conoscenti, di famiglie assembleari, mi sembra di per sé curiosa, diciamo così: sembra quasi sia per tutelare il parentado stretto allargato a dismisura che le coppie devono regolarizzare l’unione e il progetto. Sono ancora delle unità, più o meno estese, basate sul sacro vincolo dei fatti propri. che non interesano alla società, neppure per “cementarsi” come dice lei. Volemose bene: è un principio generale o auspicio generico che va bene con o senza famiglia, con o senza unione o associazione o convivenza e condivisione sentimentale. Ma ancora più curioso di questo modo di intendere e estendere la famiglia è che la società non dovrebbe preoccuparsi di riconoscere come carattere esclusivo della famiglia quello di garantire la continuità biologica. Le unioni sterili sono un’altra cosa: e possono essere regolate senza coinvolgere la società nel definire l’ambito di validità di sentimenti e desideri, accordi e progetti che non la riguardano.

  30. Michele L scrive:

    Io non sono iscritto a nessuna associazione lgbt, né ho citato loro posizioni ufficiali. Io cito studi autorevoli, non mi curo delle farneticazioni di politicanti degli anni 70.

    Lo studio che lei cita dimostra semplicemente che dal 1950 al 2002 sono stati selezionati molti soggetti affetti da pedofilia, soprattutto tra persone che non avevano interesse per le femmine. Sarebbe interessante sapere qual’è l’orientamente sessuale del resto dei prelati non coinvolti negli abusi. Sospetto che l’incidenza dell’omosessualità sarebbe notevolmente maggiore che nella popolazione generale. Ma mettiamo pure che sia uguale.

    L’incidenza della pedofilia tra i ranghi religiosi non è più elevato che nel resto della popolazione, se ne deduce che per lo meno non vi è legame tra pedoflia e omosessualità. Sarà lieto di notare che una cosa tanto logica non ha nemmeno il bisogno di essere sbattuta sul suo, di grugno.

  31. Michele L scrive:

    Gentile Raider,
    sono del tutto d’accordo che la scienza non andrebbe considerata come base unica e assoluta per delle decisioni politiche. Come dice bene è uno degli elementi da prendere in considerazione per permettere la formazione di un giudizio.
    Soprattutto è efficace, con il suo carattere dirimente e obiettivo, di gettare luce su pregiudizi e di porre un punto nel caso di estenuanti discussioni in cui le legittime opinioni rischiano di non avere sufficiente rilevanza rispetto al vero stato dei fatti.

    I riferimenti scientifici infatti, assieme a quelli sociali, hanno determinato alla fine degli anni 70 l’uscita, anche da parte della comunità scientifica, dal pregiudizio che l’omosessualità fosse una patologia.
    Allo stesso modo i dati sono efficaci per documentare come la discriminazione di aspiranti genitori fatta sulla base del loro orientamento sessuale sia ben meno ovvia di quanto il generico “uomo della strada” possa immaginare. Senza nulla togliere alle altre coppie, ovviamente. Sulla base di quale elemento oggettivo lei basa il suo giudizio per cui un bambino necessiterebbe di due genitori di sesso diverso?
    Avere bambini io credo sia un diritto di tutti, ma non esiste alcun diritto a crescerli. Sul corretto sviluppo di ogni bambino dovrebbe vigilare l’intera società, i vicini, gli amici, la scuola e i servizi sociali.
    Ci sono voci fuori dal coro, certo. Lei si riferisce al giudice e la invito a riflettere su un fatto: il giudice, più di chiunque altro, si impegna nell’essere imparziale; egli giunge anche ad ignorare elementi viziati, per non confondere il suo giudizio. Ecco, chi cerca di farsi un giudizio dovrebbe, al pari di un giudice, non farsi condizionare la pregiudizi e preconcetti e dubitare fortemente da chi ne è condizionato. Le verità assolute, non discutibili basate sulla fede aprioristica in un concetto, non sono proprie di un giudice giusto.
    Dice bene anche che per la formazione di un giudizio si debbano prendere in considerazione elementi storici, sociali, culturali, geografici, e infatti ho fatto riferimento a realtà sociali in cui le unioni tra persone dello stesso sesso sono riconosciute ufficialmente senza conseguenze negative apprezzabili, soprattutto in contrasto con realtà in cui ciò non avviene. La invito a commentare il merito, se vorrà.

    Conosco il contenuto della Commissione Lunacek e non lo trovo particolarmente controverso, per quanto si tratti di un documento politico e dunque comprensibilmente caricato. Vuole essere più preciso a riguardo?

    Mi sfugge dove lei trovi curiosa la mia affermazione sul ruolo sociale dell’ufficializzazione di legami affettivi. Forse sul concetto di famiglia, che in effetti, per meglio spiegarmi, vedo come nucleo familiare e cerchia di persone “familiari”, ovvero amici e conoscenti. Si può parlare di cerchia sociale, se preferisce.
    Lei mi dice “tutelare il parentado stretto allargato a dismisura”, mentre io non hai mai detto ciò. Non si tutela l’esistente, ma si promuove il nuovo. L’unione, quando ufficiale, permette a cerchie sociali altrimenti isolate di confluire tramite nuovi legami che passano per il vincolo della coppia. Questa è la funzione essenziale, odierna e sociale dell’unione matrimoniale.
    Tanto più solido è il ponte, tanti più transiti vi avverranno. E come si distingue un ponte solido da uno precario? Ovviamente da quanto gli stessi coniugi vi fanno affidamento, ovvero se sono disposti ad accettare doveri e diritti che li aiutino nello stare assieme.
    Noterà che questo auspicio non “va bene con o senza famiglia, con o senza unione o associazione o convivenza e condivisione sentimentale”, ma richiede invece una qualche forma di distinzione dalla semplice frequentazione disinvolta di cui molte coppie sono blandamente protagoniste.

    In effetti la società non ha la necessità di “preoccuparsi di riconoscere come carattere esclusivo della famiglia quello di garantire la continuità biologica”, perchè -avrà notato- la continuità biologica avviene anche senza la presenza di famiglia riconosciuta, e non vi è modo di condizionare tale indipendenza.
    Piuttosto è dunque vero il viceversa, ovvero che assunta la necessità di garantire alla continuità biologica un ruolo preminente nella società, essa sia accomunata al modo di gestire la famiglia, ai diritti e doveri che essa fa sorgere.
    Siamo d’accordo anche sul fatto che dovranno essere riconosciuti maggiori diritti a chi ha figli, a fronte delle necessità e del valore della filiazione, ma dire che chi non ha figli non è “famiglia”, negare l’opportunità sociale che deriva da riconoscere, agevolare ed ufficializzare i legami più solidi, sarebbe ingiustificato e non farebbe nemmeno l’interesse delle famiglie prolifiche, che si troverebbero in un tessuto sociale più arido.

  32. Giannino Stoppani scrive:

    Che tu sia iscritto o non iscritto non me ne può fregare di meno, visto che vieni a far volantinaggio come se tu fossi socio benemerito.
    L’autorevolezza o meno di uno studio non è una cosa che tu puoi conferire motu proprio e della reale entità della misura dell’obiettività del tuo parere chiunque se ne può render conto da solo leggendo quello che hai scritto finora (ovvero prossimo allo zero assoluto).

  33. Michele L scrive:

    Quanto al “voltantinaggio”, se non vuole leggere faccia a meno, è suo diritto o forse lei è socio benemerito? Io mi limito a commentare con educazione e pertinenza un articolo. Penso sia anche mio diritto non considerarmi responsabile per quello che Tizio o Caio hanno detto 40 anni fa, quando non sono persone che godono della mia stima, come ho già detto.

    L’autorevolezza di uno studio non la decido io, no di certo; ma so come valutarla in base a indici obiettivi usati nel mondo scientifico. Se non le basta la mia valutazione può farla da sé: verifichi il fattore di impatto delle riviste dove sono pubblicati gli articoli che cito, o l’indice H degli autori. Se non sa di cosa si tratta, si informi, non potrà che esserle utile. La capacità di comprendere cosa sia affidabile e cosa no, è una delle meno diffuse nella società di oggi, ove abbonda una certa smania narcisistica di molti esperti improvvisati.

  34. Mazinga Z scrive:

    Mi fa piacere constatare che qualcun altro abbia scritto essenzialmente la stessa cosa di quello che ho scritto io poco più sopra.
    Più che partecipo a queste discussioni più che mi rendo conto che ad essere degni del nome di “fondamentalisti” non sono certamente i cattolici, nonostante tale aggettivo venga ad essi riferito in continuazione nel dibattito pubblico.

  35. Michele L scrive:

    Fondamentalista è qualcuno che non si mette in discussione, non motiva, non argomenta, non ascolta. Io sono qui per discutere, non lancio slogan ma articolati messaggi in cui considero attentamente i punti sollevati dal mio interlocutore, motivo e argomento le mie affermazioni specificando il livello di affidabilità (una mia opinione, un opinione autorevole, un fatto scientificamente verificato) di quello che scrivo.

    Se secondo lei questo è essere fondamentalista, non posso far altro che registare il suo bizzarro vocabolario. D’altra parte si figuri, mi è accaduto di discutere con persone che non accettavano nemmeno che si potesse definire una coppia “gay”…Per loro era un “paio” di persone. Quando non si hanno più argomenti si arriva persino a manipolare la realtà manipolando le parole usate per descriverla.

  36. To_Ni scrive:

    Michele L
    In marito alla frase che scrivi e che riporto integralmente ;“Ma, spiegano da Fra (Agenzia europea per i diritti fondamentali ), ci sono alcune considerazioni da fare. “In alcuni paesi può essere più o meno accettato culturalmente parlare di violenza contro le donne. In società in cui la violenza nelle relazioni intime è considerata un fatto privato, la violenza difficilmente è raccontata a famigliari o amici e raramente denunciata alla polizia. Questa reticenza può aver inibito alcuni degli intervistati” scrivono nel rapporto. Inoltre l’uguaglianza di genere nella società, come quella sperimentata nei paesi Scandinavi può portare “a un più alto livello di consapevolezza della violenza contro le donne”. […] …… è’ lecito dedurre che per te tu puoi portate a tuo vantaggio tutto quello che c….. ti piace. Tradotti in termini semplici intendo che per te nonostante che le statistiche dicono che i “paesi civili” che tu ami presentano più violenza alle donne (e non solo) tu puoi “allegramente” allegramente dire non è vero , e magari aggiungere che in Italia c’è ne di più solo che non si vede. In questo modo puoi continuare a pensare che il “tuo meraviglioso mondo civile” ed i tuoi “meravigliosi diritti” coincidano. In questo modo, comunque la metti c’è il “cattivo per forza” e è quello che ti dice di “NO” e che stai pretendendo troppo.
    Forse sei un vero fondamentalista.

  37. Mazinga Z scrive:

    “Fondamentalista è qualcuno che non si mette in discussione, non motiva, non argomenta, non ascolta”
    Questo, grosso modo, è verosimile.
    “Io sono qui per discutere, non lancio slogan ma articolati messaggi in cui considero attentamente i punti sollevati dal mio interlocutore, motivo e argomento le mie affermazioni specificando il livello di affidabilità (una mia opinione, un opinione autorevole, un fatto scientificamente verificato) di quello che scrivo.”
    Questo, invece, grosso modo è inverosimile e chiunque se ne può rendere conto leggendo quello che scrive.
    In realtà lei non si mette minimamente in discussione e pertanto la sua interlocuzione si riduce alla ricerca di sempre nuovi appigli per disinformare, calunniare e calunniare di nuovo (qualcosa resterà!), e le sue “argomentazioni” sono tutte riducibili a pretestuose illazioni razzolate copia-incollando opinioni di personaggi schierati (come quella di Giuseppina La Delfa, presidente dell’associazione delle famiglie arcobaleno).
    Questo è quanto io personalmente ho constatato.
    Spero vivamente che questa mia fondata opinione sia smentita quanto prima da una radicale modifica del suo atteggiamento.

  38. To_Ni scrive:

    Aggiungo: con uno con tale impostazione è facile accusare “non argomenta” …”fondamentalista” gli altri

  39. Michele L scrive:

    Mi dispiace Toni di averle rotto il giocattolo, ma che le donne Italiane siamo meno oggetto di violenza in Europa era una balla tanto grossa che persino gli autori dello studio hanno dovuto precisare i suoi limiti.

    Se mai le donne italiane sono pazienti e rassegnate. Provi a fischiare dietro ad una donna in una piazza svedese o danese e verifichi quanto tempo ci vuole perchè le arrivi una cinquina con conseguente multa salata.

    Invece di fissarsi su un solo fattore perchè non valuta indici reali e globali?
    Le suggerisco l’Indice di Sviluppo Umano (ONU), oppure il Workd Happyness report ( University of British Columbia and the Canadian Institute for Advanced Research), oppure il Coeffciente Gini sull’equa distribuzione dell ricchezza, oppure ancora l’indice dell’Economist su quale sia il miglior stato dove nascere (where-to-be-born index), ma anche il semplice reddito pro-capite può essere interessante.
    Scoprirà che tra i primi posti ci sono stati che non discrminano le coppie dello stesso sesso e viceversa gli stati più omofobi (e illiberali) occupano le ultime posizioni.

  40. To_Ni scrive:

    Aggiungo 2 : Ti cito “Tra le più alte è la percentuale italiana di donne che pensano che la violenza di genere sia comune nel proprio paese, il 92%. ”
    Questo elemento presentato da te come dato significativo è la dimostrazione di un modo superficiale di ragionare. Asl più può significare che la “percezione” che hanno le donne del problema. Ma questa dipende dalle campagne di informazione ed aggiungo …. propaganda.

    Sul “Dunque, se stava provando egregio Toni a dimostrare che l’Italia sarebbe un paese più civile del resto dell’Europa, con la nostra mafia, il lavoro nero e la corruzione pubblica tra i primi al mondo, penso non abbia fatto centro.”
    Sostengo quanto segue:
    Io non solo ci provo, ma lo sostengo con forza. Tutto sta a considerare cosa è “civiltà” e gli elementi che la definiscono (steso discorso lo faccio in merito alla “normalita” di coppie ed adozioni gay….ma è un altro discorso). Per esempio per i “paesi civili” la loro apparenza sarà solo serbatoio di droga (tutti i paesi civili ci vincono nella graduatoria consumo) , sesso compulsivo,alcol (tutti i paesi civili ci vincono nella graduatoria consumo), psicofarmaci (tutti i paesi civili ci vincono nella graduatoria consumo ), prostituzione (non ci vincono, ma la legalizzano…già sono “civili”), depressione (tutti i paesi civili ci vincono nella graduatoria), suicidi (tutti i paesi civili ci vincono nella graduatoria), e chi più ne ha più ne metta. Credo, inoltre che avanzando una cognizione di umano, insignificante, come sfogo troveranno, sempre più, soddisfazione anche nell’estremismo islamico (che per quanto schifo…un significato lo da).

    Sulla mafia desidero fare una considerazione. Spesso si parla di “laboratorio” Sicilia per celebrare un gay che diventa presidente ala regione. Laboratorio lo si potrebbe considerare anche su aspetti che sono attinenti al nostro dialogo (ma siete sordi su certe cose) . La mafia ha avuto la sua origine in un periodo storico caratterizzata da una potente emigrazione dei padri per cercare lavoro all’estero, con la conseguenza che i figli sono stati allevati dalle solo madri. Quindi privi di chi comunica ed incide i valori (il padre … che è colui che genera) . Intendo dire che distruggere la famiglia (o sostituendola con parodie) ha come effetto collaterale creare, mafia, bulli, terroristi, depressi, sadici, masochisti …ecc..

    Non vi rendete conto il danno che fate a tutti

  41. To_Ni scrive:

    Non mi hai rotto nessun giocattolo…. credo che arrampicarti sull’ONU sia un nascondersi sotto la gonna.
    Questo fa spudoratamente il tifo per te, condiziona le politiche di Stati con dei veri ricatti per assecondare quello che credi e vuoi tu.

  42. To_Ni scrive:

    Provi a fischiare dietro ad una donna in una piazza svedese o danese e verifichi quanto tempo ci vuole perchè le arrivi una cinquina con conseguente multa salata.

    :-)

    Fischiare è volgare dappertutto. Io non vedo in Italia tutta questa gente che fischia alle donne per strade (brutto sputare nel piatto dove si mangia …andatevene e restateci all’estero se dovete farlo). In Danimarca e Svezia, se non fischiano non lo fanno per civiltà, ma per indifferenza (e fanno peggio che fischiare in altri ambiti)

  43. To_Ni scrive:

    Scusa … ho dimenticato: gli “indici reali e globali” li ho considerati (droga, alcol, ecc). Devono significare qualcosa nei parametri di civiltà o no? Io credo di si, anche se a te non piacciono .

  44. Giannino Stoppani scrive:

    E invece io, caro barbuto, te le leggo le tue bischerate (non tutte, per carità, perché io una vita ce l’ho!), e mi diverto un a evidenziarne il contenuto di emerite supercazzole cantilenanti in perfetto stile omino di burro.
    Ti secca?
    Come mi dispiace…
    Ah, ah, ah!

  45. Michele L scrive:

    Lei cita Asl non è una frase mia. Quando i dati le fanno comodo allora è verità mentre quando si aggiunge tutto allora è propaganda?

    Io non sceglierei il paese dove vivere sulla base di elementi marginali come l’uso di droga, alcool, malattie mentali e suicidi, che per fortuna riguardano un parte minoritaria della popolazione, ma valuterei la qualità delle scuole, degli ospedali, del verde pubblico, delle infrastrutture, della criminalità, della corruzione. Ma voglio commetare i suoi dati (quali?)

    Inizio dalla droga. L’EMCDDA che le monitora in Europa ha evidenziato che in italia ben 10 persone su 1000 fanno uso di cocaina, eroina o metanfetamia (primi in Europa).
    Sugli altri, che in effetti sono interessanti (a parte il sesso, che francamente…), mi informo e le faccio sapere, magari faccia lo stesso anche lei, così discutiamo di qualcosa di concreto e non di numeri a caso (come nel caso della droga…).
    Anche la sua colorita teoria sulla generazione della mafia mi affascina, un buono spunto per fare qualche ricerca.

  46. To_Ni scrive:

    Devo ammettere che io sono molto più complicato di te:
    Non mi interessa un posto dove in un ospedale mi curano bene fisicamente ma del resto mi hanno inculcato, realizzandomi magari un ordinato e redditizio “Truman show”, ma che sul piano valoriale mi indirizza ad un senso infimo della vita.
    Poi leggo le cose in relazione: depressione diffusa-uso psicofarmaci-suicidi ….hanno una relazione
    La “colorita” teoria della mafia, non è mia. E’ una cosetta antropologica (ma si sa “non è la scienza buona” che conosci tu).
    Poi sono pure caparbio, per esempio parlano di droga mi piace trovare altri indicatori, e dato che mi dici che approfondirai, ti prego di considerarli: il drogato (considerato un “range” che va dalle droghe leggere alle più pesanti) da che famiglia viene? quanti sono i drogati che non hanno avuto un padre presente nel processo educativo? Quanti i divorziati? I separati? I figli di coppie usa e getta? Tra chi ricorre a sostanze stupefacenti, in maniera non abituale, quanti vedono positivamente i “tuoi diritti”?
    Quest’ultimo punto è antipatico, ma è perché ho un’altra “colorita” ipotesi: che il tutto faccia parte di un processo entropico.

  47. Raider scrive:

    Non credo che il punto sia rendere più chiari i motivi del nostro dissenso, signor Michele L.; semmai, a leggere ciò che lei scrive – sempre con correttezza verso l’interlocutore, non c’è dubbio -, si tratta di confrontarsi su punti più o meno controversi, sulla scientificità o meno di una commissione, sul valore oggettivo degli indici di felicità: e in sottofondo, l’idea che, siccome i figli si possono avere senza matrimonio o fuori del matrimonio e siccome i matrimoni si hanno anche fra coppie sterili o non interessate a riprodursi, allora, ecc…, ecc…, potendo ognuno trarre conclusioni che fanno al caso proprio da sillogismi cui non sfuggono nemmeno le premesse da cui li si estrae dal cilindro, per così dire.
    Per es., lei mi domanda su quali basi io affermo che un bambino necessita di due genitori di sesso diverso: le si potrebbe rispondere come si fa a una domanda che non dovrebbe essere nemmeno posta – impertinente, cioè, – vale a dire, facendole la stessa domanda che lei pone: perché dovrebbero essere dello stesso sesso; o perché due; e perché due genitori: in fondo, chiunque si prenda cura del bambino ha fatto l’interesse della società, innanzi tutto. Ma il diritto del bambino è di avere due genitori che siano individui sessualmente complementari come coloro che lo hanno messo la mondo: l’idoneità, magari, scientificamente e commissarialmente certificata, dei soggetti che ne richiedono uno non ha nulla a che fare con questo diritto, che precede gli altri. E quindi, di chi altri potrebbe essere un bambino, se non di una donna e di un uomo? I sentimenti e i desideri dei singoli o delle coppie, come l’interesse della società, non possono prevalere né ignorare questo dato di fatto, questo fatto oggettivo, nemmeno per promuovere il nuovo, laddove finalità della politica non è il nuovo o il vecchio, ma tutelare un diritto rispetto a sentimenti e desideri che il diritto non lo creano. Che mi sembra una motivazione che si adatta bene a ciò che lei scrive sul legame di coppia che, “quando ufficiale, permette a cerchie sociali altrimenti isolate di confluire tramite nuovi legami che passano per il vincolo della coppia. Questa è la funzione essenziale, odierna e sociale dell’unione matrimoniale”: una novità odierna, in effetti, ma di cui mi sfugge completamente il senso, le confesso.
    Come l’altra, di rincalzo o conseguenza: “Tanto più solido è il ponte, tanti più transiti vi avverranno. E come si distingue un ponte solido da uno precario? Ovviamente da quanto gli stessi coniugi vi fanno affidamento, ovvero se sono disposti ad accettare doveri e diritti che li aiutino nello stare assieme”: e ciò, nell’interesse della società, che “richiede una qualche forma di distinzione dalla semplice frequentazione disinvolta di cui molte coppie sono blandamente protagoniste.” Fra metafore che non portano da nessuna parte (la solidità del ponte non dipende dalla gente che vi passa, cioè, come dice lei, “da quanto gli stessi coniugi vi fanno affidamento”) e serietà affidata un protagonismo non blando, l’unico affetto che conta è quello che un bambino può sviluppare verso chi lo ha generato o le coppie formate da individui dei due sessi: e l’interesse della società coincide col diritto del bambino a genitori la cui identità, il cui genere sessuale sia alla base della vita. Nè mi è chiaro come “negare l’opportunità sociale che deriva dal riconoscere, agevolare ed ufficializzare i legami più solidi, sarebbe ingiustificato e non farebbe nemmeno l’interesse delle famiglie prolifiche, che si troverebbero in un tessuto sociale più arido.”
    Anche sui Paesi che hanno accolto matrimoni e adozioni gay occore fare attenzione, se ci limitamo agli indici di benessere, salute, verde pubblico, ecc…, lasciando fuori la felicità. L’ Argentina e in parte, l’Urugay e non ricordo quale altro Paese dei più o meno ex Tristi Tropici e certo, anche il Sudafrica, abbassano notevolmente gli indici scelti come riferimento per misurare il tasso di vivibilità. E mi lasci dire che anche le osservazioni fatte da Toni non sono così peregrine o da prendere alla leggera: l’eutanasia, il “diritto” di aborto, l’uso della droga e molto altro ancora non li prenderei come indici di libertà e di felicità: e non giurerei neppure che la disponibilità di verde pubblico metta al sicuro da “un tessuto sociale più arido.”

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