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Le star del cinema hanno molto tempo libero. Jeremy Irons contro i sacchetti di plastica

marzo 8, 2013 Elisabetta Longo

L’attore ha parlato al Parlamento europeo augurandosi che il Vecchio Continente si impegni in questa fondamentale battaglia ambientale

Attori e ambientalismo vanno ormai di pari passo. Dopo Edward Norton, Leonardo Di Caprio, arriva Jeremy Irons, che ha deciso di sposare la causa anti plastica. L’attore premio Oscar è andato a Bruxelles per promuovere il documentario Trashed, di cui è protagonista e voce narrante. Jeremy, nel film, gira per il mondo alla ricerca dei posti più inquinati e sommersi dai rifiuti, e sulla locandina è seduto su una spiaggia coperta di sacchetti di plastica abbandonati. Il documentario è stato premiato allo scorso festival di Cannes, e ora viene promosso nel parlamento europeo, visto che in poche settimane si dovrebbe cominciare a discutere di una tassa per le borse di plastica, che in certi casi sarebbero addirittura vietati.

CHI BEN COMINCIA. La proposta di vietarli era stata avanzata in Gran Bretagna, ma il ministro dell’ambiente, Richard Benyon, l’ha bocciata, spiegando che che non è la soluzione migliore dal punto di vista ambientale, e una tassa sarebbe andata a pesare sul bilancio delle famiglie. In molti altri Stati, come il nostro, i sacchetti in plastica del supermercato sono stati sostituiti in gran parte con buste in materiali ecocompatibili o derivati dal mais.
Jeremy Irons, parlando a Bruxelles, si è augurato che l’Europa diventi motore trainante per gli altri continenti di un nuovo modo di riciclare la plastica, anche attraverso delle tasse. «Dobbiamo iniziare noi, e dobbiamo iniziare da qui. Facciamo in modo che l’Europa sia leader nel settore ambientale, anche l’economia sarà aiutata se si ricicla seriamente. Non possiamo stare qui ad aspettare che comincino gli altri, o stare immobili a vedere che Cina e India non lo fanno, non si ragiona così».

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