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Le sigarette fanno male, fumate le canne. La strana logica di Barack Obama

febbraio 7, 2014 Redazione

Il presidente degli Stati Uniti si è complimentato con Cvs, la seconda catena americana di drugstore e farmacie, che smetterà di vendere sigarette entro la fine dell’anno

obama-usa-marijuanaBarack Obama è rimasto entusiasta quando ha saputo che Cvs, la seconda catena americana di drugstore e farmacie, smetterà di vendere sigarette entro la fine dell’anno. Costo della scelta: due miliardi in meno di incassi. Ma, come affermato dal presidente sposato alla donna più salutista del mondo, «questo avrà un impatto fortemente positivo per la salute del nostro paese».

FUMO NO, CANNE SÌ. Gli hanno fatto eco, fa notare il Foglio, «uno stuolo di commenti analoghi da parte di quell’establishment politico e culturale che vuole salvare il mondo con gli hamburger senza grassi per decreto. (…) Strano che sia lo stesso establishment che con l’altra mano tifa per la legalizzazione delle droghe leggere anche a scopo ricreativo, com’è successo in Colorado, perché ciascuno nella land of the free è libero di cercare la felicità un po’ come gli pare».

DUE ERBE, DUE FASCI. Anche Obama è d’accordo (il “suo” zar antidroga un po’ meno): se il fumo è il male assoluto, sperimentare la legalizzazione della marijuana invece «è importante», perché tanto non fa più male dell’alcol. Ma se anche fumare marijuana è un diritto da garantire in nome della libertà allora, suggerisce il quotidiano di Giuliano Ferrara, «si legalizzi la canna e si condanni il Cvs illiberale e paternalista; se il problema è la salute si inauguri una nuova era proibizionista».
Ma si sa che a Obama piace essere moderno e ai moderni piacciono le canne, e non le sigarette, anche se «l’atteggiamento di chi fa di due erbe due fasci sa di cedimento ipocrita alle più sciatte convenzioni di giornata».

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5 Commenti

  1. Enrico Z says:

    Obama……l’uomo più ipocrita del pianeta terra.

    • luigi lupo says:

      In America l’hanno rieletto. Non farti influenzare da Tempi che dal giorno della sua elezione ha scritto solo articoli contro. Avessimo avuto noi in Italia uno come lui che ha fatto ripartire l’America.

  2. Franco says:

    @Simone Stracchi: a giudicare da come ti esprimi sì, pare che provochi nuova criminalità, visto che rechi ingiurie, e l’ingiuria é notoriamente un reato: quindi sì, pare che provochi criminalità e anche reazioni violente come si evince dai tuoi epiteti verbali.

  3. ragnar says:

    A ben vedere anch’io sono d’accordo con Obama per una volta. Io non ho mai fumato una sigaretta in vita mia, ma se devo veramente iniziare a fumare giuro che inizio subito con roba buona e pesante. Se devo rovinarmi almeno lo faccio per bene!

  4. Daniele Ridolfi says:

    Secondo me (e lo dico da laureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche), sperimentare i pincipi attivi ricavati dalla cannabis nella terapia di malattie come la sclerosi multipla, le discinesie, ecc… non pone problemi di tipo etico, a patto che il beneficio terapeutico ricavato dalla cannabis sia considerevolmente superiore ai rischi ed ai danni connessi (questa cosa vale per ogni farmaco). Ma, come per ogni farmaco, per stabilire se le molecole contenute nella cannabis presentano benefici maggiori dei rischi e quindi se sono adatte ad essere inserite nel prontuario farmaceutico, occorre fare una sperimentazione completa di tutte le fasi (preclinica, che comprende anche i test sugli animali, e clinica, cioè la sperimentazione sull’uomo).
    Certo è che, anche se le molecole contenute nella cannabis dovessero dimostrarsi terapeuticamente utili, ai pazienti non verrebbero date le “canne” da fumare (nessun farmaco, che io sappia, si assume in tale maniera), ma verrebbero date compresse, capsule, sciroppi, fiale iniettabili, granulati, ecc… (cioè le forme farmaceutiche più comuni) in cui il farmaco è accuratamente dosato e la dispensazione di tali farmaci avverrebbe soltanto nelle farmacie e soltanto dietro presentazione di ricetta medica (come già oggi avviene per la morfina, potente analgesico narcotico). Inoltre, i campi in cui si coltiveranno le piante di cannabis da cuo estrarre i principi attivi sarebbero sottoposti a speciale sorveglianza militare (come già oggi avviene per le coltivazioni di oppio da cui ricavare la morfina destinata all’uso terapeutico), onde evitare furti di piante.
    Capite bene che tutto questo discorso sul potenziale teraputico delle sostanze non ha nulla a che vedere con l’antiproibizionismo di cui si fanno portavoce Pannella od Obama.

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