Google+

Le ragioni (laiche e politiche) perché la Turchia resti fuori dall’Unione Europea

aprile 15, 2015 Redazione

Dopo l’«avvertimento» di Erdogan a papa Francesco sul genocidio armeno, il Corriere della Sera ospita un commento esplicito del prodiano Ricardo Franco Levi

Turkish Prime minister Recep Tayyip Erdogan at the EU Parliament

Dopo le parole chiarissime di papa Francesco sul «genocidio degli armeni» e la dura reazione diplomatica e politica del presidente turco Erdogan, il Corriere della Sera ospita oggi un intervento sorprendentemente esplicito contro l’ipotesi di un futuro ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Un commento significativo non solo perché è firmato da Ricardo Franco Levi, giornalista ed ex deputato del Pd da sempre vicinissimo a Romano Prodi (di cui è stato prima portavoce a Bruxelles e poi sottosegretario a Roma), dunque difficilmente sospettabile di ostilità preconcetta verso l’allargamento del club, ma anche perché intende fornire «ragioni interamente e profondamente laiche e politiche» per dire «basta illusioni», Ankara «deve restare fuori dalla Ue».

IMPEGNI PRESI ALLA LEGGERA. Levi ripercorre la «lunga storia quella dell’avvicinamento della Turchia all’Europa», iniziata addirittura nel 1959, per ricordare che «la realtà, la dura realtà» è che i recenti passi avanti compiuti in quel processo (nel 2005 Ankara ha visto ufficialmente riconosciuto da Bruxelles il suo status di paese candidato all’ingresso nell’Unione) appartengono a una fase particolare dell’Europa. All’epoca, scrive il collaboratore di Prodi, «finiva una lunga stagione nella quale i governi europei, un po’ trattando i turchi come “figli di un dio minore”, un po’ concedendosi lo spensierato lusso di promesse poste nel grembo di un futuro che immaginavano lontanissimo, avevano preso impegni senza realmente pensare di doverli poi mantenere».

BASTA TIMIDEZZA. Adesso però, continua Levi, è giunta l’ora di fare i «conti veri» e di abbandonare la «straordinaria timidezza» dimostrata per esempio da governo Renzi davanti «all’”avvertimento” lanciato ieri da Erdogan al pontefice». Da una parte, infatti, col tempo, l’Europa stessa ha preso «progressivamente coscienza del fatto che una Turchia membro dell’Unione, in base al proprio reddito pro capite e alla propria popolazione, avrebbe ricevuto più aiuti regionali e avuto più seggi nel Parlamento europeo di qualsiasi altro Paese». E d’altra parte sono ormai superate anche le dispute circa la possibilità o meno che la Turchia diventi il “ponte tra l’Europa e l’islam”.

AMBIZIONI INCONTROLLABILI. Spiega Levi: «È ora di dire apertamente che la Turchia non può entrare nell’Unione europea e che le ragioni di questa impossibilità sono interamente e profondamente laiche e politiche. La Turchia è e si sente ormai una grande potenza regionale che, come tale, non può accettare di contenere le proprie aspirazioni e ambizioni nel quadro definito dagli interessi condivisi dei Paesi europei e non può, per questo, in alcun modo essere assimilata a un semplice Paese membro dell’Unione». Si potranno e si dovranno trovare con Ankara le «forme» adatte a conservare «un rapporto importante e ricco di contenuti». Tale rapporto, però, dovrà essere per forza «diverso dalla partecipazione all’Unione». E probabilmente lo scontro sul genocidio degli armeni renderà tutto «più chiaro e semplice».

Foto Ansa

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

24 Commenti

  1. whynot scrive:

    l’esperto del nulla. Se lo manda Prodi poi……….c’è da prenderlo sul serio.

  2. Serro scrive:

    Far entrare la Turchia nella UE è una follia, e le recenti minacce di Erdogan al Papa non fanno che confermarlo.
    Se noi occidentali abbiamo un briciolo di istinto di sopravvivenza, dobbiamo impedire a questa Turchia di colonizzarci (perchè è questo che avverrebbe).

  3. Cisco scrive:

    Prima di decidere su chi resta fuori o chi entra nell’Unione Europea, bisognerebbe mettersi d’accordo su cosa è o deve diventare l’Unione Europea. E qui regna il vuoto più assoluto.

  4. yoyo scrive:

    Sentito che ora Erdogan vuole espellere gli armeni rimasti in Turchia?

    • Sascha scrive:

      Mi ricorda le deportazioni staliane… ma in Germania vivono milioni di turchi occhio ai tedeschi

    • saming scrive:

      Ecco la prova provata che Erdogan è un prepotenmte. Egli, che è a capo della Turchia moderna si inalbera per il genocidio degli armeni che fu fatto dallì’ allora Impero Ottomano e quindi dal suo re (Sultano) e minaccia di espellere dalla Turchia gli armeni9 che vi abitano che con il fatto in esame (genocidio) non c’ entrano nulla, semmai sono parte lesa. Ilm fatto principale è che l’Islam non tollera altri credi e sopratutto non tollera i cristiani. L’Islam è la religione di Satana e Satana odia Cristoe l’ uomo creatura predilewtta di Cristo.
      Questo spiega tutto.
      Saming

    • saming scrive:

      Ecco la prova provata che Erdogan è un prepotenmte. Egli, che è a capo della Turchia moderna si inalbera per il genocidio degli armeni che fu fatto dallì’ allora Impero Ottomano e quindi dal suo re (Sultano) e minaccia di espellere dalla Turchia gli armeni che vi abitano che con il fatto in esame (genocidio) non c’ entrano nulla, semmai sono parte lesa. Il fatto principale è che l’Islam non tollera altri credi e sopratutto non tollera i cristiani. L’Islam è la religione di Satana e Satana odia Cristo e l’ uomo creatura prediletta di Cristo.
      Questo spiega tutto.
      Saming

    • Sebastiano scrive:

      Forse vuole finire il lavoro, dopo cent’anni…

  5. maurizio scrive:

    D’accordo con Cisco sul vuoto dell’Europa,ma d’accordo,soprattutto,con Levi-Whaynot,lascia perdere il fatto che sia stato un uomo di Prodi come a squalificarne il pensiero,semmai é il contrario,ma qui ci vorrebbe un cuore libero e aperto..cosa che non mi sembra ti appartenga-dunque dicevo molto d’accordo con Levi:la Turchia ha la pretesa di porsi come riferimento per tutto il mondo musulmano del Medio Oriente..dunque che c’entra con la storia,la cultura,gli ideali(un po’spenti,per la verità)dell’occidente?!
    La reazione scomposta alle sacrosante parole del Papa é solo l’ultima prova della loro incompatibilità con l’Europa.

  6. Sascha scrive:

    Soltanto a una condizione sarei disposto ad accettare la Turchia in Europa: l’entrata in simultanea della Russia! Mosca infatti permetterebbe di equilibrare il peso e l’aggressività turca e d’altronde le obiezioni che vengono mosse alla Russia (paese transcontinentale, leadership autoritaria, sostegno a insorti in violazione della sovranità di altri stati, discriminazione di minoranze e scarso rispetto dei diritti umani) sono le stesse che potrebbero essere mosse alla Turchia!
    Non si vede perché usare due pesi e due misure tranne che per via dell’alta ciò odio e paura anti-russi che ha portato gli occidentale (presunti) cristiani ad appoggiare fin dalla Guerra di Crimea il crudele Impero ottomano contro la Russia. La congiura contro l’Oriente ortodosso che ha portato prima ai massacri del califfo “abdul hamid io il crudele”, il sultano rosso di sangue, poi al genocidio armeno e relativo insabbiamento da parte dell’occidente tanto glorifico. E ora si raccontano favole di una Turchia europea, del ponte tra cristianesimo e islam come se a far ponte dovesse fare uno stato che per secoli ha portato alto il vessillo del jihad, gli assalti alla mela d’oro, Vienna: sarebbe come dire che la Spagna della reconquista faccia da ponte con il mondo arabo-islamico o la Germania con il mondo ebraico!
    Ma gli interessi del l’occidente al quale va ascritta anche buona parte della responsabilità per cui oggi al posto di usare il nome di Costantinopoli siamo costretti a usare Istanbul hanno portato la Turchia nella NATO e ora chiedono sempre pronti a scusare e tollerare quello che mai scuserebbero ai russi! Le stesse trattative hanno visto giravolte ridicole sulla questione dell’OCCUPAZIONE TURCA di Cipro Nord tanto per ricordare a chi si ricorda sempre di Abchasia Ossezia del Sud e Transnistria, un’ccupazione tra le più lunghe del mondo.
    E ricordatevi che il nostro (?) “governo” è quello che sostiene con maggior forza l’entrata di Ankara in Europa!

    • Riader scrive:

      Vero, Sascha, come è vero che dire “no” alla Turchia in Ue non vuol dire passare a uno stato di guerra, si possono mantenere “relazioni speciali”, partnership privlegiate, qualunque cosa che rientra nelle normali relazioni fra vicini. Ma se i Turchi non vogliono sentire ragioni è perché a questo riconoscimento dovrebbero seguirne altri e in una parola, ammettere che la Turchia non è un Paese europeo, che non ha contribuito in alcun modo alla cultura europea, che per secoli ha fatto la guerra all’Europa cristiana per sottometterla, che ha oppresso (anche) le popolazioni cristiane, del resto, secondo le norme coraniche a cui si unisce l’ambizione, ridicola ma pericolosa, di fare da punta di diamante dell’Islam, riuscendo laddove le armate dei vari Mehmet e Selim non erano riuscite. E con la Turchia nell’UE – sarebbe la nazione più popolosa del’Unione -, sarebbe difficile tener fuori non tanto la Russia, quanto i Paesi arabi rivieraschi, in nome di una “identità mediterranea” che è solo una delle più vistose frottole delal culura dominante nelle istituzioni, nei media e nella scuola, a parte il fatto che l’identità europea non è solo mediterannea.

      • giurista scrive:

        La Turchia si trova tra Russia Europa e Vicino Oriente. Ciò la rende fondamentale nello scacchiere internazionale. Il mondo musulmano non è tutto uguale, chi non nota le differenze lo fa per ignoranza o pregiudizio. Faccio notare che prima di Erdogan erano previsto il divieto del velo nelle scuole pubbliche, esempio significativo di una politica lunga quasi un secolo di laicità in un Paese islamico. Farsi nemici i vicini di casa non mi pare una cosa intelligente. Un ‘UE unita nei rapporti con la Turchia( ad es. sul genocidio armeno) sarebbe al riparo da eventuali ritorsioni( quasi la metà delle esportazioni turche affluiscono nell’UE) quindi Erdogan potrà dire al suo popolo quello che vuole ma sarebbe con le mani legate. Insomma possiamo, se uniti, permetterci il lusso di bacchettare di tanto in tanto la Turchia, senza esagerare, perché non ci conviene che il Paese islamico con la più solida e duratura esperienza di laicità e per giunta vicino di casa, diventi un ricettacolo di fanatismo. E potremo lasciare che gli USA( come capo della NATO di cui la Turchia fa parte), faccia il lavoro sporco per noi europei, cioè rassereni gli animi dei turchi dopo una “occasionale” bacchettata europea.

        • Sascha scrive:

          insomma dopo aver letto il suo commento caro Giurista non ho ben capito se lei è favorevole o meno all’entrata della Turchia nell’Ue?
          D’altronde visto che è un “giurista” non avrà trascurato lo studio del diritto islamico e delle sue differenze con il diritto che si è affermato in Europa sia attraverso la tradizione romano-germanica sia di common law. In Turchia è stata imposta per le legge la tradizione europea ma l’anima profonda islamica è tornata alla fine in superficie scrollandosi lentamente le catene laiche che le avevano imposto.
          Comunque avrà notato che l’ordinamento laico turco rende anch’esso incompatibile l’entrata del paese nell’ue visto il ruolo che affida ai militari, l’articolo penale che persegue chi “offende l’identità turca” si sarà accorto che la Turchia è il paese con più giornalisti in carcere a causa di questo e altri articoli. Se poi considera il diritto dell’Ue vedrà l’enorme peso che avrebbe la Turchia sia nei vari Consigli attraverso la ponderazione dei voti sia nel Parlamento europeo per numero di deputati in entrambi i casi in virtù della sua popolazione che complice il calo demografico tedesco dovrebbe superare la stessa Germania nel prossimo decennio. Mettendo da parte l’argomento del denaro che il paese riceverebbe attraverso i vari fondi europei (che significa evidentemente mancando un aumento del
          bilancio dell’Ue una decurtazione dei fondi a disposizione di tutti gli altri) le pare che un governo come quello di Erdogan possa svolgere un ruolo positivo coordinandosi con gli altri paesi, negoziando e mediando le proprie posizioni?
          Poi potremmo sviluppare il ragionamento in un altro senso visto che cita il mondo islamico: il rapporto di Ankara con vari paesi arabi o islamici è peggiorato. Con l’entrata della Turchia nell’uso ci vedremmo costretti a sostenere la linea turca nei rapporti con il medio oriente il che significa inimicarsi paesi come Israele, l’Armenia, la Siria, l’Egitto il Libano.
          Quale “lavoro sporco” dovrebbero fare gli USA? Minacciare l’uso della forza nei confronti della Turchia? E cosa ci assicura che lo farebbero? Questo significa continuare in eterno la dipendenza strategica europea dagli usa attraverso o meno la nato il che non mi trova affatto d’accordo. Sempre dando per scontato che gli USA sostingano le istanza europee il che è tutto da dimostrare.

          • giurista scrive:

            1)Sono contrario all’ingresso della Turchia nell’UE per così tanti motivi che non li elenco neppure.
            2)Sono contrario all’ingresso della Russia nell’UE per motivi egualmente ponderosi come per la Turchia.
            3) A fortiori sono contrario all’ingresso di entrambe, cosa da te prospettata come plausibile. Francamente trovo irragionevole pensare che mettersi in casa due Nazioni che hanno una cosa in comune, il nazionalismo autoritario, possa tornarci in qualche modo utile. Inoltre quello che dici sulla Turchia ed il suo eventuale peso nell’UE vale in misura quantitativamente maggiore per la Russia(oltre 140 milioni di abitanti e ben altro peso economico).
            4)La Turchia è un Paese islamico con una certa dose di laicità, che non è certamente come la Francia o l’Italia ma non è neppure come l’Iran o l’Arabia Saudita. A noi conviene certamente evitare che quello di buono che c’è nella storia recente( grosso modo l’ultimo secolo) della Turchia vada perduto a favore di una Turchia in stile ayatollah. Non mi pare di aver detto niente di particolarmente nuovo o irragionevole.
            5)Ovviamente quando parlavo degli USA e della Nato non pensavo ad un intervento militare, la qual cosa oscilla tra la fantascienza e la catastrofe sul piano geopolitico, ma al fatto che noi europei possiamo fare quello che ci pare con la Turchia se siamo uniti poiché così non saremmo esposti a ritorsioni turche. Se invece non fossimo uniti quegli Stati che “bacchettassero” la Turchia ad es. sul genocidio armeno o in generale sui diritti umani, sarebbero più facilmente aggredibili da Erdogan sul piano delle relazioni commerciali diplomatiche flussi migratori dalla Siria etc.. Anche qui non mi pare di essere stato particolarmente originale. Ovviamente sul piano diplomatico e non militare, sarebbero gli USA, per ragioni geostrategiche a ricucire lo strappo tra l’UE e la Turchia. Insomma l’Occidente potrebbe usare il bastone(l’UE) e la carota cioè gli USA, che non correrebbero mai il rischio di perdere un alleato Nato così fondamentale. In questo caso noi non andremmo a rimorchio di USA-Nato ma , una volta tanto, useremmo questa alleanza militare a nostro vantaggio.

          • giurista scrive:

            Sul fatto che dal primo intervento non si capisse in modo indubbio che fossi contrario all’ingresso della Turchia nell’UE hai pienamente ragione. Molto probabilmente nella mia testa era così scontato che non l’ho scritto expressis verbis.

      • Sascha scrive:

        Condivido Raider, sulla presunta identità mediterranea ho scritto più sotto in risposta a Maurizio in un commento che attende la pubblicazione. D’altronde non è necessario come tu sottilinei passare dalla prospettiva del l’adesione a uno status di guerra, come sottolineavano anche leader europei se non erro Sarkozy e Merkel.

  7. maurizio scrive:

    D’accordo con te Sascha…io ho già espresso il mio giudizio sulla Turchia in Europa;ha molto più senso per storia,cultura e religione la Russia come dice anche Raider…cosa sia e c’entri l’identità mediterranea non lo capisco.A dir il vero e ad essere onesti anche l’identità europea assomiglia più ad una nebulosa lontana e confusa che una stella o un insieme di stelle brillante:é vero,sono sulla bandiera ma..forse solo li…fin che non si torna allo spirito dei primi soci fondatori che rispondono.al nome di De Gasperi,Adenauer e Schumann..
    guard caso tutti autentici cattolici. Facile trarne le conseguenze,vero?

    • Sascha scrive:

      Ciao Maurizio! Allora i dirò che l’identità europea ha delle caratteristiche distintive soprattutto se le si paragona al resto del mondo e alle civiltà extra-europee, sono le famose radici dell’albero europeo: religione cristiana, diritto romano-germanico e di common law, lingue indoeuropee (a parte le minoranze basche e ugro-finniche), addirittura genetica (secondo uno studio pubblicato non molti anni or sono gli europei sono strettamente imparentati dalla Finlandia alla Spagna). Quindi in realtà ci sono delle basi e infatti il concetto di “Europa” è antichissimo e ritorna continuamente per fare un esempio l’idea di un Parlamento Europeo risale addirittura al pensiero di William Penn riformatore religioso del ‘600. Queste idea di unità europea è stata negata dal nazionalismo di fine ottocento (e infatti non è caso che a partire da questo periodo si teorizzi che la Turchia, allora ancora Impero Ottomano, sia una “potenza europea”). Questo percorso di esaltazione della propria nazione ha condotto alla Grande Guerra, l’inutile strage che con la nostra sensibilità ora sempre più storici chiamano “guerra civile europea”. È nebulosa la costruzione europea odierna perché reticente a riconoscere tutti i caratteri del proprio nucleo unitario (cristianesimo, tradizione greco-romana-germanica, linguistica, genetica) in quanto configgenti con i pregiudizi politicamente corretti e soprattutto per paura di non escludere nessuno soprattutto le “culture extraeuropee” come quella arabo-islamica.
      Nel caso dell’identità mediterranea invece come tu giustamente metti in luce si tratta di una finzione in quanto dovrebbe essere lampante la differenza con le fondamenta solide dell’identità europea. Questa “identità mediterranea” è propagandata per una serie di scopi prettamente tattici:
      -mantenere una qualche forma di rapporto con quella che chiamano “sponda sud” che sarebbe opportuno chiamare Maghreb e Mashreq. Questo perché oggettivamente non controllare la sponda sud del mare crea delle difficoltà nella lotta al l’immigrazione clandestina, nel contrasto al terrorismo nel contesto di stati falliti come la Libia e di stati perennemente sovrappopolati e impoveriti come Tunisia, Egitto, Marocco e Algeria.
      -integrare in un mercato transmediterraneo e in una struttura politica i paesi delle due sponde (qualcuno la chiama Eurabia visti i rapporti di forza attuali) cui esportare merci e trarre capitali arabi
      Mediterraneo era l’impero Romano e prima di lui le varie colonie greche. Anche Roma fu costretta a conquistare l’Africa cioè Cartagine in quanto minaccia esistenziale. Ma al tempo di Roma era nata una vera civiltà mediterranea visto che il Nordafrica e l’Iberia erano state romanizzate mentre ad Est le colonie greche e i regni ellenistici avevano fuso l’identità greca con le culture locali. Lo scambio culturale era reciproco in entrambi i sensi del mare basti pensare alla moda egizia a Roma mentre la lingua latina ad ovest e greca ad est, il diritto romano, la cittadinanza romana e infine la religione cristiana unificavano il mediterraneo in un unica civiltà.
      Questo contesto venne travolto da tre invasioni barbariche di popoli che abitavano fuori da questo contesto: i germani da nord, i persiani da est e infine gli arabi da sud. Il caso più importante fu quello arabo che muto profondamente l’identità ma anche l’economia dei paesi conquistati sovrapponendo religione islamica, lingua araba, diritto islamico e cittadinanza variegati su base religiosa (musulmani vs dhimmi) alle precedenti categorie della civiltà mediterranea.

  8. Geppo scrive:

    Corriere della sera e Levi …. Voci veramente imparziali ?!!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Il Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, rappresenta da sempre un evento speciale per la BMW. La Casa di Monaco è infatti solita stupire presentando delle concept che anticipano modelli pressoché pronti a entrare in produzione. Quest’anno tocca a una delle roadster più affascinanti mai realizzate, oltre che una delle vetture più “anziane” della […]

L'articolo BMW Z4 Concept: una linea da urlo proviene da RED Live.

Nessuno fiati. Nessuno si muova. L’hanno fatto davvero! Hanno ridato vita alla storica sigla GSi. Un’icona per tutti i “figli degli Anni ‘80” cresciuti a pane e Opel sportive. Con buona pace della divisione OPC, la nuova versione high performance della Insignia Grand Sport – seconda generazione della berlina tedesca – tornerà a sfoggiare la […]

L'articolo Opel Insignia GSi: gradito ritorno proviene da RED Live.

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

Vi piace pedalare in collina? Se volete farlo in compagnia di migliaia di altri ciclisti, e con la possibilità di mettere alla prova il vostro spirito agonistico, l’occasione giusta è la 5° edizione della Granfondo Scott, in programma il 3 settembre 2017 con partenza e arrivo a Piacenza Expo. La manifestazione propone due percorsi, caratterizzati […]

L'articolo Granfondo Scott, al via il 3 settembre proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana