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Le occasioni di Klopp e Pellegrini, divertenti sorprese di Champions

aprile 3, 2013 Emmanuele Michela

La gara di stasera tra Malaga e Borussia vista dalle panchine. Il cileno cerca il riscatto dopo l’occasione sprecata al Real, il tedesco cammina in bilico tra un’annata inconcludente e una stagione d’oro.

A Malaga-Borussia Dortmund daresti poco: nel panorama dei quarti di finale di Champions League è la sfida sulla carta meno appetitosa. Eppure nessuno si azzarderebbe a definirla una partita di serie B, a confronto con match di squadre più blasonate come Real, Juve, Bayern, Barcellona. La coppa più importante d’Europa passa anche da qui, Estadio La Rosaleda, sud della Spagna, dove l’attesa per la gara di oggi è grandissima: mai così avanti in trofei continentali la squadra andalusa. Chi attende non sono però solo i tifosi dei Boquerones, ne soltanto i tanti sostenitori che dalla Germania sono in città al seguito del Borussia. La gara ha un fascino tutto suo per il bel calcio che ambe due le compagini hanno espresso fin qui, arrivando in maniera inattesa ai quarti di finale di Champions. Malaga-Borussia è l’alternativa che non ti aspetti al calcio delle grandi firme, modelli vincenti saggiamente costruiti intorno ad allenatori carismatici.

KLOPP DOVEVA ANDARE AL CHELSEA. Le lodi ai tedeschi fin qui si sono sprecate, così come quelle al loro tecnico, Jurgen Klopp. Le giovani maestrie dei nero-gialli sono state da tanti etichettate come il calcio più bello fin qui visto in coppa, e il merito va anche a lui, bravo a mettersi a capo di un progetto giovane, coraggioso e lungimirante. Ora è all’effettiva prova dei fatti, dopo una stagione tanto brillante in Europa quanto nebulosa in Bundesliga. I 20 punti di ritardo in campionato sul Bayern pesano, la speranza di non buttar via tutta l’annata sta ancorata alle partite di Champions. L’allenatore stasera si gioca tanto: mai così avanti in coppa, per qualcuno è dato già in partenza verso panchine più pesanti, inseguendo nuove opportunità più altisonanti. Mesi fa c’era il Chelsea su di lui, ma Klopp rifiutò la grande occasione. Non ne aveva bisogno: fin qui ha dato l’impressione di saper alimentare le ambizioni da top club in una squadra di giovani promesse e dai denti ancora da latte. Ma dai quarti in avanti la Champions non ammette immaturità, a partire già da stasera.

AL REAL FU VICINO AL TITOLO. Chi invece la grande chance l’ha avuta è Manuel Pellegrini, tecnico del Malaga. Qui c’è arrivato in cerca di riscatto, dopo un’annata deludente al Real: vittima del calcio champagne di Messi e compagni, non è riuscito a vincere nulla, sebbene avesse tra le mani gente come Kakà, Cristiano Ronaldo, Benzema, Xavi Alonso. 96 punti incamerò in campionato. Un’enormità, ma non sufficiente a superare il Barcellona, attestato a 99. Mandato via per far spazio a Mourinho, al tecnico cileno venne offerta la possibilità di migrare verso un club più provinciale, ricco di buoni propositi per i milioni dell’ultimo sceicco arabo approdato in Europa. Quel fallimento madrileno pesa però sulla carriera di Pellegrini, sempre in crescita, gli anni prima, tra vittorie in Sudamerica e lunghi cicli di successi al Villareal. Forse al Malaga ha trovato lo stesso clima sereno che c’era ai Sottomarini gialli, inanellando un crescendo di buoni risultati che lo ha portato sempre più avanti in Europa, con un gruppo che unisce ragazzi di belle speranze a nomi già sentiti del pallone del Vecchio continente. Alla vigilia del match di stasera fa l’umile, ben sapendo che quanto arrivato fin qui è frutto inatteso di gare giocate a viso aperto e partite vinte in sordina con attenzione e fortuna: «Nessuno avrebbe puntato su di noi all’inizio, eppure i giocatori hanno risposto bene. Abbiamo eliminato il Porto, che per noi rappresentava un grosso ostacolo e ci siamo guadagnati sul campo i nostri meriti», diceva ieri in conferenza. Eccoli così aspettare il Borussia, rivale ostica ma non impossibile: per entrambe le squadre è la gara dell’anno. Per l’Europa un quarto di finale carico di incognite e sorprese, con due compagini poco quotate all’inizio, ma che fin qui hanno stupito per lucidità e concretezza, con due tecnici alla disperata caccia dell’occasione giusta.

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