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Le guerre interne alle procure (come quella in atto a Milano) ricadono su tutti. Capito Renzi?

marzo 20, 2014 Alfredo Mantovano

Renzi dice che farà la riforma del lavoro a prescindere da Cgil e Confindustria? Non si fermi: affronti le questioni-chiave della giustizia a prescindere dai diktat di frange dell’associazionismo in toga

Il commento più diffuso al conflitto tra il procuratore aggiunto di Milano Robledo e il procuratore capo Bruti Liberati è che è un fatto senza precedenti. Forse è senza precedenti che un contrasto così forte sia stato consegnato ai media, che l’esposto di Robledo sia finito in redazione prima che al Csm, e che tutto ciò esca da uno degli uffici giudiziari più importanti d’Italia. Ma tutti gli ultimi trent’anni sono stati attraversati da lacerazioni feroci interne a procure e tribunali.

È il caso di rassegnarsi? No, a condizione di tenere i piedi per terra. Realismo impone non già di fare il tifo per l’uno o l’altro contendente, bensì di identificare i nodi che, a ogni latitudine del paese, provocano liti paralizzanti, i cui danni ricadono su tutti gli italiani. Obbligatorietà dell’azione penale, responsabilità disciplinare dei magistrati, meccanismo di elezione del Csm, nomine dei capi degli uffici: fino a quando le scelte di governo e parlamento su tali voci continueranno a latitare, in ossequio al mantenimento dello status quo imposto dal correntismo della magistratura, sarà impossibile garantire una applicazione della legge penale percepita come equa e imparziale, intervenire sulla toga che non fa il suo dovere (quello disciplinare è l’unico livello sanzionatorio potenzialmente efficace; la responsabilità civile è una presa in giro), contare su una magistratura che badi più all’applicazione della legge che agli orientamenti del Csm.

Renzi dice che farà la riforma del lavoro a prescindere da Cgil e Confindustria? Non si fermi: affronti le questioni-chiave della giustizia a prescindere dai diktat di frange dell’associazionismo in toga. Venir meno ai propositi enunciati sul fronte del lavoro assicura disoccupazione elevata. Continuare a vivacchiare sul fronte giudiziario assicura giustizia denegata.

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4 Commenti

  1. luigi lupo scrive:

    Adesso Renzi deve fare di tutto e di più. Perchè questo articolo non è stato scritto quando governava il cendrodestra, con maggioranza stratosferica, e che sulla giustizia si preoccupò solo di far approvare in tempi
    rapidissimi il lodo Alfano?

  2. michele scrive:

    I vari lodi erano solo dei preliminari. Servivano a frenare preventivamente l’azione contrari dei magistrati marxisteggianti. Non si è mai riusciti ad andare oltre, benché i piani di riforma della giustizia fossero molto più ampi, perché la sinistra, anziché cogliere la sostanza a vantaggio di tutti i cittadini, si fermava alla pregiudiziale antiberlusconiana e gridava alle leggi ad personam. Erano leggi ad personam, ma nessuno ha mai capito che erano tali perché tutelavano la persona umana di fronte agli arbitri dell’istituzione.

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