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Le famiglie di Parma mettono Grillo alle strette sul Quoziente famiglia. E lui: «Pizza, Pizza, dove sei?»

febbraio 4, 2013 Matteo Rigamonti

Alfredo Caltabiano racconta l’incontro col leader del M5S a parma per lo Tsunami Tour. «Quando è stato incalzato su questioni concrete, Grillo ha cominciato a cercare il sindaco Pizzarotti»

Una scelta «ideologica» non giustificata in alcun modo da reali necessità di fare cassa per il comune. E che ora graverà sulle tasche di famiglie che hanno un reddito Isee inferiore a 32 mila euro annui. A pagare il prezzo maggiore saranno soprattutto quelle numerose o con Isee molto bassi. Così Alfredo Caltabiano, il rappresentante a Parma dell’Associazione nazionale famiglie numerose, valuta la decisione di eliminare il Quoziente Parma da parte della giunta grillina del sindaco Federico Pizzarotti. Caltabiano è intervenuto dopo che il leader del Movimento cinque stelle Beppe Grillo ha subito una sonora contestazione in occasione della tappa dello Tsunami Tour nella città da lui stesso definita come la Stalingrado del suo Movimento. Ma le famiglie di Parma non ci tenevano particolarmente a finire sui giornali; il loro obiettivo era molto più semplice: «Poter incontrare Grillo e scambiare qualche parola con lui».

Ce l’avete fatta?
Sì, anche se, quando è stato incalzato su questioni concrete, Grillo ha cominciato a cercare il sindaco Pizzarotti: “Pizza, Pizza, dove sei?” chiedeva.

E il sindaco?
Il sindaco incontrerà la città e le famiglie numerose il 13 febbraio prossimo in un incontro aperto a tutti. Finora abbiamo raccolto numerose adesioni.

Gli effetti dell’abolizione del Fattore famiglia parmense si stanno già facendo sentire?
Il primo effetto è rappresentato dalla mera soppressione del Quoziente Parma, che ha determinato sensibili aumenti di spesa per le famiglie che hanno figli al nido o alle scuole materne; da settembre di quest’anno, inoltre, verranno aumentate anche le tariffe. L’aggravio previsto è compreso in un ordine di grandezza che varia dal 20 al 70 per cento della spesa attuale.

Chi paga il prezzo maggiore?
L’aggravio è tanto maggiore quanto maggiore è il numero di figli: gli incrementi del 70 per cento riguardano, soprattutto, le famiglie che hanno 4 o 5 figli a carico e redditi Isee bassi. E le scuole materne hanno già raddoppiato le tariffe da 135 a 280 euro.

La giunta e il sindaco non potevano fare nulla per evitare i rincari?
Hanno detto per mesi che non c’erano i fondi ma non è vero. Hanno accampato come scusa il fatto che stesse per entrare in vigore la nuova legge sull’Isee. Ora, visto che così non sarà, almeno sono costretti a mettere da parte questa scusa.

Pizzarotti e i suoi lamentano il fatto che il Quoziente Parma non sia equo. È così?
Lo so, dicono che il Quoziente non è equo e che i vantaggi aumentano per le famiglie più ricche. Ma il Quoziente Parma vale per Isee fino a 32 mila euro nelle materne e a 36 per gli asili. Le famiglie ricche non sono nemmeno sfiorate dalla norma. E poi, quale coppia può dirsi ricca con stipendi che, in fondo, sono normalissimi? Nessuna. Vede, il problema vero è un altro. L’equità deve essere di due tipi: verticale, che tiene conto del reddito, e orizzontale, che tiene conto delle possibilità, ossia di quante persone mangiano con quel reddito. Togliendo il Quoziente Parma si è voluto considerare solo l’equità verticale.

Sorpreso?
No, anche perché, in piccolo, è quello che sta succedendo con le politiche familiari in Italia: non colgono l’importanza dei figli.

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