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Le elezioni sono state un referendum sul Tav? Se così fosse, in Val Susa ha vinto il sì

febbraio 28, 2013 Marco Margrita

Il movimento antagonista canta vittoria per il successo dei grillini, ma, se si sommano i voti dei partiti favorevoli all’opera, la maggioranza vuole il treno ad alta velocità

Il risultato elettorale in Val Susa, con la messe di voti raccolti dal Movimento 5 Stelle, per i No Tav, è un chiaro referendum sulla Torino-Lione. A cui, secondo i trenocrociati, ha vinto il No. Scrivono, infatti, su Notav.info: “Nel commentare i risultati elettorali in Val Susa non ci sono due letture possibili, ma solo una: il voto del popolo No Tav è stato chiaro ed esplicito e ha dimostrato con un plebiscito l’appoggio alla componente politica che più ha appoggiato le sue istanze, il Movimento 5 Stelle. Potremmo paragonarlo ad un referendum sulla Torino Lione per il peso che ha in questa fase e dai risultati si evince che se si andasse ora alle elezioni amministrative, il fronte sì Tav sarebbe sbaragliato in quattro e quattrotto”. Gli oppositori, non proprio disposti a farsi inghiottire dai “grillini”, cui comunque Alberto Perino a prestato volto e voce, chiariscono: “Il popolo Notav aveva aspettative e ha spinto verso questo successo l’unica forza politica che in questo momento si è dimostrata seria nei confronti del movimento. Rispondiamo già a chi inizierà a chiederci: ‘e ora? La Val Susa ha delegato a Grillo la sua lotta?’. Ci spiace anche per chi arriverà a banali considerazioni, la Val Susa non delega a nessuno, la Val Susa si costruisce un futuro e sul suo cammino trova chi marcerà insieme a noi per fermare il Tav”.

Ma è davvero andata così?

A fare i conti in tasca agli avversari del supertreno è Raffaele Bianco, capogruppo Pd al Comune di Grugliasco. Vicino al neosenatore democratico Stefano Esposito, tra i più tenaci sostenitori della nuova linea ferroviaria ad alta velocità e capacità, il giovane democratico si assume l’onere matematico e politico della smentita. Scrive, l’esponente Pd, sul suo sito: “Il movimento No Tav mente sapendo di mentire. Utilizza una vecchia tecnica, quella del tirare subito la conclusione per poi poter dire che era “un caso semplice”, sempre che qualcuno non li smentisca. Analizzando i dati elettorali in Val di Susa, la prima cosa che si può notare è che (sommati) i partiti che si sono schierati a favore della realizzazione dell’opera superano nettamente i partiti che si sono schierati contro”. Secondo Bianco, “senza dubbio la lista del comico genovese ha ottenuto un gran risultato, ma in linea però con quello nazionale, non imputabile quindi totalmente alla lotta all’alta capacità”. Quindi, i numeri: “Analizzando i 44 comuni (alta e bassa valle), prendendo in esame solo i partiti che si sono schierati (Partito Democratico, Centro Democratico, Popolo delle Libertà, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Lista Monti per il Sì. Sinistra Ecologia e Libertà, Movimento 5 Stelle, Rivoluzione Civile, Partito comunista dei lavoratori e Forza Nuova per il No) il risultato è il seguente: in 26 comuni prendono più voti i Sì Tav, in 16 comuni prendono più voti i No Tav. La differenza in termini assoluti di votanti è di 7341 voti in più per i Sì Tav”. La conclusione di Raffaele Bianco è che “se si vuole parlare di referendum sull’opera, mi pare che il risultato sia, in maniera del tutto evidente a favore”.

Intanto, i grillini vogliono dimostrare tutta la loro vicinanza al Movimento No Tav, che vedono evidentemente come un palcoscenico interessante. I capolista del Movimento 5 Stelle in Camera e Senato in Piemonte, Laura Castelli e Marco Scibona hanno comunicato che “il 23 marzo tutti i 156 parlamentari del Movimento 5 Stelle saranno alla manifestazione in Val di Susa per ribadire, che tutti noi, dal primo all’ultimo, siamo contro questa inutile e costosa grande opera. Non uno, due o tre parlamentari o cos’altro”.

Un annuncio che ha portato la Questura di Torino a chiarire che il cantiere Ltf della Maddalena di Chiomonte è zona di interesse strategico nazionale a sorveglianza armata e nessuno, senza autorizzazione, può entrare all’interno dell’area dove è in costruzione il tunnel geognostico (che ha raggiunto i 30 metri di profondità proprio in queste ultime ore, ndr). “Lo status di parlamentare non cambia i protocolli di sicurezza in vigore – spiegano in Questura – delegazioni di parlamentari, previa autorizzazione, saranno accolte come sempre è avvenuto nel cantiere, rispettando le norme di sicurezza collegate alle attività del cantiere”.

La battaglia anti-treno, approfittando della ribalta mediatica dei grillini, insomma non vuole finire lontano dai riflettori. Referendum o non referendum.

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