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Le differenze di genere esistono e partono dal cervello

agosto 11, 2017 Redazione

L’ingegnere Damore è stato licenziato da Google per aver scritto che le donne non sono discriminate, ma sono biologicamente diverse dagli uomini. La scienziata Soh gli dà ragione

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Google ha recentemente licenziato un suo ingegnere, James Damore, per aver sostenuto che lo scarso numero di donne al potere nel settore tecnologico non è dovuto alla mancanza di opportunità, ma alle differenze biologiche e di attitudini rispetto agli uomini. Damore ha pubblicato su Internet un documento di dieci pagine in cui critica le politiche della società di Mountain View che puntano a favorire l’assunzione delle donne e a meglio rappresentare le minoranze etniche. Damore scrive che il motivo per cui poche donne hanno raggiunto posizioni di leadership nella Silicon Valley non è dovuto a discriminazione o ad arretratezza culturale, ma a ragioni genetiche che le rendono meno adatte ai lavori tecnici: le donne sono naturalmente più portate alle relazioni umane e ad attività artistiche, mentre gli uomini prediligono generalmente attività pratiche e materiali. Secondo Damon la vera discriminazione è politica perché chi non si uniforma alla visione maggioritaria di sinistra viene censurato o cacciato. Le reazioni si sono divise tra chi ha additato Damore come un sessista e chi ne ha contestato il licenziamento per aver espresso un’opinione.

Tra le voci di quanti difendono Damore, emerge quella di Debra Soh, scienziata specializzata in neuroscienza legata alla sessualità, che ha scritto su Internet le proprie riflessioni, riprese per estratti dall’American Conservative. La differenza di genere, spiega Soh, esiste a partire dal cervello che influenza in maniera diversa gli interessi e i comportamenti maschili e femminili. Gli interessi di genere sono condizionati dall’esposizione al testosterone in fase prenatale: i livelli più alti sono associati, in età adulta, ad una preferenza per le attività meccaniche, mentre i livelli più bassi determinano una preferenza per i rapporti umani. E’ per questo, spiega l’esperta, che gli ambiti della scienza, della tecnologia e dell’ingegneria tendono ad essere dominati dagli uomini.

Soh indica come prova le ragazze con una condizione genetica chiamata iperplasia drenale congenita: a causa di una esposizione eccessiva al testosterone nel grembo materno, una volta nate le bambine preferiscono giocare con i giocattoli tipici dei maschi e rifiutano le bambole. Allo stesso modo, se esposti a bassi livelli di testosterone, i maschi si mostrano più interessati ad attività femminili.

Inoltre, scrive Soh, nuove ricerche scientifiche hanno dimostrato che il testosterone altera la programmazione delle cellule staminali neutre, introducendo differenze sessuali nel cervello prima ancora che questo finisca di svilupparsi quando il feto è nell’utero. Questa scoperta suggerisce che gli interessi di genere sono fortemente influenzati dalla biologia, e non vengono quindi appresi o elaborati a livello sociale. Ovviamente, sottolinea la scienziata, questo non significa che l’ambiente in cui viviamo non abbia un ruolo nella formazione dell’individuo, ed esistono differenze a livello individuale, ma affermare che le differenze tra i sessi non esistono o che la cultura abbia un maggior influsso non è vero.

Dunque, conclude Soh, per favorire una maggior equità di genere serve rispettare queste differenze, non fingere che non esistano. Il sessismo non è il risultato della constatazione di dati oggettivi, ma di scelte di comportamento. Dovremmo preoccuparci di come viene interpretata questa diversità piuttosto che delle differenze legate ai sessi.

Foto Flickr

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